Salute

Processionaria: periodo, rimedi e come riconoscerla

La processionaria è un insetto potenzialmente pericoloso sia per gli uomini che per gli animali. Evitarne il contatto, dunque, significa anche saper riconoscere questo animaletto e adottare tutte le precauzioni necessarie per schivarlo e curarne gli effetti.

Processionaria: periodo, rimedi e come riconoscerla

Con l’arrivo della primavera molti insetti più o meno fastidiosi o pericolosi tornano a popolare prati, parchi e zone boschive. Tra i tanti, la processionaria è uno di quelli che merita un’attenzione particolare dati i suoi effetti potenzialmente dannosi per la salute umana e per quella dei nostri amici a 4 zampe.

Processionaria: cos’è

Appartenente all’ordine dei lepidotteri, la processionaria deve il suo nome al tipico modo di spostarsi sul terreno in ordinata fila indiana, come accade durante una processione per l’appunto.

È facilmente riconoscibile per l’aspetto, simile a quello di un lungo millepiedi ricoperto di peli. Oltre che nelle regione temperate dell’Europa meridionale, questi insetti sono diffusi anche in Oriente e in Africa settentrionale.

La processionaria include circa 40 specie differenti, di cui le più note sono la Processionaria del Pino (Thaumetopoea pityocampa) e la Processionaria della Quercia (Thaumetopoea processionea). Queste, infatti, sono tra le più comuni e diffuse in Italia ed è facile incontrarle proprio sugli alberi da cui prendono il nome. E’ lì, infatti, che la processionaria vive e depone le uova.

Questo insetto segue lo stesso ciclo vitale delle comuni farfalle: dalle uova deposte si schiudono bruchi (o larve), che poi si trasformeranno in crisalidi e in farfalle, ultimo stadio da insetto adulto.

Una volta diventata adulta, questa farfalla notturna o falena è assolutamente innocua. A rendere pericolosi i bruchi dell’insetto sono proprio i peli urticanti di cui sono ricoperti. Il contatto anche più lieve, diretto o indiretto, provoca una reazione allergica violenta indotta dal rilascio di istamina.

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Larve di processionaria in marcia

Larve

Le larve della processionaria sono bruchi lunghi 1 -3 centimetri e si caratterizzano per il colore scuro e la fascia giallastra sul dorso. Apparentemente innocui, sebbene temibili, si vedono camminare in processione l’uno attaccato all’altro.

Sui loro dorsi è ben visibile la presenza di peli uncinati urticanti, utilizzati come arma di difesa. Esso possono facilmente attaccarsi a pelle e mucose, provocando una reazione allergica più o meno violenta a seconda della zona del corpo colpita.

La nascita dei bruchi in primavera rappresenta pertanto un fattore di rischio sia per l’uomo che per gli animali data la potenziale pericolosità di questo insetto. Ma se l’uomo può riuscire ad evitarne il contatto diretto, per gli animali il pericolo derivante dall’incontro con questi insetti è ben più frequente.

Periodo

Il periodo di maggior rischio di contatto con le processionarie va da inizio marzo (momento in cui le larve abbandonano i nidi) fino alla fine di aprile.

Nido

Le processionarie nidificano soprattutto su pini e querce e sono dannose anche per le piante che le ospitano. Ogni femmina tesse un nido che assomiglia ad una sorta di matassa di uova fissata ad un ago dell’albero ospitante.

In Italia, la disinfestazione dei bruchi di processionaria è obbligatoria dal 2008. A regolamentare questo obbligo è stato un decreto ministeriale ne ha sancito l’obbligatorietà “nelle aree in cui le strutture regionali individuate per le finalità di cui al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214, competenti per territorio, hanno stabilito che la presenza dell’insetto minacci seriamente la salute delle persone o degli animali o la sopravvivenza del popolamento arboreo“.

Sono incaricati della rimozione dei nidi di processionaria il Corpo forestale dello Stato o tecnici della disinfestazione nominati dai Comuni. Se la pianta infestata è di proprietà privata la disinfestazione è a carico del proprietario. Chiunque incappi in un nido di processionaria o ne avvisti i  bruchi dovrebbe informare tempestivamente le autorità competenti di zona.

Per fronteggiare l’allarme processionaria è bene non improvvisarsi nella distruzione dei nidi che si avvistano sugli alberi ed evitare di sostare nell’area.

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Tipico nido a matassa della processionaria sulla chioma di un pino

Processionaria del pino o verde

Come le altre specie, anche la processionaria del pino appartiene al gruppo dei Lepidotteri. Facile intuire le ragioni del suo nome: vive a spese dei pini, sopratutto degli alberi giovani, dove tende ad essere infestante e a costruire anche più nidi invernali, solitamente nella parte più esterna della chioma.

Attacca tutte le specie di pino, ma predilige Pinus nigra e Pinus sylvestris. I danni peggiori alla pianta sono provocati proprio dalle larve che con il loro apparato boccale masticatore, divorano gli aghi. Il risultato sono defogliazioni più o meno intense e la morte della pianta.

Processionaria: i sintomi del contatto nell’uomo

Nell’uomo i sintomi collegati al contatto con la processionaria possono essere differenti e presentare diversi livelli di gravità. La reazione allergica può manifestarsi, ad esempio, con una forte eruzione cutanea accompagnata da prurito, congiuntivite, problemi respiratori, fino ai casi più gravi di shock anafilattico, soprattutto a seguito di contatti ripetuti con gli aculei urticanti dell’insetto.

Rimedi

Le prime operazioni da compiere nel caso in cui si venga a contatto con le larve della processionaria sono:

  • togliere i vestiti indossati;
  • lavare la parte colpita con abbondante acqua per di eliminare i peli;
  • proteggere la parte dall’esposizione al sole;
  • non grattarsi nonostante il prurito.

Il consiglio è di richiedere un consulto medico quanto prima possibile o di recarsi al pronto soccorso più vicino. Nel frattempo è possibile applicare un gel astringente al cloruro d’alluminio, utile per ridurre il prurito e prevenire eventuali infezioni secondarie dell’epidermide.

In caso di sintomi sistemici gravi (senso di malessere generale, vomito, pressione bassa, dispnea) rivolgersi subito al pronto soccorso. Il consulto medico è indicato anche qualora i sintomi, seppure lievi, non dovessero risolversi spontaneamente nel giro di qualche giorno o se ad essere colpiti dall’insetto sono dei bambini.

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I temibili aculei della processionaria

Processionaria: i sintomi del contatto nel cane e nel gatto

Come abbiamo detto, nello stadio larvale questo insetto così pericoloso per l’uomo può essere addirittura letale per gli animali, soprattutto per i cani che tendono ad annusare il terreno, leccare e addentare qualsiasi cosa. In generale i sintomi del contatto negli animali, in particolare nei cani, sono sempre immediati e si manifestano con:

  • aumento improvviso della salivazione;
  • ingrossamento della lingua;
  • affaticamento, debolezza;
  • vomito;
  • necrosi immediata di porzioni della lingua;
  • febbre.

Le conseguenze potrebbero molto serie per l’animale, sopratutto se il contatto è stato prolungato. La tempestività, in questi casi, può fare la differenza tra la vita e la morte. Correre dal veterinario prima possibile è l’opzione migliore ma si può rimediare con un primo soccorso altrettanto utile per lenire gli effetti del contatto da processionaria nell’attesa dell’intervento del medico.

Bisogna rimuovere immediatamente i peli lavando la bocca del cane con abbondante acqua e bicarbonato, utilizzando ovviamente dei guanti per evitare a propria volta il contatto. Il consiglio per prevenire episodi del genere è, almeno nel periodo di maggiore rischio, dotare il cane di una museruola. Per quanto sgradita e odiosa, essa è l’unico strumento in grado di prevenire il contatto con la processionaria.

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Erika Facciolla

Giornalista pubblicista e web editor free lance. Nata a Cosenza il 25 febbraio 1980, all'età di 4 anni si trasferisce dalla città alla campagna, dove trascorre un'infanzia felice a contatto con la natura: un piccolo orticello, un giardino, campi incolti in cui giocare e amici a 4 zampe sullo sfondo. Assieme a lattughe, broccoli e zucchine coltiva anche la passione per la scrittura e la letteratura. Frequenta il liceo classico della città natale e dopo la maturità si trasferisce a Bologna dove si laurea in Scienze della Comunicazione. Dal 2005 è pubblicista e cura una serie di collaborazioni con redazioni locali, uffici stampa e agenzie editoriali del bolognese. Nel 2011 approda alla redazione di TuttoGreen con grande carica ed entusiasmo. Determinata, volitiva, idealista e sognatrice, spera che un giorno il Pianeta Terra possa tornare ad essere un bel posto in cui vivere.

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