Datura pianta: scopriamo la Tromba del Diavolo, una pianta altamente velenosa

di Eryeffe del 9 novembre 2017

Si chiama datura, ma molti la conoscono anche col nome di trombe degli angeli ed è una pianta ornamentale del genere Solanacee. Alcune specie di questa pianta sono conosciute per le portentose virtù medicinali, ma tutte si caratterizzano per fioritura annuale e notturna. Alcune specie (Datura stramoniumDatura metelDatura inoxia) sono velenose, in quanto ricche di alcaloidi allucinogeni. Vengono infatti utilizzate per riti sciamanici e religiosi e, nonostante la loro alta pericolosità, anche per scopi medicinali.

Partiamo dalle diverse tipologie di Datura, soffermandoci in particolare sulla Datura Metel.

Classificazioni della datura

Nel genere rientrano piante arbustive e più raramente arboree, sia perenni che annuali. Hanno una fioritura molto ricca con corolle tubolari e pendule di colore bianco, crema o violetto, da cui è nato l’appellativo ‘trombe degli angeli’.

Sbocciano di notte e hanno un profumo persistente. Tendono a preferire i climi temperati e possono raggiungere un’altezza che va dagli 1 ai 3 metri.

Datura stramonium

È un’erbacea annuale proveniente dall’Asia. In Europa è conosciuta come infestante, con fusti intorno ai 2 m. I fiori, grandi e a forma di trombetta, sono di colore bianco, mentre il frutto, ricoperto di spine, le è valso il nome di ‘mela delle spine‘ o ‘noce velenosa‘. I semi sono infatti ricchi di atropina. Altrettanto elevato è il contenuto di iosciamina e scopolamina.

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Il frutto della varietà stramonium presenta degli aculei

Datura arborea

Originaria dell’America Latina, è una pianta perenne dal fusto parzialmente legnoso. I suoi fiori, grandi e color crema sono penduli, tubolosi, a volte doppi. Si accompagnano a foglie altrettanto grandi, verdi e persistenti nei climi caldi. È la più utilizzata tra le specie ornamentali, forse perché non sopporta il gelo e fiorisce in agosto.

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Datura ceratocaula

Si caratterizza per fiori variegati da sfumature rosso-violaceo. Picchiettato è anche lo stelo, mentre le foglie appaiono bianche sulla pagina inferiore. Anch’essa originaria dell’America del Sud, è molto simile alla specie Varsicolor, che presenta fiori di due colori, tendenzialmente sulle nuance del rosa e del giallo.

Le corolle della specie Varsicolor sono di due colori

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Datura metel

È nota con il nomignolo di “Tromba del Diavolo”, non solo per la forma dei fiori, ma anche per l’elevata tossicità dei suoi alcaloidi allucinogeni. Proveniente dalla Cina, è un’erbacea perenne dalle radici carnose, fusto alto 2 m e foglie color grigio-verde. I fiori semplici, con corolla a 10 lobi, sono bianchi e a volte sfumati di viola. Quelli doppi sono viola o porpora scuro e parte interna di colore bianco.

Nota anche come “noce metella”, si tratta di una pianta altamente tossica. Il triste caso della famiglia torinese, finita di recente in coma per aver ingerito foglie di questa pianta, è solo l’ultimo dei casi di cronaca.

Ne sono bastate poche foglie, usate come condimento a cena, e una coppia di anziani, il loro nipotino di undici anni e la madre quarantaseienne, sono finiti in ospedale in gravissime condizioni.

In un primo momento si era pensato che la pianta responsabile dell’avvelenamento fosse la belladonna, ma i botanici torinesi che si sono occupati delle analisi hanno successivamente stabilito che si trattava appunto di ‘datura metel.

Come riconoscere la Datura Metel?

Ma che aspetto ha la Datura Metel?  Dotata di un aspetto quanto mai ingannevole, ha un bellissimo fiore prevalentemente bianco, giallo o violaceo, ed un fitto fogliame verde intenso che segue uno sviluppo cespuglioso e consente alla pianta di raggiungere, in alcuni casi, i due metri d’altezza.

Datura Metel

Nota anche come Tromba del Diavolo, è da evitare assolutamente se per caso dovesse crescere nel vostro orto urbano

Ma già dall’odore, sgradevole e intenso, la noce metella svela la sua vera natura di pianta micidiale per l’uomo. Basti pensare che gli Indiani d’America utilizzavano la Datura per avvelenare le prede durante le battute di caccia mentre i monaci Hindu ne sfruttavano i poteri allucinogeni per dar vita a rituali sinistri. È infatti sufficiente respirare a lungo l’odore dolciastro del fiore per subirne i primi effetti.

Nel caso della sventurata famiglia torinese la noce metella era comparsa spontaneamente sul balcone, tra le altre piantine coltivate nei vasi. La nonna, ignara del pericolo, aveva servito la Datura a cena come condimento ma già dopo poche ore i sintomi dell’avvelenamento hanno subito fatto scattare l’allarme. Il risultato è stato che tutta la famiglia ricoverata in gravi condizioni…

Fate dunque attenzione a quello che trovate nel vaso del vostro balcone e non prendete alla leggera piante che non conoscete!

La coltivazione della datura

La datura preferisce i climi miti ma va disposta in posizione ben soleggiata e riparata dal freddo e dal vento; il terreno dovrà essere leggero, soffice e sabbioso. Perfetta sia in posizione isolata che nelle aiuole, viene di solito coltivata in vaso quando giunge l’inverno.

Le innaffiature dovranno essere regolari, soprattutto durante il periodo vegetativo. La concimazione può essere fatta ogni 15 giorni con diserbanti liquidi. La potatura delle specie perenni va effettuata in autunno, o comunque prima che arrivi il gelo.

La datura si caratterizza per fiori grandi, profumatissimi e ‘a trombetta’

Datura in vaso

La coltivazione in vaso dovrà avvenire prima che il terreno inizi a gelare. Altrettanto importante è proteggere la pianta dai ristagni idrici. Le piante perenni sono le più sensibili, andrebbero infatti tenute in serra fredda o in casa. Andranno ripiantate in piena terra in primavera, dopo un’energica potatura.

Piante da conoscere:

Riproduzione della datura per semina e talea

La datura si moltiplica con la semina primaverile (specie annuali) o estiva (specie perenni). Le specie arboree possono essere riprodotte anche con la talea legnosa, in settembre.

L’albero di trombe degli angeli può essere riprodotto per talea legnosa

Parassiti e malattie

La datura soffre più che altro il marciume radicale. Per le piante in piena terra sarà sufficiente una buona pacciamatura, mentre quelle in vaso andranno protette in appartamento.

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