Come fare la raccolta differenziata della ceramica

di Erika Facciolla del 20 gennaio 2014

In tema di raccolta differenziata, ceramica e porcellana sono alcuni dei tanti materiali che vengono erroneamente scambiati per ‘vetro’, e come tali, sempre più spesso finiscono per essere gettati nei cassonetti o raccoglitori sbagliati. Finendo nelle classiche campane adibite alla raccolta del vetro, per esempio, questi rifiuti ne inficiano il processo di riciclo compromettendo a monte l’intero ciclo di raccolta e separazione.

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La confusione nasce dal fatto che la ceramica contiene effettivamente del vetro, ma essendo composta da altri materiali come argilla, sabbia, ossidi di ferro, allumina e quarzo deve essere necessariamente differenziata dai rifiuti vetrosi e gettata nella frazione indifferenziata, o se possibile, portata nelle stazioni ecologiche o nelle riciclerie.

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Negli ultimi anni, molti comuni italiani hanno registrato un progressivo peggioramento della qualità del vetro raccolto proprio per la presenza massiccia di materiali misti del tutto incompatibili con il vetro e con la filiera di riciclo a cui questo materiale così prezioso è destinato.

Dunque, se dobbiamo liberarci di piatti di ceramica rotti, suppellettili, vasellame o piccoli oggetti in porcellana, la cosa migliore è metterli in sicurezza e gettarli delicatamente nel cassonetto del nero, onde evitare la fuoriuscita di cocci e schegge. Questa operazione è molto importante e vale la pena sottrarre alla raccolta differenziata qualche foglio di giornale o sacchetto di plastica per avvolgere accuratamente la ceramica destinata al bidone dell’indifferenziato.

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Se, invece, abbiamo a che fare con oggetti in ceramica di grandi dimensioni (come lastre e mattonelle) ancora interi ci si reca direttamente presso le isole ecologiche presenti sul territorio o nelle riciclerie che accettano questo tipo di materiale.

In ogni caso, ricordate che la percentuale di rifiuti domestici non riciclabili è attualmente pari al 20% del totale e tentare di abbassare ulteriormente questa quota conferendo quanti più rifiuti possibili alle stazioni ecologiche comunali rappresenta un atto di responsabilità e generosità, sia per la società che per l’ambiente.

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