Ippocastano, proprietà e utilizzi

di Erika Facciolla del 18 marzo 2015

L’ippocastano è un rimedio anti-cellulite molto usato perché contiene escina, ma può essere utilizzato anche come antiossidante e vaso-protettore. Scopriamone tutte le proprietà e gli usi.

Elegante, imponente e vigoroso con la sua forma piramidale e le sue altezze che nella maggior parte dei casi arrivano fino a 30 metri: l’ippocastano (aesculus hippocastanum) è una specie arborea longeva e rustica originaria dei Balcani e della Grecia che oggi però è ampiamente diffusa in tutte le zone temperate del Vecchio Continente. Dalla pianura fino alle quote più elevate, dai climi secchi a quelli freddi e dai terreni fertili a quelli più aridi o acidi, l’ippocastano è forse uno degli alberi che meglio si adatta a qualsiasi tipo di ambiente e territorio essendo molto resistente anche agli agenti inquinanti ai quali reagisce colorando di rosso i bordi del fogliame.

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La principale peculiarità dell’ippocastano è data dal frutto, soprannominato ‘castagna matta’ (castagna dell’India), tossico per l’uomo ma commestibile per alcuni animali, molto simile alla castagne commestibili e rinchiuso, fino alla completa maturazione, nelle tipiche capsule rotonde e verdastre munite di aculei.

La storia

I botanici lo considerano un testimone antichissimo dell’era terziaria e quindi fra gli spettatori più illustri e longevi della nascita della civiltà. L’origine del nome è controversa, ma pare derivare dalla parola greca ‘ippo’ che significa cavallo e ‘kastanon’ che vuol dire castagna. Questa strana etimologia avrebbe una relazione con l’idea che i cavalli mangiassero le sue castagne e che i Turchi ne somministrassero la polvere ricavata ai loro destrieri per guarirli dalla tosse. La sua introduzione in Europa è attribuita Charles de l’Écluse che nel 1615 lo portò a Parigi presentandolo come albero ornamentale.

ippocastano

Ippocastano, proprietà e utilizzi

Le proprietà

Semi e corteccia sono ricchi di sostanze benefiche quali saponine, tannini, triterpenici, glucosidi cumarinici ed esculina, oltre che ai flavonoidi, grassi insaturi e amidi. Tra tutti, il principio attivo più virtuoso è l’escina che insieme ai flavonoidi rappresenta uno degli antiossidanti naturali più efficaci, con proprietà vaso protettive, antinfiammatorie e vasocostrittrice.

Per questo motivo l’ippocastano è utilizzato nelle preparazioni per il trattamento delle malattie rettali, emorroidi, ragadi, disturbi circolatori, patologie flebitiche, gonfiore e pesantezza alle gambe. La sua azione benefica sulla microcircolazione, infatti, produce un miglioramento dell’attività circolatoria periferica, indispensabile per combattere il senso di gonfiore e pesantezza che si affligge molto spesso gli arti inferiori, così come la cellulite e la fragilità capillare.

Dalle gemme della pianta, invece, si ricava un gemmoderivato dalle caratteristiche vasoprotettrici e antinfiammatorie, portentoso per decongestionare e migliorare la circolazione e il tono venoso. Utile anche per combattere la ritenzione idrica, l’ippocastano svolge un’azione drenante stimolando la diuresi e l’espulsione delle tossine attraverso l’acido urico.

La ricetta

La tisana di ippocastano è un ottimo rimedio per curare molteplici disturbi di natura circolatoria e infiammatoria ed in caso di cellulite. Pesantezza delle gambe e delle varici, vene varicose, fragilità capillari e inestetismi della pelle possono trovare rimedio assumendo l’infiorescenza di ippocastano (in molte preparazioni erboristiche si utilizza anche la corteccia)  sotto forma di decotto.

Per prepararlo, vi basterà:

  • 3 cucchiai di infiorescenze secche
  • 1 litro d’acqua

Preparazione. Mettete a bollire l’acqua in un pentolino e aggiungete l’ippocastano; lasciate macerare per dieci minuti, filtrate con una garza di cotone e consumatelo durante la giornata, lontano dai pasti.

Immagine via shutterstock.

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