Piante e fiori

Tutto sull’Echeveria, la pianta grassa senza spine

Tanti consigli utili per la cura e la coltivazione

L’Echeveria è una pianta grassa priva di spine, caratterizzata da una forma molto regolare e geometrica, la scelta ideale per coloro che vanno sempre alla ricerca dell’ordine e del minimalismo. Ne esistono 150 specie circa. Tutte, hanno comunque in comune la rosetta centrale costituita da foglie carnose, addensate fra loro e avviluppate in modo spiralato. Anche i colori cambiano in base alle diverse varietà. Durante la bella stagione, sbocciano anche piccoli fiori a campanula, che possono essere gialli, rossi e arancioni.
Andiamo a scoprire come coltivare questo genere di pianta, in giardino o in vaso.

Tutto sull’Echeveria, la pianta grassa senza spine

Caratteristiche dell’Echeveria

Appartenente alla famiglia delle Crassulacee, l’Echeveria è un genere di pianta succulenta originaria del Messico e piuttosto molto diffusa nel nostro paese. Ne esistono circa 150 specie.

Si tratta di piante che caratterizzate da rosette di foglie, molto compatte, con diametro che varia da pochi centimetri ai 10 centimetri e anche più.

Dalla base della rosetta principale nascono stoloni sottili al termine dei quali si generano nuove rosette. In genere, le foglie sono carnose. Possono avere forma ovale o triangolare. I margini possono essere sfrangiati o ondulati.

In base alla varietà cambia anche il colore. Ci sono Evecherie verdi-grigiastre, rosate, violacee e grigio-azzurre.

Durante la bella stagione, dal centro della rosetta spunta un lungo stelo su cui sbocciano tanti piccoli fiori a forma campanulata, gialli, rossi, arancioni o rosa.

Quando fiorisce la Echeveria

In piena estate, nel mezzo della rosetta di foglie si forma un lungo stelo sul quale cominciano a comparire tantissimi fiori a forma campanulata.

Quanti tipi di Echeveria ci sono

Al genere Echevieria appartengono circa 150 specie, con tante varietà e molti ibridi. Ecco le più note.

  • E. affinis: con foglie appuntite spesse e carnose, presenta rosette aventi un diametro fino a 10 cm. Il caratteristico verde scurisce quando le piante vengono esposte alla luce del sole diretta
  • E. agavoides: ha foglie triangolari spesse e carnose che formano una rosa di 15 cm di diametro. Le foglie sono verde chiaro, con le estremità che, al sole, divengono rossastre. I fiori sono rossi e con i bordi gialli
  • E. elegans: varietà con foglie spesse e carnose, di colore verde chiaro, ricoperte da una sottile peluria bianco argentea che funge come protezione. I fiori che compaiono in estate sono gialli o rosa
  • E. pulvinata: perfetta per i giardini rocciosi, questa varietà ha foglie spesse e carnose, coperte da una leggera peluria. In inverno, le estremità delle foglie virano sul rosso. I fiori estivi sono arancioni o rossi
  • E. lilacina: le spesse e carnose foglie formano una grande rosa (diametro di 30 cm). Sono verdi e ricoperte da una peluria grigio argentea. In estate sbocciano fiori rosa o arancioni. Varietà indicata per i giardini rocciosi
  • E. Lovely Rose: il nome fa riferimento al fatto che la rosetta delle foglie somiglia tantissimo ad un bocciolo di rosa
  • E. caruncolata: varietà dalle foglie enormi
  • E. Brown Rose: col passare delle stagioni cambia colore, dal verde rosato al rosso intenso
  • E. Neon Breakers: aumenta l’intensità dei suoi colori col sopraggiungere del freddo e con l’aumento di intensità di luce
La strabiliante conformazione della varietà Elegans.

Come si cura la pianta Echeveria

In piena terra, crea degli splendidi cuscini vegetali che stanno benissimo nei giardini e nelle zone rocciose. Per la coltivazione in vaso, occorre usare ciotole basse perché l’apparato radicale non è molto esteso. Ad ogni modo, essendo una pianta grassa, non ha particolari esigenze. Vediamo nel dettaglio i principali accorgimenti di cui tenere conto per la sua cura.

  • Clima: non sopporta il freddo; al massimo, riesce a resistere a 7°C. Per questo, è possibile coltivarla all’aperto solamente nelle zone con clima mite tutto l’anno. In alternativa, è da preferire la coltivazione in vaso in modo da poterla spostare in un luogo riparato durante i mesi più freddi per proteggerla da eventuali gelate
  • Terreno: soffice, leggero e poroso. Molto indicato il terriccio per piante grasse. Prima di effettuare il rinvaso, è consigliabile aggiungere sul fondo del contenitore uno strato di argilla espansa per favorire il drenaggio dell’acqua in esubero
  • Esposizione: in estate sta bene anche in pieno sole. Quando però la temperatura esterna scende verso i 10°C, allora va ritirata al chiuso, in un luogo fresco e luminoso. In ogni caso, è bene scegliere una sistemazione lontana dai passaggi frequenti perché urti accidentali potrebbero spezzare rami e foglie
  • Concimazione: da marzo ad agosto, una volta ogni 2 settimane, somministrare del fertilizzante liquido specifico per piante grasse diluito nell’acqua delle irrigazioni
  • Potatura: a mano a mano che compaiono nuove foglie al centro della rosetta, le foglie della parte più esterna cominciano a seccare. Per questo, vanno regolarmente eliminate

Quando annaffiare Echeveria

Da maggio a settembre, procedere con annaffiature regolari (1-2 volte a settimana) ma mai esagerate con le quantità, controllando però sempre che il terriccio sia ben asciutto.

Nei mesi freddi, annaffiare solo di rado. Per gli esemplari coltivati all’aperto sono sufficienti le piogge.

Fare attenzione ad evitare i ristagni idrici, prima causa del marciume radicale. Inoltre, fare attenzione a non bagnare le foglie in quanto perderebbero la sostanza cerosa.

I colori possono essere sorprendentemente diversi.

Dove tenere Echeveria in inverno

La maggior parte delle varie specie teme il freddo invernale. Per questo motivo, durante l’inverno, va spostata in un luogo riparato fresco e luminoso.

Quando rinvasare un Echeveria

La primavera inoltrata è il momento migliore per procedere con il rinvaso della pianta. Ad ogni modo, è bene procedere con questa operazione nel momento in cui si nota che la pianta è cresciuta così tanto che soffre all’interno del suo vaso. Di norma, si procede con il rinvaso ogni 2 anni e, ogni volta, è opportuno rinnovare il terreno, eliminando quello ormai esausto. Ovviamente, utilizzare un vaso più grande rispetto al precedente.

Moltiplicazione

La moltiplicazione può avvenire tramite due metodi.

  • Talea di foglia: è sufficiente staccare una foglia e farla asciugare all’aria aperta per alcuni giorni. Nel frattempo, preparare un vaso in terracotta (diametro da 8 a 10 cm), non molto profondo e sistemare sul fondo uno strato di pezzi di coccio o palline di argilla espansa. Poi aggiungere del terriccio composto da torba mista a sabbia. A questo punto, sistemare nel terreno la parte basale delle foglie ed aggiungere ancora terriccio. Infine, coprire il tutto con con sabbia o perlite affinché le foglie non vadano a contatto con il terriccio. Sistemare il vaso con la piantina in un luogo luminoso e mantenere il terreno umido facendo però attenzione ad evitare ristagni idrici nel sottovaso. Quando i nuovi germogli saranno grandi a sufficienza, li si potrà staccare e poi rinvasare singolarmente.
  • Per polloni: in primavera, prelevare dei polloni utilizzando un coltello affilato. Attendere qualche giorno finché saranno asciutti e poi rinvasare singolarmente, sistemando il vaso in un ambiente luminoso.

Parassiti e malattie

Pur essendo una pianta piuttosto resistente, può capitare che venga attaccata da acari e cocciniglia. Effettuare un trattamento utilizzando un buon insetticida oppure, se si preferisce adottare metodi naturali, fare toccature localizzate con alcool.

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Published by
Federica Ermete