Piante e fiori

Conosciamo meglio l’allamanda, una pianta decorativa dalla abbondante e colorata fioritura estiva

Tutto su una pianta rampicante dalla fioritura di straordinaria bellezza

L’allamanda è una pianta rampicante che ama il clima mediterraneo e bene si presta alle coltivazioni in vaso. Con il caldo si schiudono dei bellissimi fiori estivi per questo è coltivata a scopo ornamentale nei giardini, in particolare per muretti e pergolati. Necessita di un po’ di attenzioni, irrigazione costante ed un clima favorevole, ma se trova l’habitat giusto cresce bene e forte, donando fiori grandi e colorati. Scopriamo tutti i segreti per coltivarla.

Conosciamo meglio l’allamanda, una pianta decorativa dalla abbondante e colorata fioritura estiva

Allamanda: descrizione

In realtà con allamanda s’intende un gruppo nutrito di piante rampicanti ornamentali, che si caratterizzano per la bella e prolungata fioritura dalla primavera all’estate.

Possono essere coltivate sia in vaso sia in piena terra. Hanno una funzione unicamente decorativa per via dei meravigliosi grandi fiori gialli, fucsia, rosa e bianchi, a seconda della varietà.

Si consiglia di posizionarle in giardino a ridosso di muretti, in aiuole e bordure, ma sono meravigliosi anche come fiori da balcone oppure in vaso o in cesti sospesi. Avendo un portamento strisciante ed essendo sempreverde, è l’ideale per ricoprire pergolati, gazebo, colonne e muretti.

allamanda

Appartiene alla famiglia delle Apocynaceae. Originaria del Brasile, predilige ambienti luminosi e annaffiature costanti, necessita di qualche cura per dare una fioritura bella e prolungata che parte dalla tarda primavera fino alla fine dell’estate.

Caratteristiche e aspetto dell’allamanda

Questa pianta ornamentale ha caratteristiche inconfondibili:

  • foglie lucide, di un bel verde brillante, lunghe e sottili.
  • fiori gran di a forma di trombetta, composti da 5 petali: i colori dei fiori sono diversi in base alla specie e possono andare dal  fucsia, al rosa, al giallo, con sfumature e variegature.
  • frutti, in realtà capsule con spine, possono avere forma più o meno rotonda.

Tutte le specie

Fanno parte della famiglia delle allamande almeno una decina di specie, tutte originarie dell’America centro-meridionale. Le più comuni sono queste varietà:

  • Allamanda blanchetii o campana rossa è rampicante e si caratterizza per fusti sottili alti fino a 1,5 m. Le foglie sono lucide e coriacee, di color verde brillante. I fiori dal rosato al porpora, fioriscono dalla primavera all’autunno. Si coltiva bene in appartamento, in vaso, in posizioni luminose e al riparo dalle correnti d’aria.
  • Allamanda specie schottii. Originaria del Brasile, può raggiungere anche 3 metri di altezza e 2 metri di larghezza. La caratteristica principale sono i bei fiori grandi di colore giallo che appaiono in primavera. Ama il clima caldo e resiste anche alla siccità. Predilige la coltivazione a terra, in terreni ricchi e ben drenati.
  • Allamanda specie violacea, una specie arbustiva rampicante che può arrivare a 2 m di altezza. Ha foglie grandi di un verde brillante, leggermente ondulate. I fiori estivi sono grandi e di colore rosso-violaceo. Ama il caldo e il sole, non tollera le temperature inferiori a 10°. Anche questa specie si adatta meglio al terreno in giardino piuttosto che al vaso.
  • Allamanda cathartica è la varietà più diffusa, si coltiva bene anche in vaso, in appartamento. Si caratterizza per grandi fiori gialli, ma è possibile trovare varietà con corolle rosa o violacee.

allamanda

Vediamo come coltivarla.

 Allamanda canthartica

La specie più coltivata e conosciuta è la Allamanda cathartica. Si tratta di una pianta sempreverde composta da:

  • fusti sottili, lunghi anche più di 150 cm
  • foglie lanceolate, lucide e di colore verde scuro, simili all’oleandro
  • fiori grandi e campanulati, riuniti in racemi, con corolla composta da 5 petali molto appariscenti di colore giallo oro, a volte anche rosati o rosso-porpora
  • i frutti sono delle capsule spinose e pelose di forma tondeggiante. Maturando si aprono rilasciando numerosi semi
  • i semi sono piccoli e alati e vengono facilmente disseminati dal vento.

Coltivare la pianta di allamanda

Si tratta di un rampicante che predilige il clima mite, ma nelle regioni con clima invernale rigido può essere coltivata facilmente in vaso.

Allamanda

Prima di tutto la pianta va coltivata in un punto luminoso dove possa ricevere luce diretta per almeno 4 ore al giorno, al riparo dalle correnti d’aria.

La terra deve essere ricca di sostanze organiche. Per evitare il contatto della radice con l’acqua è bene porre sul fondo del vaso uno strato di argilla espansa o di altro materiale drenante. Se coltivata in vaso, è meglio lasciarla all’aperto dalla primavera all’autunno e ritirarla al chiuso in inverno.

Ecco come coltivarla.

  • Habitat. Adora il clima caldo temperato intorno ai 20-25° e non tollera le temperature al di sotto dei 10°. La posizione deve essere soleggiata almeno per metà giornata, ma riparata dal vento freddo.
  • Terreno. Ideale un terriccio morbido, ricco di sostanza organica, leggermente acido e ben drenato. Alla base del vaso si consiglia di porre delle sfere di argilla espansa per assicurare un buon drenaggio dell’acqua in eccesso.
  • Fioritura. Dalla tarda primavera fino all’autunno. I suoi fiori possono avere diversi colori, in base alla specie, dal giallo al porpora al viola.
  • Irrigazione. Va innaffiata regolarmente, il terreno deve essere costantemente umido, ma privo di ristagni idrici. Nel periodo vegetativo, da marzo a ottobre, irrigare con moderazione. In autunno e nei mesi freddi dell’anno, irrigare una volta a settimana per garantire adeguata umidità.
  • Concimazione. Si consiglia di fertilizzare ogni 15-20 giorni con un concime organico liquido per piante da fiore insieme all’acqua dell’irrigazione. Durante l’estate con più frequenza, ogni 10 giorni, con un concime liquido miscelato all’acqua di irrigazione. In inverno non è necessario.
  • Riproduzione. Si moltiplica per talea in primavera e per seme in inverno. La moltiplicazione per talea consiste nel prelevare porzioni apicali, lunghe circa 8-10 cm, con un taglio obliquo grazie ad una lama affilata e sterilizzata per evitare la trasmissione di malattie. Le talee vanno poi inserite in un vaso con terriccio composto da tre parti di terriccio da giardino, due parti di terriccio di foglie o torba e una parte di sabbia, che va inumidito. Si tiene in un ambiente ombreggiato a una temperatura tra i 20 e i 25°. Alla comparsa delle prime foglioline, le piantine vanno trasferite in nuovi vasi di circa 50 cm di diametro.

allamanda

  • Potatura. Meglio eseguire la potatura a fine autunno, dopo la fioritura, tagliando i rami in modo da lasciare soltanto un paio di nodi. Garantirà la nascita di nuovi germogli. Se la pianta è coltivata ad arbusto, si consiglia di cimarla fino a 30 cm. Se viene coltivata come rampicante, bisogna semplicemente sfoltirla, per impedire la lignificazione della pianta e una sua crescita eccessiva, anche in primavera durante la fioritura.

Cosa teme l’allamanda: i nemici

I suoi due nemici sono:

  • cocciniglia farinosa, facilmente individuabile, può essere eliminata facilmente pulendo le foglie con un batuffolo di cotone imbevuto di sostanza alcolica.
  • ragni rossi, in grado di colonizzare l’intera pianta in poco tempo e di portarla alla morte. Possono essere  combattuti con antiparassitari specifici, ma si consiglia la lotta biologica con insetti antagonisti, cioè le coccinelle, che sono ghiotte di questo parassita.

Soffre inoltre il marciume delle radici causato dai ristagni d’acqua. Il terreno deve essere umido, ma ben drenato.

Curiosità sull’allamanna

Appartiene ad una categoria di piante urticanti e tossiche. Attenzione in particolare alla linfa che provoca irritazioni cutanee, anche per semplice contatto.

In passato alcune specie venivano utilizzate nella medicina popolare per contrastare l’ittero e la malaria ed anche per trattare i tumori del fegato.

ScriBio

Siciliana di nascita (1970) e milanese di adozione dal 1988. Ha svolto tanti lavori e per ognuno di essi ha dato il meglio con passione e voglia di imparare. Fino al 2011: licenziata, separata, due figli. Anno della svolta: seguire la sua attitudine, la scrittura. Inizia per caso a lavorare come free lance per una casa editrice milanese specializzata in riviste tecniche. Scrive di edilizia e architettura per Imprese Edili e viene attirata dal mondo della bioedilizia e dell’architettura sostenibile (collabora anche con architetturaecosostenibile.it). Arriva la digitalizzazione, le riviste sono quasi totalmente online: si specializza e anche oggi continua a tenersi aggiornata, non smettendo mai di ascoltare, guardare e imparare.

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