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Tutto sul solstizio di estate, il giorno più lungo dell’anno

Scopriamo che cos'è e quando avverrà

Il solstizio di estate è il momento in cui inizia l’estate astronomica. Si tratta del giorno più lungo dell’anno, determinato da una precisa posizione della Terra rispetto al Sole. A livello astronomico è uno dei due istanti dell’anno in cui il Sole raggiunge la massima declinazione.

Tutto sul solstizio di estate, il giorno più lungo dell’anno

Cos’è il solstizio d’estate

Il solstizio di estate è uno degli eventi astronomici che da sempre affascinano l’interna umanità. Detto anche ‘giorno del sole’, in questo momento dell’anno il Sole raggiunge la massima distanza dall’Equatore e la Terra ha la massima quantità di ore di luce. Al contrario, il 21 dicembre (solstizio d’inverno) segna l’inizio dell’Inverno astronomico, con la notte più lunga dell’anno.

Quando è il solstizio d’estate

Il solstizio di estate avviene intorno al 21 giugno. Ma la credenza lo fa cadere esattamente il 21 giugno per coincidere con il primo giorno d’estate meteorologica. In realtà, è bene sapere che questa data coincide con l’inizio dell’estate astronomica.

Nel cielo accade esattamente l’inverso. Dopo aver raggiunto la sua massima altezza nell’emisfero nord (e minima nell’emisfero sud), il Sole comincia a decrescere inesorabilmente sull’orizzonte, fino al solstizio d’inverno. I giorni si accorciano sempre di più, fino ad avere il giorno più corto dell’anno il 21 dicembre, che segna l’inizio dell’inverno astronomico.

In quel momento, il Sole raggiungerà il punto di massima elevazione sull’orizzonte e la sua luce illuminerà l’emisfero settentrionale per più di 15 ore.

Opposta la situazione nell’emisfero meridionale del Pianeta. Qui il 21 giugno coincide con il solstizio d’inverno con il giorno più breve dell’anno e il Sole è posizionato all’altezza minima rispetto all’orizzonte terrestre.

Il fatto che faccia più caldo dipende esclusivamente dall’inclinazione dei raggi solari rispetto all’asse terrestre, che d’estate sono maggiormente perpendicolari rispetto alla stagione invernale.

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Qual è il calendario dei prossimi solstizi d’estate

Ecco le date dei solstizi estivi negli anni successivi:

  • Solstizio d’estate 2024: 20 giugno
  • Solstizio d’estate 2025: 21 giugno
  • Solstizio d’estate 2026: 21 giugno
  • Solstizio d’estate 2027: 21 giugno

Perché la data del solstizio d’estate può variare tra il 19 e il 21 giugno

Ciò è dovuto semplicemente al calendario gregoriano.

Il calendario gregoriano è stato adottato nel 1582 e prevede che un anno duri 365 giorni, ad eccezione degli anni bisestili che si verificano ogni quattro anni e durante i quali i giorni sono 366 con l’aggiunta del 29 febbraio.

In effetti, la Terra impiega più di 365 giorni per compiere una rivoluzione intorno al Sole, precisamente 365 giorni, 5 ore e 48 minuti. La decisione di inserire gli anni bisestili nel calendario è stata presa per eliminare il divario tra la durata di un anno e il momento della rivoluzione. E questo spiega lo spostamento dei solstizi estivi.

Qual è il significato del solstizio d’estate

Il solstizio d’estate è il periodo dell’anno in cui il percorso del Sole, nel suo moto apparente, visto dalla Terra, raggiunge il suo punto massimo di declinazione settentrionale (nell’emisfero nord) o meridionale (nell’emisfero sud).

Il motivo è che l’asse del nostro pianeta è inclinato di 23° rispetto al piano dell’eclittica, cioè il piano su cui si muove la Terra rispetto al Sole. Per cui, in questa data, la declinazione raggiunta coincide con l’angolo di inclinazione terrestre.

In altre parole, al solstizio d’estate il Sole culmina allo zenit, cioè il punto più alto rispetto all’orizzonte del suo percorso annuale, ed è perpendicolare alla Terra nel mezzogiorno locale. Questo avviene su tutti i luoghi presenti lungo il Tropico del Cancro nell’emisfero nord e del tropico del Capricorno nell’emisfero Sud.

Invece, il Sole è allo zenit rispetto all’equatore durante l’equinozio di primavera e l’equinozio d’autunno, quando i raggi solari saranno perpendicolari all’asse terrestre determinando una uguale quantità di ore di luce e di buio.

Nel corso dell’anno il solstizio accade per 2 volte. La massima declinazione positiva coincide con l’inizio dell’estate boreale e dell’inverno australe, la massima negativa in dicembre segna l’inizio dell’inverno boreale e dell’estate australe.

In realtà, non è un movimento della nostra stella a produrre questo fenomeno, ma piuttosto la rivoluzione della Terra intorno al Sole lungo un’orbita ellittica. Abbiamo quindi l’illusione che il Sole si muova nel cielo. Ma un buon diagramma a volte è meglio di un lungo discorso..

solstizio d'inverno
I vari momenti astronomici nell’anno, tra cui il solstizio d’inverno, il 21 Dicembre

Il solstizio di estate e l’agricoltura: un nesso che dura da millenni

L’alternanza delle stagioni è essenziale alla vita degli animali e delle piante. E proprio in funzione dei cicli cosmici e dei ritmi astrali, per secoli gli uomini hanno organizzato la propria esistenza. A partire dalle principali attività di sussistenza, agricole e non solo.

In campagna l’arrivo dell’estate astronomica è festeggiato da sempre con particolare trasporto. Esso coincide infatti con il momento della trebbiatura e del grande raccolto del grano, oltre che di ortaggi e frutta (fragole, mele, pesche, pere, kiwi). L’estate è anche la stagione della raccolta dei pomodori, delle cipolle e della campagna saccarifera.

Al contempo il lavoro nei campi ferve per l’aratura e la semina del grano saraceno (Luglio), la pulizia della vigne e l’estirpazione del lino. Ad Agosto segue la raccolta della canapa e la successiva macerazione. Nelle stalle ci si industria per la lavorazione del latte, la raccolta del fieno selvatico per gli animali e il foraggio per le pecore in vista dell’inverno.

E mentre la maggior parte di noi sogna le vacanze nelle mete turistiche preferite, il lavoro dei contadini in questo periodo è più intenso che mai…

La celebrazione del solstizio d’estate nella storia

Il solstizio di estate ha ispirato nella storia dell’umanità diversi riti e celebrazioni pagane.

Un luogo che è richiamato immediatamente quando si parla di solstizio di estate è Stonehenge, in Inghilterra sud-occidentale. Un complesso megalitico la cui costruzione risale addirittura al 2500 AC. I Celti non solo usavano questo complesso per celebrare il solstizio d’estate. Secondo alcuni storici, Stonehenge sarebbe un vero e proprio “osservatorio astronomico” ante litteram,  e – usato per prevedere le eclissi solari e lunari.

solstizio di estate
La località per eccellenza legata alla celebrazione del solstizio di estate: Stonehenge

L’asse di Stonehenge è infatti diretto verso la posizione del Sole nel solstizio d’estate. Secondo alcune teorie, tuttora dibattute, l’allineamento delle pietre del complesso sarebbe stato fatto in modo apposito per sintonizzarsi con i primi raggi del solstizio d’estate.

Negli ultimi decenni, il diffondersi delle teorie New Age hanno riportato in auge questo evento astronomico e Stonehenge stessa. A tutt’oggi, moderni gruppi neopagani e neodruidici celebrano il solstizio di estate.

La tradizione nel mondo greco-romano

Anche per gli antichi Greci, il solstizio d’estate aveva significati particolari. Era infatti visto come “La porta degli uomini”, mentre quello invernale come “La porta degli Dei”. Due porte che mettevano in comunicazione la dimensione spazio-temporale finita degli uomini con quella fuori dal tempo e dallo spazio, eterna ed infinita, degli dei.

Nella Roma antica, era analogo il concetto della dedica a Giano Bifronte in occasione delle due feste dei solstizi. Sebbene il Giano Bifronte sia una divinità tipicamente romano-italica, le sue origini si possono fare risalire ai cicli naturali. Raffigurato con due volti, in grado di guardare il futuro e il passato, è un “dio della porta”, che accompagnava gli antichi da una fase all’altra. Il dio che mette in contatto il visibile con l’invisibile, una porta, appunto.

Curiosità, cosa vuol dire solstizio: il termine  deriva dal latino “solstitiu o solstitium”, che deriva a sua volta da “sistere”, cioè “fermarsi”. Non a caso, in questi giorni, si ha la sensazione che il Sole cominci a sorgere e tramontare sempre nello stesso punto. Impressione che dura fino al 24 Giugno. Qui, come spiegato, comincia a decrescere e sorge man mano sempre più a sud nell’orizzonte, nel caso del solstizio d’estate. 

Il solstizio di estate dopo l’avvento del Cristianesimo

Anche con l’avvento del Cristianesimo, il suo significato, pur variando è rimasto importante. Basti pensare che il 24 Giugno, si festeggia la nascita di San Giovanni Battista. Non solo è il giorno in cui il Sole comincia a decrescere, ma ci troviamo anche a 6 mesi esatti dalla nascita di Gesù (nato nel solstizio d’inverno). Alcuni studiosi ci vedono l’intento dei primi Cristiani di riscrivere in senso cristiano i numerosi culti arcaici celebrati in queste date.

San Giovanni Battista (notare la somiglianza fonetica con Giano), è l’unico Santo di cui si festeggia la nascita (il 24 Giugno) e la morte (il 29 Agosto). Specularmente, San Giovanni Evangelista, noto anche come San Giovanni d’inverno, viene celebrato il 27 dicembre, ossia la data in cui le organizzazioni di mestiere dell’antica Roma festeggiavano Giano.

Il significato nelle civiltà pre-colombiane

Il solstizio era celebrato anche da civiltà lontane e senza alcun contatto col mondo greco-romano. Basti pensare agli Inca. Chi ha la fortuna di visitare Cuzco, non potrà non notare le torri usate come osservatori per stabilire i giorni degli equinozi e dei solstizi. Ancora oggi ancora oggi a Cuzco, il 24 Giugno si festeggia Inti Raymi, il dio-sole.

Anche i Maya erano interessatissimi agli eventi astronomici e usavano la capacità di prevederli come leva di controllo sociale. In questo caso, viene spontaneo pensare a El Caracol a Chichén Itzá. Si tratta di un monumento che era una sorta di osservatorio celeste. Qui i sacerdoti monitoravano i solstizi e davano l’annuncio del cambio delle stagioni alle masse.

solstizio di estate
El Caracol a Chichén Itzá: l’osservatorio da cui i Maya annunciavano i solstizi

Nei nostri giorni, si potrebbe pensare che la consapevolezza scientifica di questo evento astronomico ne abbia intaccato il fascino. In realtà, il solstizio di estate e quello invernale continuano a solleticare la nostra fantasia. Esiste ancora un notevole numero di piccoli rituali e usanze in tutta Europa. Rimane vivo l’interesse di come antiche tradizioni siano state ispirate da questo evento. Spesso la cultura popolare ne rimane tuttora imbevuta.

Quindi, occhi al cielo il prossimo 21 Giugno. E se volete celebrare la Midsummer resa immortale dalla commedia di Shakespeare, non sentitevi in colpa!

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Erika Facciolla

Giornalista pubblicista e web editor free lance. Nata nel 1980, si trasferisce a Bologna dove si laurea in Scienze della Comunicazione. Dal 2005 è pubblicista e cura una serie di collaborazioni con redazioni locali, uffici stampa e agenzie editoriali. Nel 2011 approda alla redazione di tuttogreen.it per occuparsi di bellezza e cosmetica naturale, fonti rinnovabili e medicine dolci.

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