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I Paesi già al 100% rinnovabili nell’elettricità: chi ci è arrivato davvero (con i numeri)

Ecco dove l’elettricità è già tutta (o quasi) da fonti pulite

Oggi esistono Stati che producono già tutta (o quasi) la loro elettricità da fonti rinnovabili, almeno nel bilancio annuale. Non parliamo di promesse per il 2050: parliamo di dati misurati, con numeri su produzione e domanda elettrica. In questo articolo trovi la lista dei Paesi che hanno raggiunto il 100% di energie rinnovabili nell’elettricità (e quelli subito sotto), con le percentuali e il trucco che non è affatto un trucco: geografia, risorse naturali, scelte politiche e rete elettrica.

I Paesi già al 100% rinnovabili nell’elettricità: chi ci è arrivato davvero (con i numeri)

Prima di tutto: 100% rinnovabili significa 100% di elettricità (non di energia totale)

In questo pezzo parliamo di produzione elettrica. È importante perché l’elettricità è solo una parte dei consumi energetici complessivi di un Paese (che includono anche trasporti, riscaldamento, industria). Un Paese può essere al 100% rinnovabile nell’elettricità, ma non ancora nei trasporti o nel calore.

Le percentuali riportate qui derivano da una tabella che usa dati di Ember (e, per pochissimi casi specifici, anche IRENA) e si riferiscono al 2023. La tabella chiarisce anche un punto tecnico: i dati considerano la produzione elettrica grid-connected e non includono alcune risorse dietro il contatore (behind-the-meter) in modo completo. Per questo è sempre bene leggere la nota metodologica insieme ai numeri.

Paesi già al 100% rinnovabili nell’elettricità: la lista (dati 2023)

Nella tabella seguente, “% rinnovabili nella produzione” indica quanta elettricità è stata generata da tecnologie rinnovabili (idroelettrica, eolico, geotermia e da maree, solare) sul totale prodotto nel Paese.

La % di rinnovabili sulla domanda confronta la produzione rinnovabile interna con la domanda elettrica: può superare il 100% se il Paese è esportatore netto di elettricità.

Paese % rinnovabili nella produzione (2023) Produzione elettrica (GWh/anno) Domanda elettrica (GWh/anno) % rinnovabili sulla domanda Da cosa dipende soprattutto
Albania 100,00% 9.010 8.090 111,37% Idroelettrico
Bhutan 100,00% 11.160 11.990 93,08% Idroelettrico
Repubblica Centrafricana 100,00% 140 140 100,00% Idroelettrico (scala ridotta)
Lesotho 100,00% 480 930 51,61% Idroelettrico (ma serve anche import)
Nepal 100,00% 10.700 11.450 93,45% Idroelettrico (con piccole quote solare/eolico)
Islanda 100,00% 20.120 20.120 100,00% Idroelettrico + geotermia

Quelli quasi 100%: i Paesi a un soffio dal traguardo

Oltre ai casi pienamente al 100% nella produzione, i dati mostrano Paesi che nel 2023 sono stati vicinissimi, con quote rinnovabili superiori al 99%.

  • Etiopia: 99,95% rinnovabili nella produzione
  • Repubblica Democratica del Congo: 99,81%
  • Paraguay: 99,46% (con una produzione molto superiore alla domanda interna, quindi grande capacità di export)
  • Costa Rica: 99,40%

Perché loro sì? 4 motivi semplici (e molto concreti)

1. Hanno una “super risorsa” naturale dominante

Nei casi sopra, la risorsa chiave è spesso l’energia idroelettrica (Albania, Bhutan, Nepal, Paraguay) oppure un mix molto stabile come idroelettrico + geotermia (Islanda). Quando la fonte principale è disponibile 24/7 o quasi, è più facile coprire tutto l’anno.

2. Domanda elettrica relativamente gestibile

Molti di questi Paesi hanno una domanda elettrica più contenuta rispetto a grandi economie industriali. Questo non sminuisce il risultato: lo rende spiegabile. La sfida vera, infatti, cresce con consumi enormi e picchi difficili da coprire.

3. Hanno (o possono avere) un ruolo da esportatori

Quando la produzione supera la domanda, un Paese può esportare elettricità. In tabella lo vedi quando la voce % sulla domanda supera il 100%. È un indizio: non è solo autosufficienza, è anche capacità di generare surplus.

4. 100% non significa nessun problema: serve resilienza

Essere quasi totalmente idroelettrici può diventare un rischio in anni di siccità. Per questo i Paesi più solidi nel lungo periodo tendono a diversificare (aggiungendo eolico, solare, accumuli, gestione della domanda).

Il dato che conta davvero (per tutti): l’elettricità può già essere quasi tutta pulita

Questi esempi non sono modelli copia-incolla per ogni Paese, ma sono una prova concreta: un sistema elettrico rinnovabile al 100% esiste già in diverse realtà, e molti altri stanno correndo verso percentuali sempre più alte.

La domanda non è più se si può fare, ma come lo facciamo e con quali tecnologie, con quali reti, con quali accumuli, e con quale velocità.

Italia: a che punto siamo con l’elettricità rinnovabile?

Secondo i dati Ember 2023, l’Italia ha prodotto circa 44–45% della propria elettricità da fonti rinnovabili La quota varia leggermente anno per anno in base a idroelettrico e condizioni climatiche.

  • Italia (dati 2023): 44-45% rinnovabili
  • Media Unione Europea (2023): 44%
  • Paesi leader UE: Danimarca (>80%), Portogallo (~60-65%), Spagna (~50-55%)

Da cosa dipende il mix italiano

  • ☀️ Forte crescita del solare fotovoltaico
  • 🌬 Buona presenza di eolico (soprattutto Sud e isole)
  • 💧 Idroelettrico importante ma variabile
  • 🔥 Ancora rilevante il gas naturale nel mix elettrico

Il confronto mostra che l’Italia è in linea con la media UE, ma ancora distante dai Paesi europei più avanzati nella decarbonizzazione elettrica.

Fonte: Ember – European Electricity Review 2024 (dati 2023) 

Fonti e dati

I valori riportati provengono da una tabella con dati Ember (e in casi specifici IRENA) e riporta produzione, domanda e quote rinnovabili per il 2023, con note metodologiche (Fonte: Countries100Pct.pdf, 2026).

Per il contesto e la descrizione dell’indicatore “quota di elettricità da rinnovabili”, è utile anche la pagina dati di Our World in Data basata su Ember ed Energy Institute (Fonte: Share of electricity generated by renewables, 2025).

Curiosità sulle rinnovabili

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Ultimo aggiornamento il 25 Febbraio 2026 da Rossella Vignoli

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Rossella Vignoli

Fondatrice e responsabile editoriale, è esperta di bioedilizia, design sostenibile e sistemi di efficienza energetica, essendo un architetto e da sempre interessata al tema della sostenibilità. Pratica con passione Hatha yoga, ed ha approfondito vari aspetti dello yoga. Inoltre, è appassionata di medicina dolce e terapie alternative. Dopo la nascita dei figli ha sentito l’esigenza di un sito come tuttogreen.it per dare delle risposte alla domanda “Che mondo stiamo lasciando ai nostri figli?”. Si occupa anche del sito in francese toutvert.fr, e di designandmore.it, un magazine di stile e design internazionale.

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