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Teleriscaldamento urbano: interessante sperimentazione ad Amburgo

Con il teleriscaldamento è possibile riscaldare un edificio distribuendo acqua calda, surriscaldata o vapore da una centrale di produzione grazie a una rete di tubazioni isolate e interrate.

Alla fine del secolo scorso il teleriscaldamento appariva un sistema più efficiente rispetto alla maggioranza delle caldaie condominiali con il vantaggio di essere sottoposto a un controllo più elevato sulle emissioni inquinanti. Questo sistema però non è immune da alcuni svantaggi come l’eccessiva dispersione di calore durante il tragitto, a seconda della distanza fra una centrale e i luoghi da riscaldare.

Inoltre rispetto al tradizionale riscaldamento a metano il teleriscaldamento presenta spesso costi  più elevati per i consumatori ma attualmente l’uso delle energie alternative e lo sviluppo delle tecnologie permette anche alle caldaie autonome di raggiungere alti livelli di efficienza, dando rendimenti a volte persino superiori.

La tecnologia del teleriscaldamento è molto diffusa nel Nord Europa, ma anche in Italia si possono citare esempi interessanti: la  città di Brescia infatti ha un impianto di termovalorizzazione, che sfrutta l’energia della distruzione dei rifiuti, e due centrali di cogenerazione sfruttati per il riscaldamento urbano. Nella città di Milano invece un termovalorizzatore sfrutta la cogenerazione per l’erogazione di circa 160 MW termici.

Fortunatamente è possibile rendere più sostenibile per l’ambiente una rete di teleriscaldamento impiegando risorse rinnovabili: energia solare, idroelettrica, geotermica, marina ed eolica ed ecco che vi parliamo della sperimentazione  di Amburgo fatta dalla E.ON.

La società E.ON è una multinazionale che si impegna anche per produrre energia più pulita. È proprietaria di compagnie per la fornitura elettrica e di gas in Europa, Nord America e Russia, e recentemente, con il sostegno statale, ha progettato per la città di Amburgo un sistema di stoccaggio del calore, prodotto da privati grazie ai pannelli solari – termici, che possa renderlo disponibile per un uso successivo.

In questo modo si può evitare la dispersione di surplus di energia prodotta dalle singole abitazioni e si può utilizzarla per il teleriscaldamento degli edifici. Si tratta di un progetto pilota, nuovo in Europa, che dimostra come si possano usare le fonti di energia rinnovabile per il riscaldamento in rete e non solo per la fornitura di elettricità.

La E.ON ha provveduto alle modifiche e ristrutturazione di un precedente impianto nel quartiere di Bramfeld, rendendolo adatto ad immagazzinare energia prodotta dai pannelli solari e termici domestici ed a ridistribuirla tramite la rete di riscaldamento nei quartieri orientali di Amburgo.

Per i cittadini che partecipano al progetto si tratta di un modo efficace per evitare sprechi inutili e che li esula da costi elevati per l’acquisto di impianti privati per lo stoccaggio. Il passo successivo della multinazionale prevede l’ampliamento della rete all’intera città e la realizzazione nel prossimo decennio di 350 impianti per la produzione di elettricità e calore da fonti rinnovabili.

Anche l’Italia si sta interessando per una prossima realizzazione di impianti di teleriscaldamento alimentati da energia solare, ad esempio è al via la realizzazione del progetto “SDH take-off“, per l’approfondimento e lo sviluppo di sistemi di teleriscaldamento a solare termico, che vede la partecipazione dell’ Associazione Italiana Riscaldamento Urbano (AIRU) e di Ambiente Italia.

Possiamo quindi sperare, inseguito a queste iniziative positive, che fra un decennio quasi tutte le abitazioni siano dotate di mezzi per l’accumulo di energie rinnovabili e per il loro impiego in un secondo momento.

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Published by
Diana Marchiori

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