Come leggere le etichette dei vestiti per lavarli al meglio

di Marta del 2 ottobre 2015

Sapere come leggere le etichette dei vestiti che intendete lavare è una conoscenza essenziale per riuscire a lavarli al meglio risparmiando energia, riducendo l’impiego di detersivi spesso inutili, ottenendo alla fine un risultato migliore senza correre anche il rischio di rovinarli.

A questo proposito, è necessario essere in grado di orientarsi nella selva delle etichette dei capi di abbigliamento e capire le sigle che caratterizzano le composizioni delle  fibre, dalle fibre sintetiche alle fibre naturali.
Ma niente paura, questa piccola guida contiene tutto quello che devi sapere a questo proposito.

L’etichetta:
L’etichetta è la vera e propria carta d’identità di un capo. L’etichetta deve riportare:

  • il nome o il marchio del fabbricante o del distributore;
  • la  composizione del tessuto con  la  dichiarazione delle fibre;
  • le  istruzioni  relative  alle modalità di pulitura e stiratura.

Per la manutenzione del prodotto tessile l’etichetta deve indicare come lavare il capo, se e come stirarlo, la possibilità di candeggiarlo (i classici simboletti della bacinella, del ferro e via dicendo, che vedremo successivamente).
Quando il simbolo è sbarrato da una “X” significa che il trattamento specifico non è possibile applicare il trattamento in questione.

La legge ne prevede l’esistenza e specifica che in essa debbano essere riportate informazioni riguardanti la composizione e la manutenzione dei prodotti. Una circolare del Ministero dell’Industria ha infatti esteso anche a questo settore le disposizioni previste per l’etichettatura di un gran numero di prodotti dalla Legge 126/91 e dal relativo Decreto di attuazione (D.M. 8.2.1997, Nr. 101).

Oggi non è più possibile vendere capi sprovvisti di tale etichetta, e il consumatore può segnalare eventuali inadempienze alla Camera di Commercio, ufficio UPICA, che svolge l’attività di controllo e di applicazione delle sanzioni (in questo caso, fino a 3.000€).
Attraverso l’obbligo di etichettatura si dovrebbe risolvere anche il problema delle responsabilità delle lavanderie: se la pulitura rispetta l’etichetta, la responsabilità per eventuali danni rimane a carico del produttore, e verso il cliente ne risponde il venditore del capo.

La manutenzione:
Le indicazioni sulla manutenzione aiutano a scegliere il tipo di trattamento più adeguato per la cura dei capi. Sapere come leggere le etichette dei vestiti con riferimento al trattamento è la cosa principale: vediamo i differenti tipi di lavaggio e la relativa simbologia.

Come leggere le etichette dei vestiti

Vediamo le diverse tipologie di lavaggi e i diversi simboli da interpretare a questo fine.

Lavaggio a secco:
Il lavaggio a secco è un trattamento effettuato secondo modalità diverse, da centri specializzati
come puliture, lavasecco e tintorie.
Il simbolino che lo contraddistingue è quel pallino vuoto, che può sembrare una O maiuscola, ma ci sono diverse varianti e combinazioni. Ecco tutte le casistiche:

lavaggio a secco

I simboli del lavaggio a secco

Lavaggio a umido:
Ecco come interpretare correttamente i diversi simboli per il lavaggio a umido dei vestiti.

leggere etichette 2

I simboli del lavaggio a umido

Candeggio:
Viene identificato dal simbolo del triangolo, come esemplificato sotto, con relative varianti.

candeggio

I simboli del candeggio

Asciugatura:
Abbiamo i seguenti simboli.

asciugatura

I simboli dell’asciugatura

Stiratura:
Si tratta del simbolo forse più intuitivo, un ferro da stiro, con una serie di varianti.

stiratura

I simboli su come stirare

Altre cose da sapere:
Per tutti i tessuti,

  • se possibile, evitare le alte temperature
  • se l’etichetta lo permette, optare per il lavaggio in lavatrice piuttosto che a mano
  • i vestiti fatti asciugare al sole si infeltriscono più facilmente
  • scegliere gli agenti sbiancanti piuttosto che la candeggina che attacca le fibre
  • gli abiti foderati vanno sempre lavati a secco.

E inoltre:

  • la lana si restringe se lavata in acqua troppo calda e si deforma se viene appesa
  • il cotone si stira facilmente e deve essere lavato separatamente quando è colorato
  • la seta non sopporta né acqua calda né centrifuga e dev’essere lavata a secco
  • la lana, la seta, i tessuti che perdono il colore e i capi che comportano elementi metallici e in cuoio non devono mai essere lasciati in ammollo.
come leggere le etichette dei vestiti

Leggere correttamente le etichette dei vestiti eviterà ogni patema al momento del bucato!

La composizione, ossia come riconoscere le fibre:
La composizione della fibra è solitamente rappresentata da sigle internazionali che indicano la vera composizione e garantiscono l’originalità del prodotto.
Il Decreto Legislativo 22.5.1999 Nr. 194, in attuazione della Direttiva 96/74/CE disciplina che: la tolleranza di altre fibre all’interno dei prodotti definiti al 100% di un’unica fibra o con la dicitura “puro” è stata diminuita, portandola al 2% del peso del prodotto. Essa viene estesa al 5% nel caso di prodotto cardato.

Denominazioni come “lana vergine” sono riservate a lana mai utilizzata precedentemente in capi di abbigliamento, mentre “100% pura lana” può riferirsi a lana “riciclata”, cioè ottenuta da capi consegnati alla raccolta dell’usato.

Nel caso di prodotti costituiti da più fibre composte NON è obbligatoria la dichiarazione della composizione dettagliata per le fibre che non raggiungono il 30% del peso totale.
L’indicazione della composizione è prevista non solo sui capi, ma anche ad esempio su pubblicità o cataloghi per corrispondenza.

Le sigle:

fibre

Tutte le sigle!

E’ da segnalare infine un importante accordo tra i produttori per una etichettatura a 2 livelli:

  • BETTER (prodotti non trattati chimicamente) e
  • BEST (prodotti ottenuti da fibre non trattate neppure alla coltivazione).

Tutto chiaro? 😉

Vi suggeriamo anche altre due guide pubblicate in passato su Tuttogreen che vi offrono spunti interessanti per lavare i vostri capi al meglio con un effetto migliorativo sull’ambiente:

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