Nelle estati torride, specie nei centri urbani maggiormente soggetti all’afa per la posizione geografica in cui si trovano, il condizionatore diventa per molti quasi irrinunciabile. Un fedele alleato nella guerra al caldo.
Molti però non sanno che usare male il condizionatore provoca danni alla propria salute ed all’ambiente generado una serie di consumi elettrici eccessivi che ovviamente, si riversano sulle bollette e quindi pesantemente sul nostro bilancio familiare (o individuale).
SUGGERIMENTO: Etichetta energetica dei condizionatori: come si legge
Eccovi allora una serie di consigli utili e mai scontati.
- Usate i condizionatori d’aria solo nelle ore più calde del giorno e solo nei casi di necessità reale.
- Non tenetelo acceso per abitudine o fino a tarda sera se non fa caldo.
-L’installazione deve essere fatta in modo che l’aria possa circolare senza problemi. No a condizionatori d’aria dietro colonne, mobili o troppo attaccati ai muri.
- Posizionate il condizionatore in una posizione in cui ci sia ombra la maggior parte del giorno. Condizionatori d’aria posti al sole consumano il 5% in più di energia per raffreddare che quelli posti all’ombra.
- Chiudete porte e finestre per evitare che l’aria fredda esca dalla casa o entri aria calda.
- Evitate che entri calore attraverso le finestre. Potete farlo con tende parasole o abbassando le tapparelle. Un buon metodo per impedire al calore è applicare ai vetri pellicole solari. Sono speciali pellicole in poliestere che bloccano il calore e i raggi UV lasciando passare la luce. Sono in grado di bloccare fino all’80% dell’energia solare.
- Assicuratevi che l’acqua prodotta dalla condensa sia evacuata senza problemi.
- Un buon metodo per alleviare il calore senza raffreddare troppo l’ambiente è usare la funzione di deumidificatore (non tutti i condizionatori aria hanno però questa funzione). L’umidità ottimale è tra il 40% e il 60%.
- Pulire regolarmente i filtri permette di tenere i condizionatori d’aria a una temperatura meno bassa per raffreddare di più e fa consumare meno.
- Evitate di usare elettrodomestici che producono calore (lavastoviglie, lavatrice…) nelle ore calde del giorno.
- Utilizzare macchine di potenza non superiore alle esigenze, con classe di efficienza elevata e dotate di inverter.
- Evitare di climatizzare gli ambienti quando non presenti.
- Non esagerate con la differenza tra la temperatura esterna e quella interna. la temperatura ideale all’interno è 5 o 6 gradi più bassa di quella esterna. Una temperatura più bassa fa anche male alla salute. La temperatura nell’ambiente domestico dovrebbe essere intorno a 25-27°C; valori inferiori quando fuori fa caldo causano un aumento eccessivo dei consumi energetici ed espongono a bruschi sbalzi termici. Anche perché impostare la temperatura sempre a 18 gradi è dannoso per la salute (oltre che per il portafoglio!).
SUGGERIMENTO: scopri tutte le guide di TuttoGreen alla casa ecologica ed al risparmio energetico
Riallacciandoci a quest’ultimo punto, occorre dire che a causare guai, comunque, non sono solo le temperature troppo basse. Altri rischi per la salute derivano dai filtri che, se sporchi o non efficienti, possono veicolare agenti dannosi: allergeni, come pollini o polveri, ma anche batteri e virus, come quelli del raffreddore.
Un esempio tipico è quello della Legionella pneumophila, un batterio che deve il nome proprio a un’epidemia acuta che nel 1976 colpì, in un albergo di Filadelfia, un gruppo di veterani proprio perché nell’albergo non erano stati puliti i filtri dell’aria condizionata.
L’infezione da legionella può dare una forma più lieve, con malessere generale e cefalee seguiti da febbre che si risolve in pochi giorni, oppure una malattia più grave accompagnata anche da tosse e talora sintomi gastrointestinali, neurologici e cardiaci. In Italia si registrano, mediamente, qualche centinaio di casi ogni anno.
Nella maggior parte dei casi i filtri si sfilano facilmente e si possono lavare con acqua e sapone di marsiglia, lasciandoli poi asciugare all’aria e al sole. Esistono anche filtri che si rigenerano al sole, come quelli alla zeolite e filtri a carbone attivo che vanno semplicemente spazzolati.
Informazioni dettagliate possono comunque essere reperite, per ciascun apparecchio, nel manuale di istruzione o dal rivenditore.
Veniamo infine al non meno trascurabile aspetto economico, facendo un confronto tra i costi derivanti dall’utilizzo di un ventilatore a soffitto e quelli di un condizionatore.
- Partiamo con i Watt che il loro utilizzo giornaliero richiede: il condizionatore ben 1500, mentre il ventilatore solo 60. Per quanto concerne un utilizzo giornaliero medio di 5 ore, il condizionatore richiede 7,5 kWh, mentre il ventilatore a soffitto 0,3.
- Infine, facendo un calcolo dell’impatto sui consumi che entrambi hanno nell’intera estate – diciamo tempo 2 mesi a fronte di un costo dell’energia elettrica pari a 0,2 Euro/kWh – si calcola che il condizionatore ci costa 85 euro, mentre il ventilatore a soffitto solo 4 euro.
SUGGERIMENTO: Quanto costa tenere il condizionatore acceso?
Insomma, un condizionatore ci consente di avere un refrigerio più forte e immediato, e in fondo, fa anche più chic rispetto al classico e ormai superato ventilatore a soffitto. Ma a fronte dell’impatto che il primo ha sui consumi e sulla salute se utilizzato male rispetto al secondo, un ritorno al buon vecchio ventilatore a soffitto potrebbe giovarci e rinfrancarci lo stesso.
Leggi anche:











