Malassorbimento intestinale: sintomi e cause

by Valerio Guiggi on 20 settembre 2016

Il malassorbimento è una delle situazioni più debilitanti per la persona, perché è un problema che agisce in periodi molto lunghi, ecco come capire se ne soffriamo.

Il malassorbimento è una delle patologie più comuni nell’uomo, anche se spesso non ci rendiamo conto di soffrirne. Infatti, a differenza della febbre, di una malattia infettiva o di un qualsiasi dolore che possiamo avere, il malassorbimento non è evidente, ma è altamente debilitante.

La problematica è semplice da capire: chi soffre di questo problema mangia, ma il suo intestino non assorbe.

In pratica, è come se non mangiasse proprio se le sostanze nutritive che ingerisce se ne vanno in… feci.

Il sintomo principale del malassorbimento è sicuramente la diarrea. Questa non è definita solamente come una diminuzione di consistenza delle feci, ma anche come un aumento di volume:

  • se una persona emette tante feci, anche se non liquide, si tratta comunque di diarrea, e come tale deve essere trattata.

Da qui un primo consiglio, molto diretto: quando andate in bagno, guardate le vostre feci (e quella dei bambini).

Le feci sono uno dei modi migliori per capire se c’è qualcosa che non va all’intestino, per problemi che possono andare dalle ferite all’apparato digerente, al malfunzionamento del fegato o del pancreas, ai tumori intestinali.

Insomma, sempre girarsi e guardare la nostra “produzione” prima di tirare l’acqua. È importantissimo per la nostra salute.

Malassorbimento: quali sono i sintomi

Tornando a noi, vediamo quali alterazioni possono derivare dal malassorbimento, e come renderci conto che ne soffriamo.

Per prima cosa, notiamo un malessere generale. Non è un dolore, ma una stanchezza costante, mal di testa, poca voglia di lavorare ma anche di fare tutto il resto, difficoltà a muoversi, ma senza febbre o altre alterazioni.

Un malessere che si sente sempre di più, che peggiora, e che non capiamo da che cosa dipenda.

È a questo punto che dobbiamo analizzare, anche visivamente, le feci, per capire se è il caso di rivolgersi ad un medico, in particolare se le alterazioni durano più di una settimana.

Malassorbimento intestinale

Malassorbimento intestinale: scopriamone i sintomi e le cause

Le alterazioni delle feci si possono manifestare come:

  • Aumento di volume, quindi molte feci, ma senza un rapporto con l’alimentazione aumentata (insomma, mangiamo come sempre); questo può significare che le sostanze nutritive non vengono assorbite;
  • Liquide, che poi è la diarrea classica, in cui il transito dell’alimento nell’intestino è talmente veloce che non da tempo di assorbire.
  • Giallognole, lucide e dall’aspetto mucoso, che significa generalmente non digestione dei grassi, per problemi al pancreas; i grassi si ritrovano nelle feci come una patina mucosa.
  • Gialle, molto chiare, ma di consistenza normale: è un problema al fegato, da approfondire subito. Significa che la bile non scende, perché è la bile che le colora di marrone.
  • Nere o comunque molto scure: a meno di aver mangiato verdure scure come gli spinaci o nero di seppia che le colora, può essere indice di sangue che viene digerito.

Questi campanelli di allarme sono i primi che dovrebbero indurci a contattare il nostro medico, perché le feci vengano analizzate:

  • se alle prove di laboratorio si evidenzia effettivamente il malassorbimento, si cercherà di capire le cause.

Le cause di malassorbimento

Le cause di malassorbimento possono essere diverse e dipendere da molte malattie.

Le possiamo distinguere tra acute, che di solito sono infettive e non durano più di una settimana (diarrea improvvisa) e croniche, che sono le più pericolose perché sono quelle che si portano più avanti nel tempo.

La causa latente, cronica, di malassorbimento più comune è sicuramente la celiachia, l’intolleranza al glutine;

  • in questa situazione infatti non solo il glutine non viene assorbito, ma si crea una reazione immunitaria che appiattisce i villi intestinali, che sono gli organi deputati all’assorbimento.
  • Alla celiachia non c’è cura, se non quella di evitare in toto il glutine.

Anche le allergie alimentari, che creano un’infiammazione continua nell’intestino, impediscono l’assorbimento degli alimenti e portano ad un volume maggiore delle feci, così come qualsiasi infiammazione cronica intestinale di altra natura o altre malattie che riducono l’assorbimento di sostanze (anemia perniciosa).

Inoltre, la diminuzione degli enzimi digerenti può portare a malassorbimento, quindi nel caso in cui il pancreas o il fegato non producano le loro sostanze (per lo stomaco è più raro), si evidenziano le patologie a questi organi, che devono essere necessariamente trattati.

Purtroppo, per ovviare a queste situazioni non c’è altro modo che quello di rivolgersi ad un medico:

  •  le situazioni di malassorbimento sono sempre gravi (a parte quelle acute che guariscono entro pochi giorni) e devono essere curate.

Ciò che, quindi, è importante che faccia il paziente è rendersi conto della situazione, prima che sia troppo tardi.

In alcuni casi, come l’insufficienza pancreatica o, ancora peggio, la celiachia, più si va avanti e più la situazione peggiora.

Per questo motivo, qualora vedeste per un po’ di giorni di seguito che qualcosa che non va nelle vostre feci, anche in assenza di dolori, non esitate a rivolgervi al medico, perché queste situazioni possono essere più gravi di quanto non potrebbe sembrare.

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