Vacanze solidali: cosa sono e come partecipare

di Carlo Magni del 22 giugno 2011

Sono sempre di più le persone, soprattutto i giovani, che desiderano fare esperienze di viaggio particolari, contribuendo alla realizzazione di un’idea o un progetto in ogni parte del mondo. Cresce, infatti, la voglia di vacanze solidali, esperienze di viaggio che uniscono il turismo e la solidarietà per un turismo responsabile. (FOTO TRATTA DA HUMANA People to People Italia ONLUS)

Molte località turistiche, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, presentano infatti  emergenze e situazioni di cui nessuno parla e che sicuramente non vengono menzionate nei cataloghi dei tour operators. È soprattutto in questi paesi che è possibile fare una vacanza solidale. Il turista solidale è, essenzialmente, una persona che contribuisce, attraverso il suo lavoro, alla realizzazione di vari progetti solidali in tutto il mondo, gratificando sé stessa con un’esperienza che cambia il proprio modo di vedere le cose e accrescendo il proprio bagaglio culturale anche con vere e proprie escursioni turistiche.

Diciamo sin da ora che sono diverse le associazioni, gli enti umanitari e le ONG che si occupano dell’organizzazione di vacanze solidali e conviene sempre affidarsi al loro operato, in quanto dispongono di strutture specializzate composte da personale competente che conosce molto bene la cultura locale del luogo in cui si decide di effettuare la propria vacanza solidale. È consigliabile informarsi dettagliatamente su ogni aspetto del viaggio, sulla competenza e serietà dell’ente a cui ci si rivolge e sulle condizioni economiche richieste per partecipare a uno dei programmi di vacanza solidale, onde evitare sgradite sorprese.

Le associazioni che si occupano di vacanze solidali coniugano, spesso, il volontariato con attività turistiche culturali e, nella maggior parte dei casi, non hanno scopi di lucro, reinvestendo sul territorio in cui operano i guadagni derivati dalle loro attività per la realizzazione di progetti vari.

Ecco un elenco selezionato per quanti desiderano fare un’esperienza di volontariato e non sanno a chi rivolgersi:

Projects Aboard –  Favorisce esperienze di volontariato e di stage all’estero a tutte le persone che desiderano mettere a disposizione le proprie competenze e realizzare esperienze umane di elevato spessore e qualità. | http://www.projects-abroad.it

Viaggi Solidali – Associazione che opera da anni nel settore della solidarietà internazionale.
Sono professionisti del turismo che si occupano di organizzare viaggi di turismo responsabile. | http://www.viaggisolidali.it

Gap Year –  Associazione onlus che intende incentivare il volontariato internazionale e la partecipazione attiva a progetti di cooperazione allo sviluppo in tutto il mondo. | http://www.gapyear.it/

WEP –  World Education Program è un’organizzazione internazionale che promuove scambi culturali, educativi e linguistici nel mondo. |http://www.wep-italia.org/ITIT/job-stage-volontariato.aspx

Comunità Impegno Servizio Volontario (CISV)  – Organizza, in collaborazione con l’agenzia di turismo responsabile CTA, alcuni campi di lavoro in America Latina. | http://www.cisvto.org/

Associazione OIKOS – Propone vacanze-lavoro in Europa e nel mondo. | http://www.oikos.org/

 

Per tutti quelli che intendono svolgere una vacanza entro i confini nazionali, segnaliamo SportAbili (http://www.sportabili.org/), una Onlus di Predazzo (in provincia di Trento) che organizza attività sportive per le persone affette da varie disabilità. SportAbili offre ai volontari vitto e alloggio in cambio di aiuto all’associazione.

Le associazioni e gli enti no profit che si occupano di vacanze solidali sono numerose e quindi un’accurata ricerca sul web può chiarire le idee a quanti intendono fare un’esperienza del genere, che noi di TuttoGreen consigliamo vivamente per allargare i propri orizzonti e le proprie conoscenze in maniera responsabile e solidale.

Se conoscete altre iniziative potete segnalarcele Scrivendoci a Tuttogreen oppure potete iscrivervi al nostro forum e indicarle direttamente:

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Claudio Calini febbraio 24, 2012 alle 2:16 pm

Vi siete dimenticati di AIESEC e del progetto EVS della Commissione Europea.

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