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Come differenziare l’umido in estate in poche mosse

La nostra guida per fare una differenziata semplice

Scopriamo come differenziare l’umido in estate, quando le temperature aumentano. Si generano subito cattivi odori, mentre la decomposizione degli alimenti e dei residui è molto veloce, e così diventa una minaccia di eventuali batteri.

Come differenziare l’umido in estate in poche mosse

Come gestire l’umido

I rifiuti umidi sono quei rifiuti organici che si decompongono facilmente, come gli scarti alimentari, gli scarti del giardino, gli scarti della cucina e gli alimentari scaduti o non consumati. Si possono gestire questi rifiuti in molti modi:

  • Compostaggio: è la maniera più ecologica di riciclare i rifiuti organici. È possibile fare un compost, un humus ricco di elementi nutritivi per il giardino e le piante dell’orto, usando gli scarti del giardino e i rifiuti alimentari. Si ottiene così un fertilizzante naturale.
  • Raccolta differenziata umido: in Italia tutte le regioni hanno programmi di raccolta differenziata per i rifiuti organici, con modalità che varia da Comune a Comune. I rifiuti umidi vengono raccolti e trattati in impianti di compostaggio e biodigestori per creare energia. Informatevi sul sito del comune di appartenenza per scoprire le modalità.
  • Vermicompostaggio: questo metodo di compostaggio utilizza i vermi per scomporre i rifiuti organici. Ideale per spazi ridotti come un appartamento. Esistono anche elettrodomestici che triturano e fanno il compost.
  • Smaltimento nello scarico: alcuni comuni consentono di smaltire i rifiuti alimentari in discarica, dove vengono trattati in un impianto di trattamento delle acque reflue. Tuttavia, questo metodo è sconsigliato perché può causare problemi con il trattamento delle acque reflue.

Come differenziare l’umido in estate

Con l’estate e quindi anche le elevate temperature, il rapporto con la spazzatura diventa critico, in particolare con l’umido, ma ci sono delle buone pratiche per differenziare l’umido, in modo da evitare gli sprechi e gli odori, anche in vacanza!

Come smaltire l’umido in casa d’estate

Le linee guida sono abbastanza semplici ma efficaci, ma vanno seguite.

  • associarvi un contenitore aerato. Il sacchetto biodegradabile deve essere inserito all’interno di un bidoncino, meglio se con coperchio, tutto bucherellato, perché è grazie al passaggio dell’aria che i rifiuti non fermentano. In questo modo, l’acqua contenuta in essi evapora, facendoli diventare più leggeri ed evitando il veloce generarsi dei cattivi odori.
  • eliminare i residui di umido dai contenitori. Il cartone, la plastica e il metallo potrebbero contenere dei resti di cibo. Evitate che si formino cattivi odori. Vi basterà sciacquarli velocemente prima di gettarli, anche se non è fondamentale ai fini della raccolta differenziata, perché in fase di riciclo avviene un lavaggio accurato.
  • evitare gli sprechi. Col gran caldo, è molto più difficile impedire agli alimenti di deperire. Per evitare gli sprechi, è importante conservarli secondo gli accorgimenti e le temperature giuste. Le patate e le cipolle ad esempio, vanno tenute al buio e al riparo dal sole. Buttate l’umido spesso, anche più volte al giorno, per evitare cattivi odori ed il proliferare di possibili batteri.
  • riutilizzare gli avanzi. Utilizzate quei cibi che stanno per scadere. E a merenda e a colazione spazio alla fantasia per creare saporitissimi frullati misti di frutta e verdura. Non buttate ma usate o surgelate gli avanzi per il rientro di settembre.
  • informarsi sulle modalità di raccolta. Ogni città ha le sue regole, e i suoi giorni di ritiro dell’immondizia. Se andate in vacanza, assicuratevi su quali siano le modalità per la differenziazione dei rifiuti. Basterà contattare il Comune o l’azienda locale che si occupa di igiene urbana. Per non avere accumuli di immondizia nella vostra cucina o addirittura, riportarvi a casa la spazzatura e buttarla in città…
  • usare le stoviglie biodegradabili. In gita nei boschi o sulla spiaggia, un buon modo per evitare di produrre sacchetti e sacchettini con un numero imprecisato di rifiuti diversi, è di utilizzare piatti, bicchieri, posate di materiale biodegradabile certificato oplastica compostabile: così produrrete meno rifiuti di plastica e contribuirete a far diventare il compost un combustibile verde e un ottimo fertilizzante organico, in grado di ridurre le malattie che aggrediscono le colture e di ripristinare il film nutrizionale dei terreni secchi o a maggese.

Quali sono i sacchetti per l’umido

Gli unici sacchetti ammissibili per la raccolta di umido sono quelli di carta o bioplastica certificata. Meglio evitare la plastica, che non è accettata, e rischiereste di vedere il vostro sacchetto lasciato in strada là dove c’è la raccolta porta a porta, oppure una multa salata nei condomini dove si raccoglie in maniera centralizzata.

Informatevi se i sacchetti del supermercato sono biodegradabili, spesso lo sono e si possono usare per la raccolta del residuo organico.

Qual è la differenza tra organico e umido

Si tratta della stessa cosa, la frazione organica dei rifiuti è la parte alimentare e biodegradabile. Per questo va inserita nei sacchetti biodegradabili.

In fase di smaltimento, infatti, si dovrebbero aprire uno a uno i saccehtti di plastica non biodegradabile per gettare il contenuto che poi diventa compost o produce energia come biomasse in appositi impianti chiamati biodigestori.

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La Ica