A scuola con il Pedibus: l’autobus fatto con i piedi!

di Rossella del 15 ottobre 2011

Chi ha figli sa di cosa parlo: scapicollarsi in macchina verso la scuola, in direzione opposta all’ufficio, in un ingorgo terribile, magari sotto la pioggia, e arrivare comunque in ritardo, redarguiti dall’insegnante dei figli e dal capo al lavoro.
Forse ci vorrebbe un Pedibus conosciuto anche come Piedibus. I bimbi li porta a scuola lui, anche se sono piccolini e non sarebbero in grado di andarci da soli…

Cos’è il Pedibus o Piedibus? Un autobus umano.
Perché ci sono i capolinea, la scuola e la casa del bimbo che abita più lontano.
Ci sono le fermate con tanto di paletti segnaletici, ciascuna raccoglie i bimbi che abitano in quella micro-zona.
C’è l’autista, un genitore, un nonno, un addetto del Comune, che guida il piccolo corteo di bambini.
Ci sono i piedi, perché con il pedibus si cammina, in fila, uno dietro l’altro.
C’è il controllore, l’adulto che chiude il gruppo di bimbi e fa sì che nessuno rimanga indietro.
C’è la sicurezza, perché i piccoli sono mano nella mano, seguiti e preceduti sempre da un adulto che li deve portare assieme ai compagni a scuola in orario.
C’è il fattore divertimento, perché i bambini si ritrovano assieme e si aspettano alla fermata.

Il Pedibus è veramente una soluzione ecologica. Infatti favorisce la mobilità più sostenibile che c’è, il camminare, ma assolve anche ad una funzione pedagogica, economica e sociale. E’ una pratica diffusa in tutta Europa, anche se in Inghilterra si chiama walking bus e in Germania schulwegbegleitung. Tuttavia gli obiettivi sono gli stessi dappertutto:

limitare l’uso dell’auto
favorire la salute dei ragazzi perché li invoglia all’attività fisica e combatte la sedentarietà
coinvolgere i ragazzi in una attività di sostenibilità ambientale

I bambini dunque partecipano ad un autobus a piedi sul targitto casa-scuola tutti i giorni, anche con la pioggia! E cominciano a conoscere gli altri bambini del quartiere. Il servizio Pedibus si sviluppa con gruppi e orari predefiniti, avendo come capolinea scuole diverse. Come le linee degli autobus, appunto. La distanza massima di una linea è di circa 1,5 km. Oltre questa, chi abita più lontano non ne sarebbe invogliato.

Con i recenti tagli alle Amministrazioni Locali, il servizio di Pedibus, pur proposto e promosso da moltissimi comuni in tutta Italia, e all’inizio sostenuto da fondi appositi, è stato putroppo sempre più spesso lasciato all’iniziativa del singolo e del privato o addirittura soppresso. Resta comunque diffuso nei piccoli centri di provincia come nelle grandi città, dove diventa un servizio di quartiere. C’è persino a Venezia! Più conosciuto e praticato al Nord, anche in zone di montagna (in Trentino) è poco presente al Sud e a Roma purtroppo manca.

Eppure ce ne sarebbe bisogno come il pane, vista la tendenza in aumento ad accompagnare in auto i bambini (secondo una recente statistica dal 10% dei bambini nel 1983 al 40% nel 2003 fonte Euromobility) per tragitti spesso inferiori al chilometro, quando a piedi richiederebbero al massimo 12 minuti!

Per consultare la disponibilità il servizio di Pedibus attivo nel vostra zona e segnalarne dei nuovi, andate su questo link su Facebook.

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Flavia maggio 21, 2013 alle 8:15 am

Veramente a Roma il Pedibus c’è in alcuni municipi, come il X ex XIII OSTIA e funziona benino!!!!

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