Elleboro: proprietà, controindicazioni e consigli

di Eryeffe del 22 agosto 2017

Con il termine Elleboro ci riferiamo a un genere comprendente una trentina di specie erbacee perenni. In Italia è nota soprattutto la varietà helleborus niger, nota anche come “rosa di Natale”. Scopriamo meglio quali sono le sue proprietà, le controindicazioni e i consigli per la coltivazione.

Lo splendido fiore dell’elleboro è uno dei pochi a sbocciare durante l’inverno, quando il pallido sole di dicembre, gennaio e febbraio scalda timidamente la terra nelle giornate più serene.

Per questo motivo è conosciuto anche come ‘Rosa di Natale’ perché l’aspetto ricorda molto quello della rosa canina. Parliamo dell’elleboro (Helleborus), genere comprendente circa 30 specie erbacee perenni. Molte di queste sono spontanee, facili da coltivare e gradevoli come piante ornamentali proprio per merito della caratteristica fioritura declinata in diverse variegate colorazioni.

L’elleboro, allo stato selvatico, si incontra facilmente nei terreni umidi, ai margini dei boschi collinari e in zone fresche e ombrose.

Elleboro: un po’ di storia

Fin da tempi antichi, l’elleboro nero era considerato un rimedio straordinario nella cura delle malattie mentali, come vero e proprio rimedio contro la follia. La mitologia greca, infatti, narra che Ercole guarì dalla pazzia grazie all’elleboro e che il pastore Melampo, curò la follia delle figlie di Preto e Argo con il latte della capre che ne avevano mangiato le foglie. Con i passare dei secoli l’elleboro si diffuse come rimedio per la cura delle malattie cardiache, soprattutto senili.

Le proprietà dell’elleboro

Tutte le parti della pianta, radici comprese, sono tossiche e altamente irritanti sia per l’uomo che per gli animali.

Vista la tossicità della pianta, è sempre utile evitare il contatto diretto e maneggiare i fiori con cura, magari servendosi di guanti.

L’ingestione o l’assunzione di foglie o fiori di elleboro possono causare patologie gravi e, in alcuni casi, indurre alla morte. Ad ogni modo, la scienza moderna ha confermato le proprietà narcotiche contenute nell’elleborina, il suo principio attivo.

Lo sapevi? Benché tossiche, le piante di elleboro sono ricche di alcaloidi, che lo rendono una delle piante officinali cardiotoniche e purganti più utilizzate in erboristeria. Chiaramente, non si parla di fai da te, ma di preparati dell’industria medica.

Elleboro: coltivazione

L’elleboro è una pianta piuttosto facile da curare, versatile e capace di adattarsi a diversi climi e suoli, anche nella nostra penisola.

Si tratta di una pianta da mezz’ombra ovvero ombra completa nelle zone più calde del nostro Paese.

Essendo una pianta da sottobosco in natura, non ama molto il sole, se non quello di primo mattino.

L’elleboro predilige un terriccio poco acido e costantemente umido, ma non troppo bagnato. Quindi, via libera ad annaffiature frequenti nei mesi caldi, ma stando molto attenti a non bagnare troppo durante i mesi più rigidi.

L’elleboro non necessita di frequenti interventi di concimazione. Una o massimo due volte l’anno è di norma più che sufficiente. La fioritura avviene tra dicembre e gennaio, per cui è un’ottima pianta per avere fiori bellissimi in pieno inverno.

Come dicevamo in premessa, in Italia è l’helleborus niger la varietà più popolare, ma col tempo si stanno diffondendo alcuni ibridi molto belli e variegati per colore e fattezze. Un motivo in più per cui molti arricchiscono il proprio giardino di questa pianta.

elleboro fiori

Un’altra bella varietà di elleboro

Elleboro controindicazioni

La pianta dell’elleboro, sebbene di gradevole aspetto e di grande efficacia per le già citate virtù cardiotoniche, non è assolutamente da considerarsi un rimedio casalingo per preparare infusi o tisane.

Al contrario: è bene saperla riconoscere e maneggiarla con la dovuta cautela, anche perché spesso i suoi fiori sono utilizzati a scopo decorativo per composizioni e bouquet.

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