L’alta via dei Parchi, un percorso di trekking inedito tra le regioni dell’Appennino settentrionale

di Gian Basilio del 16 ottobre 2012

Si chiama ‘L’alta via dei parchi. Un cammino nell’Appennino settentrionale’ ed è il progetto che unisce una serie di sentieri che si trasformano in un itinerario a tappe che misura 500 chilometri e unisce tre regioni (Emilia Romagna, Marche e Toscana) lungo 7 parchi naturali. Un’iniziativa della Regione Emilia Romagna, che ha investito 1.300.000 euro e avuto il sostegno del Club Alpino Italiano.

Così sono stati attrezzati e resi fruibili diversi sentieri a comporre un affascinante itinerario che si snoda lungo l’Appennino tosco-emiliano, i cui percorsi si nutrono del silenzio, dell’aria fresca, dell’acqua incontaminata, dei colori dei fiori, delle orme dei lupi e del fascino della storia attraverso i ruderi millenari che disseminano il territorio.

Questo ‘forziere naturale’ – ma anche storico – tutto da scoprire si snoda in 27 tappe lungo l’Appennino fra l’Emilia-Romagna, la Toscana e le Marche ed include 2 parchi nazionali, 5 regionali e 1 interregionale. Si attraversano: il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano esteso dal parmense a gran parte dell’altamontagna reggiana; il Parco Regionale delle Valli del Cedra e del Parma, comprendente parte delle omonime valli e compenetrato al precedente; il Parco Regionale dell’Alto Appennino Modenese e il Parco Regionale del Corno alle Scale che abbracciano il settore orientale del crinale emiliano.

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Nella media montagna bolognese il Parco Regionale dei Laghi di Suviana e Brasimone, poi il Parco Regionale della Vena del Gesso romagnola. Infine il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna e il Parco Interregionale del Sasso Simone e Simoncello.

Per scoprire le tante risorse offerte da questo itinerario è utile leggere la guida pubblicata dalla Regione dove non ci si limita alla descrizione di boschi, foreste, laghi ma si apre una porta sull’economia contadina di montagna. Si fa riferimento alle attività dei boscaioli che fino a pochi decenni fa popolavano l’Appennino, di cui oggi è ancora possibile vistare le piazzole dove si produceva il carbone, all’architettura di montagna che s’incontra lungo questa camminata, dalle abitazioni caratteristiche dei montanari ai conventi e monasteri sparsi lungo l’Appennino.

Un itinerario insolito ma da conoscere. Di cui ci si innamorerà certamente!

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