Melatonina: a cosa serve e quali effetti collaterali

by La Ica on 11 agosto 2016

La melatonina è un ormone naturalmente prodotto dal nostro organismo per indurre il sonno. Quando i nostri ritmi circadiani subiscono un cambiamento, se ne può assumere una quantità regolata, che ha però delle controindicazioni.

Che cos’è la melatonina? Cominciamo col dire che per dormire bene sono necessarie almeno 7-8 ore di sonno a notte. Stress, jetlag e turni di lavoro variabili, possono causare uno sfasamento nei ritmi circadiani. Per regolarizzarli nuovamente, è possibile utilizzare una sostanza chimica naturale prodotta dalla ghiandola pineale. La melatonina agisce sull’ipofisi, ovvero l’area del cervello adibita al sonno.

Per farne uso, è necessaria una prescrizione medica, perché è un vero e proprio farmaco, che dev’essere assunto sotto controllo e secondo dosi consigliate.

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A cosa serve la melatonina

Questa sostanza può aiutare chiunque soffra d’insonnia, ma dal momento che agisce come stimolante, risulta efficace anche per chi è solito svegliarsi spesso durante la notte. Normalmente infatti, è proprio durante la notte che il corpo genera maggior melatonina, perché il buio ne facilita la produzione.

È inoltre particolarmente bassa negli anziani, quando il processo di calcificazione della ghiandola pineale si completa, provocandone un minor secernimento. Il vostro fagottino non dorme? Perché la melatonina è scarsa anche fino al 4° mese; la sua concentrazione aumenta fino al suo massimo intorno al terzo anno d’età.

melatonina

Se il vostro piccolo non dorme, è colpa della melatonina. Questa sostanza rimane scarsa fino al 4° mese, per raggiungere il suo picco solo con il raggiungimento dei tre anni

La melatonina riesce, in particolare, a risolvere la mancanza di sonno dovuta ai cambi stagionali e ha effetti d’elevata efficacia, anche sul riposo dei bambini autistici, con ritardo mentale e delle persone non vedenti. Viene consigliata anche per diminuire gli effetti dovuti all’astinenza da fumo, e sembra inoltre agire positivamente su fibromialgia, depressione ed emicrania.

Alcuni pazienti affetti da Morbo di Alzheimer, epilessia e sindrome dell’intestino irritabile, la usano, per ridurne i fastidi derivanti. Nota anche come anticoncezionale, la melatonina viene altresì utilizzata per combattere diversi tipi di tumore, e per alleviare le conseguenze della menopausa e della chemioterapia.

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La disincronosi circadiana o jetlag può essere risolta efficacemente assumendo compresse o gocce di melatonina. Così come per la cefalea a grappolo, l’insonnia primaria e i cambiamenti del sonno dovuti allo stress

Metodologia d’uso della melatonina

La melatonina non deve mai essere assunta poco prima di andare a dormire, ovvero entro 2-3 ore. Il rischio è che si incorra nel cosiddetto effetto placebo, in quanto non si è dato al corpo il tempo necessario ad assimilare la sostanza.

È presente in commercio sia sotto forma di compresse che gocce sublinguali, per essere assorbita più rapidamente. La melatonina non va assunta tutti i giorni, per evitare manifestazioni tossiche e sedative, a meno che se il suo utilizzo avvenga per pochi mesi consecutivi.

Effetti collaterali della melatonina

La melatonina può comportare alcuni effetti collaterali, se assunta ad esempio, assieme a determinate tipologie di farmaci. La depressione è uno di questi, ma anche la tachicardia e la sonnolenza del giorno dopo.

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La melatonina viene usata efficacemente anche per ridurre l’astinenza dei fumatori e per combattere alcuni tipi di tumori. Inferiori evidenze parlano anche di capacità nel trattare epilessia e sintomi della menopausa

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Altre sensibilizzazioni meno frequenti riguardano disturbi del movimento, ansia e ipertensione, ma anche un aumento del desiderio sessuale. Raramente, si può sviluppare sete e crampi notturni. Effetti indesiderati meno conosciuti hanno a che fare anche con variazioni nell’umore, e la comparsa di fenomeni a livello cutaneo e del sangue, come pelle e occhi gialli.

Talvolta possono verificarsi reazioni allergiche o pseudo tali, dovute agli eccipienti presenti nelle compresse. Il più utilizzato è il lattosio, che nei soggetti intolleranti può provocare diarrea e forti gastriti.

Le controindicazioni invece, riguardano principalmente soggetti già affetti da malattie croniche importanti. Patologie di natura epatica, renale o autoimmune, causano infatti un errato assorbimento o un potenziamento degli effetti della melatonina.

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Meglio non utilizzare la melatonina in gravidanza, poiché agisce sull’ovulazione. È sconsigliata anche durante l’allattamento, dato che le evidenze a suo carico sono contradditorie

Siccome la melatonina può interferire nell’ovulazione, se ne sconsiglia l’uso in gravidanza. Le indicazioni d’uso durante l’allattamento sono contrastanti, per non correre rischi, evitate di assumerla anche in quel periodo. Discorso simile per i bambini, poiché agendo sugli altri ormoni, può interferire sullo sviluppo adolescenziale: meglio che a prescriverla sia un pediatra.

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