Solstizio di estate: che cos’è e quando succede?

di Eryeffe del 19 gennaio 2017

Il solstizio di estate è il momento in cui inizia l’estate astronomica. Si tratta del giorno più lungo dell’anno, determinato da una precisa posizione della Terra rispetto al Sole.

Il solstizio di estate è uno eventi astronomici che da sempre affascinano l’interna umanità. Detto anche ‘giorno del sole’, è il giorno in cui il Sole raggiunge la massima distanza dall’Equatore e sulla Terra si hanno il massimo delle ore di luce.  Al contrario, il 21 dicembre (solstizio d’inverno) segna l’inizio dell’Inverno astronomico, con la notte più lunga dell’anno.

Il solstizio di estate 2017 avverrà il 21 giugno 2017 alle 04.24. Dunque circa 6 ore in ritardo rispetto al solstizio di estate 2016. In questo momento, il Sole raggiungerà il punto di massima elevazione sull’orizzonte e la sua luce illuminerà l’emisfero settentrionale per più di 15 ore.

Opposta la situazione nell’emisfero meridionale del Pianeta. Qui il 21 giugno coincide con il solstizio d’inverno con il giorno più breve dell’anno e il Sole è posizionato all’altezza minima rispetto all’orizzonte terrestre.

Ma contrariamente alla credenza che il solstizio del 21 giugno coincida con il primo giorno d’estate, è bene sapere che astronomicamente nel cielo accade esattamente l’inverso. A partire dal 24 giugno, infatti, il Sole comincia a decrescere inesorabilmente sull’orizzonte fino all’inverno successivo.

Il fatto che faccia più caldo dipende esclusivamente dall’inclinazione dei raggi solari rispetto all’asse terrestre, che d’estate sono maggiormente perpendicolari rispetto alla stagione invernale.

SCOPRI ANCHE: Coltivare con la luna, come le fasi lunari influenzano l’agricoltura

Il solstizio di estate e l’agricoltura: un nesso che dura da millenni

L’alternanza delle stagioni è essenziale alla vita degli animali e delle piante. E proprio in funzione dei cicli cosmici e dei ritmi astrali, per secoli gli uomini hanno organizzato la propria esistenza. A partire dalle principali attività di sussistenza, agricole e non solo.

In campagna l’arrivo dell’estate astronomica è festeggiato da sempre con particolare trasporto. Esso coincide infatti con il momento della trebbiatura e del grande raccolto del grano, oltre che di ortaggi e frutta (fragole, mele pesche, pere, kiwi). L’estate è anche la stagione della raccolta dei pomodori, delle cipolle e della campagna saccarifera.

Al contempo il lavoro nei campi ferve per l’aratura e la semina del grano saraceno (Luglio), la pulizia della vigne e l’estirpazione del lino. Ad Agosto segue la raccolta della canapa e la successiva macerazione. Nelle stalle ci si industria per la lavorazione del latte, la raccolta del fieno selvatico per gli animali e il foraggio per le pecore in vista dell’inverno.

E mentre la maggior parte di noi sogna le vacanze nelle mete turistiche preferite, il lavoro dei contadini in questo periodo è più intenso che mai…

La celebrazione del solstizio d’estate nella storia

Il solstizio di estate ha ispirato nella storia dell’umanità diversi riti e celebrazioni pagane.

Un luogo che è richiamato immediatamente quando si parla di solstizio di estate è Stonehenge, in Inghilterra sud-occidentale. Un complesso megalitico la cui costruzione risale addirittura al 2500 AC. I Celti non solo usavano questo complesso per celebrare il solstizio d’estate. Secondo alcuni storici, Stonehenge sarebbe un vero e proprio “osservatorio astronomico” ante litteram,  e – usato per prevedere le eclissi solari e lunari.

solstizio di estate

La località per eccellenza legata alla celebrazione del solstizio di estate: Stonehenge

L’asse di Stonehenge è infatti diretto verso la posizione del Sole nel solstizio d’estate. Secondo alcune teorie, tuttora dibattute, l’allineamento delle pietre del complesso sarebbe stato fatto in modo apposito per sintonizzarsi con i primi raggi del solstizio d’estate.

Negli ultimi decenni, il diffondersi delle teorie New Age hanno riportato in auge questo evento astronomico e Stonehenge stessa. A tutt’oggi, moderni gruppi neopagani e neodruidici celebrano il solstizio di estate.

Il solstizio d’estate nel mondo greco-romano

Anche per gli antichi Greci, il solstizio d’estate aveva significati particolari. Era infatti visto come “La porta degli uomini”, mentre quello invernale come “La porta degli Dei”. Due porte che mettevano in comunicazione la dimensione spazio-temporale finita degli uomini con quella fuori dal tempo e dallo spazio, eterna ed infinita, degli dei.

Nella Roma antica, era analogo il concetto della dedica a Giano Bifronte in occasione delle due feste dei solstizi. Sebbene il Giano Bifronte sia una divinità tipicamente romano-italica, le sue origini si possono fare risalire ai cicli naturali. Raffigurato con due volti, in grado di guardare il futuro e il passato, è un “dio della porta”, che accompagnava gli antichi da una fase all’altra. Il dio che mette in contatto il visibile con l’invisibile, una porta, appunto.

Curiosità: il termine “solstizio” deriva dal latino “solstitiu o solstitium”, che deriva a sua volta da “sistere”, cioè “fermarsi”. Non a caso, in questi giorni, si ha la sensazione che il Sole cominci a sorgere e tramontare sempre nello stesso punto. Impressione che dura fino al 24 Giugno. Qui, come spiegato, comincia a decrescere e sorge man mano sempre più a sud nell’orizzonte, nel caso del solstizio d’estate. 

Il solstizio di estate dopo l’avvento del Cristianesimo

Anche con l’avvento del Cristianesimo, il suo significato, pur variando è rimasto importante. Basti pensare che il 24 Giugno, si festeggia la nascita di San Giovanni Battista. Non solo è il giorno in cui il Sole comincia a decrescere, ma ci troviamo anche a 6 mesi esatti dalla nascita di Gesù (nato nel solstizio d’inverno). Alcuni studiosi ci vedono l’intento dei primi Cristiani di riscrivere in senso cristiano i numerosi culti arcaici celebrati in queste date.

San Giovanni Battista (notare la somiglianza fonetica con Giano), è l’unico Santo di cui si festeggia la nascita (il 24 Giugno) e la morte (il 29 Agosto). Specularmente, San Giovanni Evangelista, noto anche come San Giovanni d’inverno, viene celebrato il 27 dicembre, ossia la data in cui le organizzazioni di mestiere dell’antica Roma festeggiavano Giano.

Il solstizio di estate nelle civiltà pre-colombiane

Il solstizio era celebrato anche da civiltà lontane e senza alcun contatto col mondo greco-romano. Basti pensare agli Inca. Chi ha la fortuna di visitare Cuzco, non potrà non notare le torri usate come osservatori per stabilire i giorni degli equinozi e dei solstizi. Ancora oggi ancora oggi a Cuzco, il 24 Giugno si festeggia Inti Raymi, il dio-sole.

Anche i Maya erano interessatissimi agli eventi astronomici e usavano la capacità di prevederli come leva di controllo sociale. In questo caso, viene spontaneo pensare a El Caracol a Chichén Itzá. Si tratta di un monumento che era una sorta di osservatorio celeste. Qui i sacerdoti monitoravano i solstizi e davano l’annuncio del cambio delle stagioni alle masse.

solstizio di estate el caracol maya

El Caracol a Chichén Itzá: l’osservatorio da cui i Maya annunciavano i solstizi

Nei nostri giorni, si potrebbe pensare che la consapevolezza scientifica di questo evento astronomico ne abbia intaccato il fascino. In realtà, il solstizio di estate e quello invernale continuano a solleticare la nostra fantasia. Esiste ancora un notevole numero di piccoli rituali e usanze in tutta Europa. Rimane vivo l’interesse di come antiche tradizioni siano state ispirate da questo evento. Spesso la cultura popolare ne rimane tuttora imbevuta.

Quindi, occhi al cielo il prossimo 21 Giugno. E se volete celebrare la Midsummer resa immortale dalla commedia di Shakespeare, non sentitevi in colpa!

Altri articoli a tema che ti potrebbero interessare:

Outbrain

{ 0 comments… add one now }

Leave a Comment