Bevande

Caffè in cialde o macinato: quale conviene?

Quanto costa e come usarlo

Pagare un caffè oltre 44 euro al chilo ci sembra normale, grazie al marketing… Scopriamo che differenze ci sono tra caffè in cialde o macinato e quale davvero conviene.

Caffè in cialde o macinato: quale conviene?

Quanto costa il caffé

Parliamo del costo del caffé, perché è una delle bevande essenziali nella nostra alimentazione (quasi tutti lo prendiamo almeno una volta al giorno) e contiene un principio attivo a tutti gli effetti, che è la caffeina, che ha un effetto corroborante sul nostro organismo. Si tratta dunque di un alimento che ci fa stare bene e a cui risulta difficile rinunciare.

Come tutti sanno, la qualità si paga e non tutti sono uguali: ce ne sono alcuni più cari di altri, e questo dipende essenzialmente dalle miscele che si utilizzano per prepararlo, dalla ricerca, dalla cottura dei chicchi in torrefazione, da molti aspetti, e non ultimo anche dalla pubblicità che un’azienda si fa.

E questo è ciò che definisce il prezzo della miscela macinata, quella che troviamo al supermercato o nel negozio sotto casa: il processo decisionale per l’acquisto di questa miscela si basa sulla selezione della marca che preferiamo e il costo medio va dai 5 euro agli 10 euro per 1/2 kg, con un valore massimo di 25-35 euro al kg per quelli di alta qualità, che è una spesa affrontabile.

Caffè in cialde o macinato

Quanto costa un caffé con la moka

Abbiano visto come il costo di una miscela macinata possa variare da 5 a 35 euro al kg a seconda del marchio e della qualità.

Con una macchina moka si consuma in media 7,5 gr di miscela per ogni caffé (considerando il rapporto più corretto di a 1 gr ogni 10 ml di acqua) e questo significa che, grosso modo, una tazzina di questa bevanda fatta in casa in maniera tradizionale non verrà a costare più di 15 centesimi, ed al massimo sarà 26 centesimi se artigianale e di altissima qualità.

Il caffè in cialde

Negli ultimi anni sono uscite arrivate sul mercato le capsule, che sono state inventate per evitarci di fare un’operazione fastidiosa: fare il caffé con la moka. Un’operazione che non tutti amano perché ci si sporca, ci vuole tempo, la macchina va poi aperta e lavata… mentre con le capsule è tutto facile.

Così: basta inserire la cialda nella macchina, premere un bottone e… puf: il caffè è pronto, senza fare fatica e senza pensarci troppo!

Cosa contengono le cialde del caffè

Le capsule del caffè sono mono-porzioni preconfezionate di caffè già macinato che possono esser utilizzate per la preparazione di caffè espresso solo se si utilizza una macchina da caffè appositamente progettata.

Contengono sempre del caffè macinato, la cui qualità e origine possono variare in base al produttore, ma la grammatura e la macinatura sono in genre ottimizzate per l’estrazione con la macchina da caffè a cialde.

La capsula è un piccolo contenitore di plastica o alluminio, progettato per essere sigillata ermeticamente e mantenere così la freschezza del caffè e proteggerlo da luce, aria e umidità.

Inoltre, è presente spesso:

  • Filtro. Di carta o un altro materiale, serve per distribuire uniformemente l’acqua calda attraverso il caffè durante il processo di estrazione.
  • Gas inerte. Alcune cialde contengono anche un gas inerte (come l’azoto) per spostare l’ossigeno e mantenere il caffè fresco per un periodo di tempo più lungo.
  • Aromi. Alcune capsule possono anche prevedere degli aromi, oltre alla miscela, o del latte in polvere o altri additivi, per creare specialità al caffè come cappuccino o latte macchiato.

Quanto costa il caffé in cialde

Si compra una macchina speciale, che può arrivare a costare dai 90 fino a 250 euro, ma chi ha creato questo metodo te la vende – e qui sta l’efficace strategia di marketing – per soli 50 euro, purché il consumatore compri poi le apposite capsule, solo quelle. Altrimenti potrebbe rompersi la macchina o venir male il caffé (questo è quello che sottende l’azienda produttrice quando raccomanda di utilizzare le sue costosissime capsule).

E infatti non pensiamo, perché l’effetto del marketing alimentare, quello che ci propone la qualità a basso costo, quello che ci offre il caffè da bar senza bar, ha pensato come si possa guadagnare di più. L’azienda, ovviamente guadagna di più, non il consumatore.

Basta un semplice conto per capire quanto ci può costare 1 kg di caffé in capsule. In ogni singola capsula, come per legge deve essere indicato sulla confezione, ci sono 7 gr di caffé. La capsula, fatta di alluminio o plastica, è ovviamente tara e non fa parte del peso del prodotto.

Una scatola da 100 pezzi di capsule originali costa mediamente 44,2 euro. Cioè una singola capsula costa 44 centesimi, all’incirca, ma anche di più se cercate edizioni speciali e limitate. Tuttavia il costo sembra inferiore a quello che spendiamo per un caffé al bar, che è quasi dappertutto 1,1-1,3 euro.

Caffè in cialde o macinato

E siamo contenti di pagare perché pensiamo di risparmiare, senza considerare che in quel prezzo rientrano l’acqua e la luce consumati, il fatto di essere serviti, e non dover prepararlo, e l’esperienza e la capacità del barman e l’uso di miscele di alta qualità (senza contare che i barman con la B maiuscola, che non usano di certo le capsule, conoscono i segreti del caffè e non ti danno prodotti industriali diffusi su larga scala).

Cosa è meglio: cialde o macinato

A livello qualitativo possiamo dare alcune indicazioni utili per rispondere a questo ‘dilemma’. E alla fine fare invece una valutazione basata solo sul costo.

  • Comodità e velocità: le capsule permettono di preparare il caffé in modo rapido, meno di 1 minuto, al semplice tocco di un pulsante. Non richiedono macinazione o dosaggio come invece avviene nella macchina a pressione tradizionale o nella moka.
  • Sapore: la quantità è pre-dosata per cui variabili che possono influenzare il sapore della bevanda, come la macinazione, il dosaggio e la pressatura sono controllate ogni volta. Nella moka e nella macchina espresso sono legate all’azione di chi prepara il caffé ogni volta.
  • Pulizia: non è necessario pulire un macina-caffè come nell’espresso, o il filtro come nella moka. Il fondo di caffé va gettato o riutilizzato. Nella macchina a cialde basta una manutenzione minima, un’azione anticalcare mensile, e le capsule usate possono essere gettate via o riciclate.
  • Variazione. Le capsule sono disponibili in una varietà di miscele, di varie origini, e permette di cambiare facilmente il tipo di caffè in base alle preferenze personali senza dover acquistare diverse confezioni di caffè macinato o in grani per la macchina espresso o la moka.
  • Freschezza. Le cialde sono sigillate individualmente e permettono di mantenere una ottimale freschezza del caffè per lunghi periodi. Invece il caffè macinato o in grani, una volta aperto, è esposto all’aria.

L’eco-sostenibilità delle cialde vs caffé macinato

Una prima considerazione ambientale è legata allo smaltimento delle capsule, fatte di materiale usa-e-getta come alluminio e plastica, che deve essere riciclato. Diversi produttori hanno iniziato a produrle compostabili o riciclabili e hanno istituito programmi di riciclo per ridurne l’impatto, per cui è possibile anche il riciclo cialde Nespresso in casa o in negozio.

.Quando si acquistano cialde di caffè, è inoltre importante controllare la compatibilità con la macchina da caffè, poiché le dimensioni e il meccanismo possono variare nei diversi sistemi e marchi.

Quanto conviene il caffé in cialde e quello macinato

Questi 44 centesimi per 7 gr diventano 44 euro per 700 gr, che diventano circa 60 euro al kg, che non è affatto male.

Prezzi che si raggiungono solo con le specie di pesce più pregiate e rare, come l’astice europeo (che è molto raro) e che ha ben più valore di un caffè prodotto da una multinazionale…

E qui sono opportune alcune interessanti riflessioni: ci rendiamo conto che per non sporcare una moka siamo disposti a spendere 40 euro al chilo in più di quanto avremmo pagato il caffè normalmente?

Sarebbe come accettare di pagare il pane 5 euro al chilo purché qualcuno ce lo affetti, o una bistecca 50 euro al chilo purché qualcuno ce la cuocia, o una mela 10 euro al chilo purché qualcuno ce la sbucci. Dove stiamo andando?

Il consiglio che personalmente do, perché mi occupo un po’ di marketing alimentare tra le altre cose, è sempre uno: se non capisci dove sta la fregatura, quello fregato sei te.

Nessuno regala niente, tantomeno ti fa uno sconto dell’80% su un elettrodomestico. O è rotto, o hanno trovato il modo di guadagnare da qualche altra parte, e con il caffè non è nemmeno difficile capire dove, di preciso: faremmo meglio a fare due conti, prima di spendere e spandere.

Altre informazioni

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Valerio Guiggi

Classe 1988. Laureato in Veterinaria e abilitato alla professione, si è sempre interessato alla branca della veterinaria che si occupa di Sicurezza Alimentare e Ispezione degli Alimenti, discipline per le quali a fine 2016 diventa specialista. Nella vita si occupa di consulenza sanitaria e normativa ad aziende che producono alimenti. Da sempre appassionato di scrittura, diventa articolista parlando di tematiche tecnologiche nel 2011 per unire la sua passione alla sua professione dopo la laurea. Scrive su Tuttogreen da giugno 2015, occupandosi di tematiche inerenti la sicurezza e la qualità alimentare.

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