Bosco verticale: nel futuro orizzonte di Milano i primi grattacieli green in Italia

di Silvia Lac del 26 agosto 2011

Milano e i grattacieli, un parallelo che al primo impatto non sorprende sentire, perchè tipico di una città cosmopolita. Ma se questi fossero ricoperti di un verde così lussureggiante da far parlare di sé in tutta Europa?

Di giardini verticali avevamo già trattato, ma quello cui ci troveremo di fronte tra qualche anno sarà la riproduzione di un vero e proprio bosco, unico per le dimensioni e la ricchezza della biodiversità presentata.

Vedi anche lo SPECIALE: i giardini verticali più belli del mondo

Il grandioso progetto di riforestazione urbana ideato dallo Studio di Architettura Boeri prevede la costruzione di due Torri residenziali all’interno del quartiere Isola di Milano.
La zona è inserita in una più ampia operazione di  riqualificazione urbana ecosostenibile denominata Porta Nuova, che per l’Expo del 2015 promette di stupire tutti con le innovative soluzioni green adottate su un’area di oltre 300 mila metri quadrati.

Tra Via De Castillia e Via Confalonieri a simbolo di una Milano più attenta  e sensibile all’ambiente sorgeranno la Torre D di 17 piani, alta 78 metri, e la Torre E di 24 piani e 111,15 metri di altezza, le cui facciate ospiteranno ben: 120 arbusti di grandi dimensioni, 544 di taglia media e oltre 4mila piccoli arbusti.

La scelta della flora da mettere a dimora, 2100 piante totali, è opera di un team di esperti del settore, come Laura Gatti, paesaggista agronoma, e Emanuela Borio.
La selezione della specie ha privilegiato l’utilizzo di un mix di sempreverdi e foglianti, ramicanti ed essenze aromatiche, tra cui lecci, roverelle, ornielli, corbezzoli e gelsomini.
Considerate idonee sia dal punto di vista ambientale, per l’ottimale capacità di adattamento alle condizioni atmosferiche presenti alle diverse quote, che della salvaguardare delle migliori condizioni di salute per i residenti, non appartenendo a quelle specie note come causa delle più diffuse allergie.

La disposizione in facciata non è casuale, i 550 alberi della prima torre e i 350 della seconda sono organizzati in modo da conferire al complesso verde una sua forte identità distintiva nel panorama, dal piacevole impatto estetico.

La complessità del progetto si comprende bene pensandolo sviluppato in orizzontale: una superficie verde di circa 10.000 mq. Diversi i parametri di cui si è tenuto conto in fase di progettazione per condurre a buon fine il piano di forestazione verticale e sorpassare con successo la fase più critica del radicamento, circoscritta ai primi due anni in cui le piante consolideranno le radici e quindi l’ancoraggio alla struttura.
Oltre alle consuete analisi di micrometeorologia, si è studiata con attenzione la messa in sicurezza dell’intero impianto: dal calcolo del dimensionamento delle vasche-vaso destinate ad accogliere ben 5 metri cubi di terra, alla progettazione e rinforzo della rete elettrosaldata del fondo, su cui faranno presa le radici degli arbusti, alle prove di aerodinamica ambientale effettuate nella galleria del vento del Politecnico di Milano, per testare la resistenza degli alberi, la cui crescita stimata è tra i 6 e i 9 metri di altezza, alle correnti d’aria presenti alle diverse quote.
Nulla si è lasciato al caso, con soluzioni che permetteranno di affrontare efficacemente anche i casi più particolari, come le rotture accidentali, il ribaltamento degli alberi, le raffiche di vento, e garantire l’incolumità degli addetti alla manutenzione.

Innovative e all’avanguardia le metodologie adottate per assicurare il necessario monitoraggio e il felice sviluppo nel tempo della ecostruttura.
Una serie di sensori permetterà di tenerne sotto costante controllo ogni cambiamento, con speciale attenzione alle esigenze di approvvigionamento idrico, allo stato conservativo delle vasche e alla condizione delle radici.
Il sistema di innaffiamento centralizzato sfrutterà l’acqua di falda, già utilizzata dalle pompe di riscaldamento, permettendo di intervenire nei periodi particolarmente secchi, segnalati dagli indicatori di umidità posti all’interno delle aiuole.

Il Bosco Verticale apporta in scala maggiore i benefici del giardino verticale, di cui costituisce un’importante evoluzione.
Permette di creare un microclima a misura d’uomo, più fresco d’estate, sino a 2 – 2.5 i gradi in meno stimati, perché le piante per fotosintesi producono nuovo ossigeno, assorbono la CO2 e riducono la presenza delle polveri sottili, causate dall’inquinamento urbano.
La disposizione sulle pareti consente di proteggere le strutture dalla calura estiva, lasciando passare luce nei mesi invernali, fungendo allo stesso tempo da barriera antirumore, condizioni che fanno di queste residenze la perfetta sintesi di comfort e di risparmio energetico.
Da segnalare la presenza di fonti di energia rinnovabile, come i 500 mq di panelli solari e i sistemi di geotermica.

Il progetto avrà anche un importante ruolo di ricerca a cielo aperto, perché tramite i sensori dell’impianto di conservazione del verde verticale sarà possibile raccogliere dati, studiarli e tracciarne le diverse funzionalità ecologiche, soprattutto in collegamento ad un atteso ripopolamento faunistico. Le torri si presentano anche come perfetti siti per la nidificazione degli uccelli, proponendosi come importante avamposto di avvistamento e osservazione.

Alla base di questa opera architettonica è una forte volontà ambientale che oltre a ribaltare i tradizionali pesi tra costruito e natura, è quest’ultima ad essere protagonista, si fa promotrice di una nuova coscienza/conoscenza ecologica cittadina con uno sportello aperto al pubblico e un servizio informazioni riservato alle scuole.

Il Bosco Verticale di Milano rientra nelle 6 idee di una nuova BioMilano sviluppate da Boeri, per una metropoli che si prepara a diventare icona di biodiversità, di un riequilibrato rapporto tra natura, uomo e produttività.
Tra i progetti da segnalare l’Orto Botanico Planetario previsto per l’Expo 2015 (se si farà…), con la riqualificazione di grandi aree abbandonate nel nord-ovest della città, il Metrobosco, la grande fascia di forestazione immaginata a cintura della città come simbolo delle più moderne politiche ambientali europee, la Casa Bosco, modello sostenibile di edilizia sociale, e la decontaminazione biologica e vegetale di suoli urbani inquinati, ovvero la bonifica e la riconversione di terreni industriali e di infrastrutture superate a favore di nuovi insediamenti e aree di verde pubblico.

L’impresa dello Studio Boeri è parte del più ampio discorso di riqualificazione urbana ecosostenibile promosso dal progetto Porta Nuova, candidato a divenire un modello di eccellenza green, in Italia come in Europa, per l’impegno dimostrato nella realizzazione di edifici certificati con il sistema nordamericano Leed, Leadership in energy and environmental design e la promozione di progetti di vivere urbano sostenibili a 360° oltre che dal punto di vista ambientale, anche civico, delle infrastrutture e  della sicurezza.

Con il Bosco Verticale, Milano offre finalmente anche un nuovo profilo green, a cui anche la Madonnina del Duomo guarda con un respiro di sollievo.

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Nicola Noè marzo 23, 2012 alle 11:45 pm

Quante parole. Boeri ti ricordi cosa c’era prima? E cosa ci sarebbe potuto essere? Quindi non suoniamo le grancasse, è solo un’altra inutile cicatrice per la nostra città. Mitigazione di un intervento altrove deciso? Un’attenuante, ma vi prego abbassiamo i toni, c’è poco da vantarsi … poi se vogliamo parlare seriamente dell’impatto ambientale affrontiamo il tema dei bilanci energetici del terreno che c’era e dei 35 piani attuali … lasciamo stare l’ambiente, è un bene che richiede modelli di sviluppo radicalmente diversi.

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Alessandro Romani marzo 11, 2012 alle 10:33 pm

Ma i soldi necessari per realizzare quest’opera (di appartamenti sicuramente costosissimi…..) non era meglio impiegarli per rivalutare aree verdi attualmente in degrado, favorendone così l’utilizzo ai milanesi che pagano le tasse anche per queste cose?

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