Sicurezza in bici con il casco usa-e-getta super resistente ma di carta riciclata

di Alessia del 10 agosto 2013

Il fenomeno del bike sharing, almeno negli USA, si è attestato a pieno titolo tra i nuovi culti del vivere sostenibile e pian piano sta contagiando il resto dell’Europa.

I programmi per rendere le città a misura di ciclista aumentano di giorno in giorno e come ogni nuova avventura, quando le persone iniziano a testare i reali vantaggi, automaticamente adattano le loro abitudini a nuovi modi di scandire la quotidianità.

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Se volessimo essere un po’ puntigliosi, uno dei nei che potremmo rintracciare nel bike sharing è la difficoltà di spostarsi tutto il giorno con un caschetto nella borsa.

Mentre a Boston alcuni imprenditori hanno puntato sui distributori automatici di caschi, a Londra si sta realizzando un prototipo di casco usa-e-getta fatto di polpa di carta riciclata.

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La carta viene ottenuta dagli scarti dei giornali presenti sulla rete dei trasporti londinesi: i giornali vengono miscelati con acqua e si ottiene una pasta. Grazie all’aggiunta di un additivo organico, il casco risulta resistente all’acqua per un massimo di 6 ore di pioggia.

caschetto biodegradabile

Un momento della lavorazione del casco di carta

Una volta terminata la corsa, il casco viene gettato, essendo biodegradabile, ed il materiale è pronto per essere riciclato, magari per un altro casco. Per questo motivo per la sua realizzazione non vengono utilizzate colle o sostanze artificiali.

L’idea è quella di proporre un pacchetto completo: noleggio della bici più casco, incentivando anche le persone a prendersi cura della propria incolumità fisica.

Anche un casco di carta riesce a salvare la vita da un incidente in bici, secondo quanto dichiarato dal team di studenti del Royal College of Art di Londra, che ha progettato il caschetto biodegradabile. perché comunque mantiene una certa resistenza agli urti.

Attualmente lo spessore del casco è di circa 2 millimetri, ma i ragazzi sono già all’opera per portarlo a 9 millimetri,  lo stesso spessore degli imballaggi, per superare positivamente i crash test.

A noi sembra un’ottima strategia per coniugare sicurezza e sostenibilità, voi cosa ne pensate?

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