Metamorfosi animalista di Jonathan Safran Foer da “Ogni cosa è illuminata” a “Se niente importa”

di Viola Carmilla del 19 Ottobre 2011

Un romanziere di successo che si mette a scrivere un manifesto vegetariano? L’idea sembra bizzarra, eppure è proprio quello che ha fatto Jonathan Safran Foer, giovane scrittore americano salito alla ribalta nel 2002, a soli venticinque anni, con il romanzo “Ogni cosa è illuminata”, da cui è stato tratto un film omonimo (2005). Dopo un secondo romanzo di successo, “Molto forte, incredibilmente vicino” (2005), Safran Foer ha stupito lettori e critici con “Se niente importa” (in inglese Eating Animals), un saggio che indaga le ragioni della scelta vegetariana, soffermandosi a descrivere i trattamenti riservati agli animali negli allevamenti intensivi.

Metamorfosi animalista di Jonathan Safran Foer da “Ogni cosa è illuminata” a “Se niente importa”

La discontinuità con il passato, però, è solo apparente. La stessa meticolosa cura per la documentazione, lo stesso gusto per la ricostruzione storica e per il dettaglio, la stessa profondità di riflessione che caratterizzava i romanzi si ritrova in quest’ultimo lavoro, che si distingue dai precedenti per il genere – saggistica anziché narrativa – ma non per lo stile, un discorso narrativo scorrevole e avvincente nonostante la gravità del soggetto.

Dato alle stampe nel 2009 e apparso in edizione italiana nel 2010, “Se niente importa” trova la sua origine nella vicenda biografica dell’autore – proprio come il suo primo romanzo di successo, che delineava la storia di una famiglia ebrea con molti rimandi alla storia familiare dello scrittore.

Dopo la nascita del primo figlio, Safran Foer inizia a interrogarsi sulla natura e il significato del cibo con cui i genitori nutrono i propri figli. Il cibo è solo “nutrimento” in termini fisiologici? Qual è il valore etico e culturale del cibo, che cosa trasmettiamo ai nostri figli attraverso il cibo con cui li nutriamo, e più in generale, che significato e che ricadute hanno le nostre scelte alimentari?

Queste riflessioni sono il punto di partenza per un’indagine filosofica sul senso del cibo che è anche un’inchiesta giornalistica serrata sulle industrie della carne e gli allevamenti intensivi, con tanto di visite a sorpresa agli allevamenti e indagini sulle lobby alimentari americane.

Il discorso tocca argomenti in parte prevedibili ma per nulla scontati, e solleva una serie di domande urgenti: vogliamo nutrirci e nutrire i nostri figli con un tipo di cibo che è tra le maggiori cause delle emissioni di gas serra nell’atmosfera? Vogliamo nutrirci della carne di animali sovraccarichi di antibiotici, che hanno vissuto stretti in spazi minuscoli, le cui ossa si sono rotte per il sovrappeso e a cui in alcuni casi sono state amputate parti del corpo senza anestesia?

Una riflessione davvero completa anche sul tema della sofferenza animale e su come questo aspetto abbia ispirato le successive scelte di Safran Foer.

La riflessione è aperta, la scelta appartiene a ogni singolo lettore e a ogni persona. Questo libro, però, impedisce di compiere la propria scelta con leggerezza. Ecco dove potete comprarlo:

Per maggiori informazioni:

Titolo Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?

Autore Jonathan Safran Foer
Casa editrice Guanda
Anno di pubblicazione 2010
Pagine 368
Prezzo 18,00 €
ISBN 9788860881137

Lo trovi online anche su Macrolibrarsi:

Se Niente Importa
Perchè mangiamo gli animali?

 

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