Come coltivare la calla: consigli e cure

di Eryeffe del 5 maggio 2017

La calla è una delle protagoniste del giardino per la sua semplicità e l’estrema facilità di coltivazione. Con alcuni accorgimenti, regala stupende fioriture anche in vaso.

La calla (nome botanico Zantedeschia aethiopica) è una pianta perenne sempreverde rizomatosa appartenente alla famiglia delle Araceae. Il suo nome dal termine greco kalos, che significa bello. All’aspetto, la calla si caratterizza per le grandi foglie basali di forma triangolare e di colore verde chiaro. Si tratta di una pianta di origine sudafricana, conosciuta anche con il nome di ‘fiore o giglio del Nilo’.

In effetti, le calle crescono prevalentemente lungo ruscelli e specchi d’acqua e si distinguono per il portamento raffinato ed elegante. Sono molto apprezzate per la bellezza dei loro fiori che una volta recisi possono durare diverse settimane in vaso.

La calla, inoltre, si adatta bene a qualsiasi terreno e condizione climatica.

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Le fioriture della calla sono sempre generose e aggraziate. I fiori, infatti, crescono sulla sommità di lunghi steli e sono formati da un’unica foglia, in genere di colore bianco, avvolta ad imbuto. Questo particolarissimo fiore è detto anche ‘spata‘ e racchiude al suo interno lo spadice di colore giallo vivo il cui aspetto ricorda molto quello di una spiga.

calla

La calla zantedeschia è una pianta origine acquatica che si coltiva agevolmente anche in laghetti e specchi d’acqua fino a 20-30 cm di profondità.

Il primo a scoprirla fu il botanico tedesco Kurt Spregel che decise di dedicare il genere Zantedeschia al collega italiano Giovanni Zantedeschi, suo carissimo amico. La Zantedeschia aethiopica è anche la varietà più semplice da coltivare e può crescere oltre il metro di altezza. E’ una pianta decisamente rustica, adattabile e forte che tende a formare cespugli fioriti molto compatti. Le sue grandi foglie lucide e i fiori candidi costituiscono un perfetto ornamento per giardini, bordure e aiuole.

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Le calle ‘colorate’, invece, si presentano con una vegetazione più fitta e in genere sono di dimensioni più contenute. I colori variano dal rosa, giallo, arancione, porpora, lavanda fino ad arrivare alle screziature o al bicolore. Il periodo di fioritura delle calle, a prescindere dalle varietà, va da maggio-giugno fino a settembre.

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Le calle colorate possono essere abbinate ad altre piante annuali per formare bordure e magnifici cespugli fioriti.

1. Come coltivare la calla in giardino

Per coltivare la calla in giardino e in vaso dovrete comprare dei bulbi che generalmente sono venduti da settembre a dicembre. Già in autunno, infatti, la Zantedeschia può essere piantata in piena terra mentre per le altre varietà si può procedere fino a maggio. I bulbi devono essere interrati in posizione di mezzombra, ma si adattano anche ad esposizioni più soleggiate a condizione che la terra sia sempre umida e fresca.

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Prima di procedere alla messa a dimora dei bulbi, assicuratevi di aver vangato per bene il terreno ed eliminate sassi, radici ed erbacce. E’ consigliabile arricchire il substrato con del compost o letame in modo da assicurare alla pianta il nutrimento necessario durante lo sviluppo. Scavate piccole buchette a 15-20 cm di profondità e distanziate i bulbi di almeno 30 cm fra loro.

Mantenete il terreno sempre umido e leggermente compresso e, se necessario, ricopritelo con uno strato di foglie secche o paglia per proteggere i bulbi dalle ultime gelate. In questo modo dovreste vedere spuntare le prime foglioline dalla primavera, ma non è raro che i bulbi inizino a germinare già in inverno.

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Nel linguaggio dei fiori la calla è associata alla bellezza femminile e alla purezza.Non è un caso che sia il fiore preferito dalle spose

Durante lo sviluppo, le annaffiature devono essere regolari e abbondanti. Ricordate che la calla è una pianta paludosa, dunque necessita di un notevole apporto idrico. Quando le foglie iniziano a ingiallire, sospendete la somministrazione di acqua. Aggiungete fertilizzante naturale per sostenere la fioritura ed eliminate sempre i fiori appassiti per evitare la formazione di semi.

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Generalmente, le calle sono piante tenaci e forti che non temono l’attacco di parassiti, afidi o muffe. Attenzione, però, alle escursioni termiche poiché non sopportano temperature troppo rigide o sbalzi repentini. Nelle zone climatiche più miti la calla non deve essere dissotterrata ma può rimanere in giardino anche durante l’inverno. Attenzione, però, alle specie più deboli che invece richiedono l’espianto. Ricordate, infine, che le calle si riproducono per divisione dei rizomi e raramente per semina. La riproduzione per divisione dei rizomi deve essere effettuata dopo circa 2 mesi dopo la fioritura.

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Le calle amano i terreni umidi, drenati e ricchi di sostanze organiche. Temono il gelo e il freddo e preferiscono crescere a mezzombra.

La curiosità: forse non tutti sanno che la calla è una pianta molto tossica sia per gli esseri umani che per gli animali.

2. Come coltivare la calla in vaso

La calla può essere coltivata facilmente anche in vaso, sia come pianta da interno che da esterno. In quest’ultimo caso troverà la collocazione ideale in zone del balcone non esposte direttamente alla luce del sole. Se esposte ai raggi del sole per troppe ore, noterete fin da subito un ingiallimento del fogliame. Per ottenere belle fioriture anche in vaso, occorrerà adottare alcune accortezze.

Per prima cosa, è opportuno sapere che la calla coltivata in vaso deve essere rinvasata ogni 2 anni. Occorre seguire lo sviluppo naturale della pianta con contenitori via via più grandi e rinnovare il terreno.

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Il bel fiore candido a raccolto ad imbuto della calla

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Il clima ideale della calla è quello temperato. Si tratta di una pianta, infatti, che non ama particolarmente né il caldo né il freddo e predilige condizioni climatiche fresche con temperature intorno ai 20°.

Escursioni termiche repentine o gelate possono essere letali, quindi abbiate cura di riparare i vasi in caso di intemperie o sbalzi termici. Il fenomeno dell’afflosciamento vegetativo durante la fioritura è spesso dovuto ad innaffiature troppo abbondanti o al vento. Evitate il ristagno idrico nei sottovasi e controllate sempre la pagina interna delle foglie per verificare la presenza di afidi.

Il terriccio ideale è soffice e misto a torba. Il fondo del vaso deve essere preparato con argilla espansa per evitare che ristagni e conseguenti marciume radicolari. Le annaffiare devono essere regolari ed abbondanti ma non eccessive. La zantedeschia può rimanere in vaso anche durante l’inverno a patto che si proceda con un’adeguata pacciamatura. Dopo qualche anno, se i bulbi si sono molto sviluppati, possono essere divisi in più parti con uno o due germogli per la riproduzione.

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