Animali e condominio, le regole

di Eryeffe del 3 aprile 2017

Animali e condominio rappresentano un binomio non sempre facile da gestire. Chiunque abbia un animale in appartamento sa che la coesistenza con vicini e condomini poco tolleranti può dar vita ad attriti e dissapori. Vediamo cosa dicono le nuove regole e i regolamenti condominiali in proposito.

Forse non tutti lo sanno, ma nel 2013 la legge che riguarda animali e condominio è stata aggiornata con importanti novità che disciplinano quella che spesso rappresenta una ‘spinosa’ questione. Il principio ispiratore della nuova normativa si può riassumere così: vietato vietare. La legge di riferimento è la 220/2012 del Codice Civile che il 18 giugno 2013 è stata integrata con l’articolo 16 che che disciplina proprio la permanenza degli animali in appartamento.

La disposizione della legge parla chiaro: Le norme del regolamento condominiale non possono vietare di possedere o detenere animali da compagnia”.

Il motivo per il quale si è dovuto ricorrere ad un aggiornamento della legge è molto semplice. Secondo le ultime stime, il numero di animali da compagnia detenuti in appartamento nel nostro Paese è in continuo aumento. Ad oggi, infatti, gli animali domestici presenti in condominio sarebbero 60,5 milioni (fonte Assalco-Zoomark). I cani rappresentano il 55,6% di questo dato, seguiti dai gatti (49,7%), pesci, roditori, uccelli e rettili. Con l’aumento del numero di animali nei condomini sono aumentate anche le controversie e sempre più spesso le dispute tra condomini insofferenti arrivano davanti al Giudice di Pace.

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Animali e condominio: le regole

La nuova Legge sulla permanenza di cani, gatti e altri animali da compagnia all’interno dei condomini sancisce definitivamente il diritto a possederne ma fissa anche alcune regole. Diritti e doveri di chi decide di convivere con un animale sono ben definiti e di fatto lasciano cadere tutte le limitazioni finora vigenti. Ma entriamo nel dettaglio e vediamo cosa dice esattamente la legge.

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Innanzitutto vengono esplicitate le tipologie di animali che è possibile portare in appartamento, allargando la definizione di ‘animale domestico’ a conigli e galline.

Al contrario di quanto si pensa, la nuova legge autorizza di fatto l’utilizzo delle parti condominiali comuni, pur prevedendo alcune limitazioni. In via generale, chi col comportamento del proprio animale danneggi o distrugga beni altrui può essere costretto all’allontanamento. E’ quindi fondamentale educare l’animale ad una condotta rispettosa degli spazi comuni e osservare le regole di civile e rispettosa convivenza nei confronti degli altri condomini.

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Tuttavia, anche coloro che non gradiscono la presenza di animali in condominio dovranno attenersi ad alcune regole comportamentali. Non solo non si potrà vietare al vicino di possedere un animale, ma non si potranno neanche attuare iniziative repressive nei confronti delle colonie feline. La legge del 1991 prevede, infatti, che le colonie feline hanno diritto alla territorialità e qualsiasi forma di allontanamento attuata nei loro confronti è considerare maltrattamento. Tale principio decade, ovviamente, nel caso in cui si debba intervenire per comprovate motivazioni di carattere igienico-sanitario.

Animali e condominio: le limitazioni

Il dibattito sulla possibilità di vietare l’ingresso di animali da compagnia nei condomini attraverso appositi regolamenti condominiali è molto antico. La legge, da una parte, è intervenuta con il chiaro intento di regolamentare questo diritto e porre fine alle controversie. Dall’altra, però non può cancellare gli accordi già presi.

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In buona sostanza, è importante sapere è che la legge ha efficacia a partire dalla sua entrata in vigore e non può essere in alcun modo applicata ai regolamenti condominiali approvati in precedenza. Ecco perché se il regolamento condominiale vietava la permanenza di animali da compagnia già prima del 18/06/2013, tale divieto non potrà essere annullato in nessun caso.

animali e condominio

Foto via Pixabay

C’è poi da sottolineare che il diritto di tenere un animale nella propria abitazione non deve considerarsi illimitato. E’ necessario, infatti, esercitarlo nel rispetto di alcune regole di convivenza condominiale fondamentali. Com’è facile immaginare, le limitazioni riguardano sopratutto l’uso delle parti comuni. In particolare:

  • L’animale non può essere lasciato libero nelle parti comuni del condominio, emanare cattivi odori o emettere in continuazione rumori molesti.
  • Il regolamento condominiale può limitare il diritto a detenere animali in casa per ragioni igienico-sanitarie. A esempio, può limitare il numero di animali che possono avere accesso ad ogni abitazione.
  •  Gli accordi condominiali possono limitare l’accesso degli animali in zone comuni ben definite, purché ciò non violi, di fatto, il diritto sancito dalla legge.
  • Ovunque l’animale, in particolare i cani, possono incontrare altre persone, è necessario l’uso del guinzaglio e, all’occorrenza, della museruola.
  • Può essere fatto divieto di detenere un animale da compagnia in appartamento qualora l’animale questione produca rumori molesti di notte e di giorno. In questi casi, si tiene conto del principio di ‘normale tollerabilità’ richiesto dalla pacifica convivenza condominiale.
  • Nel contratto d’affitto (natura privata), il locatario può inserire una clausola di divieto alla detenzione di animale da compagnia nel proprio appartamento, che una volta sottoscritto il contratto diventa vincolante.

animali e condominio

Foto via Pixabay

Animali e condominio come difendere il diritto

Come sempre, però, attenzione agli abusi e ai condomini prepotenti. Se da una parte l’uso delle parti comuni può essere limitato dal regolamento condominiale, dall’altra l’utilizzo di alcune aeree non può essere vietato. L’esempio classico è l’utilizzo dell’ascensore. A condizione che l’animale non sporchi o emetta odori particolari, l’ascensore è e rimane proprietà di tutti i condomini.

Se un regolamento condominiale tenta di vietare la detenzione di animali adducendo come motivazione la tutela della quiete collettiva è necessario che se ne accerti effettivamente la fondatezza. In altre parole, i condomini che si oppongono alla presenza di un animale dovranno documentare – tramite ASL o periti privati – la gravità del problema e dimostrare il pregiudizio.

Sul tema animali e condominio, quindi, sappiate che non possono essere deliberate disposizione tali da limitare o annullare tale diritto. Se necessario, si può fare ricorso al Giudice di Pace entro 30 giorni dall’approvazione delle delibera condominiale. Se non eravate presenti durante l’assemblea i 30 giorni decorrono dal giorno in cui viene recapitata la copia del verbale.

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Anna settembre 5, 2017 alle 2:36 pm

Buongiorno,
vorrei sapere se in condominio (7 unità) è possibile tenere un allevamento di canarini (nel proprio giardino, non negli spazi comuni) o se ci sono restrizioni.

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