Ambiente

Tutto sull’elettrosmog o inquinamento elettromagnetico

Che cos'è, quali rischi comporta e come prevenirne e contrastarne gli effetti

L’elettrosmog, o “inquinamento elettromagnetico“, è connesso alla generazione di campi magnetici ed elettromagnetici artificiali.

Tutto sull’elettrosmog o inquinamento elettromagnetico

Cellulari, computer, reti wifi, antenne… ogni giorno siamo costantemente esposti a queste radiazioni, anche all’interno della nostra stessa casa. E tali campi elettromagnetici possono avere ripercussioni negative sul nostro benessere, anche gravi.

Approfondiamo quindi l’argomento, cercando di capire quali sono le principali fonti elettromagnetiche che ci circondano, quali effetti possono avere sul nostro organismo e come contrastarle.

Cos’è e cosa si intende per elettrosmog

L’elettrosmog, noto anche come inquinamento elettromagnetico, è un tipo di inquinamento ambientale provocato dai campi elettromagnetici che vengono generati da dispositivi ad alta frequenza, come ad esempio router wifi, antenne trasmittenti e smartphone. Tutti oggetti, quindi, con cui abbiamo a che fare quotidianamente.
Accumulandosi giorno dopo giorno nel nostro organismo, tali cariche elettromagnetiche potrebbero causare squilibri e disturbi.

Le tipologie di elettrosmog

Sostanzialmente, esistono 2 tipi di elettromagnetismo:

  • naturale: i campi prodotti da elementi naturali, come la luce del sole, le faglie telluriche, lo scorrimento delle acque sotterranee…
  • artificiale: i campi elettromagnetici generati dagli strumenti inventati dall’uomo (cellulari, antenne di trasmissione, router wifi, radar…)

Premesso ciò, quando parliamo di “elettrosmog”, ci riferiamo alle emissioni elettromagnetiche artificiali, ovvero quelle generate ed emanate dagli strumenti creati dall’uomo

Le diverse frequenze

I campi elettromagnetici si diffondono sotto forma di onde elettromagnetiche, che vengono misurate in frequenze.

La frequenza (la cui unità di misura è l’Hertz), indica la quantità di oscillazioni che l’onda elettromagnetica compie nel tempo di 1 secondo.

Prendendo come riferimento la frequenza delle onde elettromagnetiche, possiamo distinguere tra:

  • bassa frequenza: da 0 Hz a 10 kHz
  • alta frequenza: da 10 kHz a 300 Ghz

Per dare un’idea, i campi prodotti dagli impianti di telefonia mobile e radio-TV rientrano nella fascia di alta frequenza.

Tale distinzione è fondamentale perché, variando la frequenza di emissione, varieranno anche le caratteristiche dei campi e le loro interazione con gli esseri viventi.

inquinamento elettromagnetico
Inquinamento elettromagnetico: non si vede, ma esiste eccome…

Quali sono gli effetti dell’elettrosmog

L’elettrosmog ha ripercussioni sulla salute dell’uomo.

Nonostante non ci siano ancora studi scientifici conclusivi, e nonostante la questione sia ancora piuttosto controversa, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha inserito l’elettrosmog fra le cause potenziali dell’aumento di fattori di rischio per alcune forme tumorali.

Le ripercussioni dell’elettrosmog sulla salute umana possono essere di 2 tipi:

  • immediati: ad esempio la stimolazione di nervi e muscoli
  • a lungo termine: come mal di testa, affaticamento, stanchezza, irritabilità, insonnia, difficoltà di concentrazione…

Inoltre, come prima accennato, l’inquinamento elettromagnetico può essere uno dei fattori che contribuirebbero all’aumento dell’incidenza di carcinomi, come la leucemia infantile e i gliomi al tessuto nervoso.

In ogni caso, non è ancora possibile dire con certezza quali sono i pericoli dell’esposizione alle onde non ionizzanti generate da cellulari, microonde, radiostazioni e altri dispositivi di tal genere.

L’argomento è infatti ancora in fase di ricerca, studi e sperimentazione. Per quanto poi riguarda la correlazione con l’insorgere di neoplasie, la IARC ancora non si è espressa ufficialmente.

In ogni caso, pur non essendoci alcuna certezza in materia, è bene intervenire, adottando gli adeguati accorgimenti, per prevenire eventuali malattie, specialmente se si trascorrono molte ore di seguito in ambienti dove ci sono dispositivi che emettono onde elettromagnetiche.

Quali sono i campi elettromagnetici in casa

All’interno della stessa abitazione, ci sono varie fonti di onde elettromagnetiche: reti Wi-Fi, trasmettitori di radio e televisioni, smartphone e cellulari, forni a microonde ed apparecchiature professionali.

Inoltre, possono essere presenti anche onde che derivano dall’esterno (ad es. dai ripetitori e dalle centrali elettriche).

Il rilevamento delle fonti di elettrosmog in casa

Al fine di preservare la salute di chi vi abita, è necessario rilevare i campi elettromagnetici di un certo ambiente domestico. A tal fine risultano utili i rilevatori di elettrosmog: dispositivi che servono a rilevare le onde elettromagnetiche, e quindi il livello di inquinamento, presenti in un certo luogo.

In commercio esistono dispositivi per misurare l’elettrosmog impostati con intervalli di frequenza differenti (bassa o alta frequenza), da scegliere in base all’utilizzo che se ne deve fare.
Per aiutare a valutare le rilevazioni effettuate, alcuni hanno indicatori ottici ed altri sono invece a segnali acustici.

Per un utilizzo domestico, non è necessario avvalersi di strumenti di misura estremamente precisi e sofisticati, come invece nel caso di utilizzi professionali.

Al momento dell’acquisto, si deve quindi tener conto del proprio scopo di utilizzo.

Esistono inoltre anche comode app, per rilevare i livelli di elettrosmog in maniera pratica e veloce, tramite un semplice smartphone.

Come contrastare l’elettrosmog

Oggigiorno, viviamo praticamente circondati da onde elettromagnetiche. Non essendo possibile neutralizzarle, vediamo almeno quali comportamenti adottare per contrastane gli effetti sulla nostra salute.

  • Non dormire con tablet, cellulare e altri dispositivi simili poggiati sul comodino perché sono vicino alla testa
  • Evitare di tenere il modem wi-fi acceso in camera da letto
  • Limitare le telefonate troppo lunghe
  • Mantenere il cellulare a debita distanza
  • Dotare la propria abitazione di vetri schermati
  • Eliminare i metalli (per quanto possibile) dalla propria abitazione in quanto fungono da conduttori. Ad esempio, preferire la rete del letto in legno piuttosto che in metallo, in quanto quest’ultima diffonde il segnale dell’elettrosmog sull’intera superficie del letto
  • Camminare scalzi, per casa e ovunque sia possibile, per scaricare gli eccessi elettromagnetici accumulati nel corpo
  • Indossare capi in lana, perché è un buon isolante
  • Toccare spesso muri e pareti per scaricare l’accumulo elettromagnetico accumulato

Come eliminare i campi elettromagnetici in casa

Ci sono anche pietre e minerali che proteggono e purificano gli ambienti dalle radiazioni. In particolare, i quarzi, la malachite, la grafite e la tormalina.

Può essere quindi utile sistemare una di queste pietre su una mensola o sul comodino. Oltre ad essere utili, sono anche un elemento d’arredo molto decorativo.

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Federica Ermete

Nata a Busto Arsizio nel 1982, dopo il diploma si trasferisce a Cremona – dove vive tutt’ora – per conseguire la laurea in ambito umanistico. Sia per formazione professionale che per passione personale, i suoi ambiti di specializzazione sono l’alimentazione, la salute, il fitness di cui è appassionata anche nella vita quotidiana, ed il benessere naturale. Collabora con entusiasmo con la redazione di Tuttogreen dal giugno 2020.

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