Piante e fiori

Scopriamo il pittosporo, una pianta ornamentale profumata amata dalle api

Resistente alla siccità e al caldo sole del sud non ama le gelate

Il Pittosporo è una pianta ornamentale che spesso incontriamo in Italia soprattutto nei paesi a clima mite. La pianta infatti soffre molto le gelate ma vive bene al caldo. Apprezzato per il bel fogliame lucido persistente e la fioritura profumatissima di certo sarà capitato di vederlo a bordo di strade e autostrade, oppure come folti cespugli nelle zone litoranee anche vicino a terreni sabbiosi e con aria salmastra. E’ una pianta resistente a vento, a caldo e siccità, ma al freddo proprio no. Per questo sarà più facile trovarla vicino al mare. I suoi fiori sono molto profumati e attirano moltissimi insetti impollinatori: api, farfalle, bombi.

Scopriamo il pittosporo, una pianta ornamentale profumata amata dalle api

Conosciamo meglio il pittosporo, come coltivarla sia a terra sia in vaso.

Pittosporo: descrizione della pianta

Il pittosporo appartiene alla famiglia delle Pittosporaceae, è una pianta originaria dell’Asia orientale, dell’Africa e dell’Australia e vanta una grande quantità di specie, circa 150.

Arbusto di dimensioni contenute, sempreverde e rustico ciò che viene maggiormente apprezzato è il fogliame sempreverde e lucido e la prolungata e profumata fioritura da primavera fino all’estate.

Come si presenta questo arbusto? La specie più diffusa di pittosporo si caratterizza per

  • fogliame ovale o rotondo, coriaceo, di colore verde scuro, con lamina molto lucida
  • fiori che vanno dal bianco al lilla. la fioritura si ha in primavera ma dura parecchie settimane.
  • i semi appaiono al posto dei fiori e sono anch’essi ornamentali per il loro colore rosso vivo
  • produce delle piccole bacche verdi non commestibili.

Comprende piante a portamento arboreo o arbustivo, che possono raggiungere diversi metri d’altezza: ha una crescita piuttosto lenta ed è molto longevo.

Questi arbusti prediligono la coltivazione in terra ma possono anche essere tenuti in vaso. Unico fattore determinante è il clima che non deve gelare.

Origini e diffusione

Il nome botanico Pittosporum deriva dal greco pitta = pece e sporos = seme. Probabilmente deriva dal fatto che i semi sono rivestiti di una sostanza appiccicosa simile a resina.

Originaria dell’Asia, Africa, Australia dove il clima è convenevole alla sua crescita, il pittosporo è molto diffuso anche in Italia dove lo traviamo come cespugli compatti e densi lungo i litorali marini in Liguria, in Sardegna e in Sicilia.

Pittosporo: le specie

Questo arbusto vanta circa 150 specie coltivate come piante ornamentali. Le più note sono:

  • tobira, arbusto originario della Cina che presenta foglie perenni, ovali, fiori bianco-crema molto profumati che fioriscono in tarda primavera
  • colensoi, originario della Nuova Zelanda con foglie verdi molto scure e lucide, fiori profumati rossi e fioritura all’inizio dell’estate
  • undulatum di origine australiana è una specie più grande, quasi un albero
  • tenuifolium originario della Nuova Zelanda è molto diffusa anche nel nostro paese e si trova anche per la coltivazione in vaso. In terra cresce fino a 5 metri e produce bei fiori profumati, generalmente color porpora acceso
  • heterophyllum è di dimensioni medie raggiunge circa i 3 metri, le foglie sono verdi e i fiori gialli e molto profumati. Tra le specie è quella che riesce a resistere ad un clima più freddo anche -10 gradi

pittosporo

Tra le specie minori troviamo

  • Irène Paterson che si distingue per le foglie crema con sfumature rosate
  • Tom Thumb che raggiunge il metro di altezza e presenta fogliame bronzeo
  • Purpureum dalle foglie porpora arriva fino a 2 metri
  • Silver Magic arriva a 3 metri di altezza, con foglie argentate dalle striature verde chiaro non sopporta il freddo

Pittosporo: usi

Il pittosporo viene utilizzato come pianta ornamentale nei giardini, nei parchi e nei grandi viali cittadini. Forma una siepe folta e coprente che viene utilizzata per creare macchie arbustive nelle strade e autostrade e per separare le carreggiate.

Molto usato nei litoranei marini perché resistente al caldo e all’acqua salmastra. Piacevole da vedere e sprigiona un delicato profumo.

Come pianta ornamentale si può coltivare anche in grandi vasi dove raggiungerà dimensioni più contenute che in terra.

Questi cespugli sono frequentate da moltissimi insetti soprattutto api e bombi per il loro nettare gustoso. Sono dunque fondamentali per il nostro ecosistema

Pittosporo: coltivazione a terra

Il pittosporo viene piantato in terra a fine aprile in un terreno fertile e ben drenato in posizione soleggiata e al riparo dal vento.

Per formare belle siepi compatte è consigliata la distanza tra una pianta e l’altra di circa 50-60 cm. La pianta cresce lentamente, la potatura si esegue in aprile per dare una forma, sfoltire e rinforzare la pianta.

Vediamo cosa c’è da sapere sulla cura di una pianta di pittosporo a terra e in vaso

Habitat e temperature

La coltivazione di questo arbusto in piena terra darà più soddisfazioni che in vaso. In terra può diventare un cespuglio ampio e forte.

Ama il sole e il caldo quindi va piantata in una posizione soleggiata esposta a Sud dove possa ricevere il sole diretto nelle ore più calde. Non teme il calore. Nei mesi più freddi è importante che la pianta sia esposta al sole diretto almeno nelle ore più calde della giornata. Teme il freddo quindi non sarà facile trovarla in paesi dove la temperatura scende sotto lo zero.

Per ridurre l’impatto del freddo durante l’inverno è consigliato di approntare sulle radici è una spessa pacciamatura a base di sfasci vegetali, paglia o foglie sane. Consigliata anche la copertura con materiali appositi per riparare la i rami dai venti freddi.

pittosporo

Terreno

Si adatta bene ad ogni terreno ma predilige un terreno ben drenato ad esempio terreni argillosi-sabbiosi ricchi di sostanza.

Riproduzione

Questa pianta si moltiplica:

  • per seme da aprile a maggio, dopo che i semi sono stati separati dalla sostanza vischiosa che li ricopre all’interno del frutto. I semi devono essere messi in vasi piccoli, ogni anno si procederà al rinvaso. I vasi, prima di essere collocati a dimora definitiva, vanno riposti in cassoni freddi per un periodo di 2-3 anni.
  • per talea: le parti vengono prelevate dalla pianta madre in primavera dai rami laterali semimaturi; la loro lunghezza deve essere di circa 10 cm. Dopo il loro radicamento si può procedere al rinvaso, sempre graduale, fino a quando, nel maggio dell’anno successivo, potranno essere messi a dimora all’aperto.

Irrigazione

Resistono bene alla siccità e per questo popolano i litoranei meridionali e sabbiosi. Durante l’estate si consiglia comunque, per ottenere una buona crescita e fioritura, di irrigare almeno ogni settimana con abbondante acqua soprattutto se non piove da tempo. In alternativa un bell’acquazzone estivo può essere sufficiente.

Potatura

I cespugli che crescono liberi in terra non necessitano di molte attenzioni e nemmeno di potature. Spesso nelle siepi in città o nei giardini pubblici sono oggetto di cure e di potature per poter ridurre la loro crescita e per dar loro una forma più tondeggiante.

La potatura si esegue in primavera, alla fine della fioritura: questo permetterà il formarsi nuovi boccioli l’anno seguente.

Concimazione

La pianta cresce lentamente e per garantire una buona crescita si consiglia l’uso di concime. Vi consigliamo

  • in autunno in attesa del freddo di coprire il piede delle piante con abbondante stallatico sfarinato per proteggere l’apparato radicale e nutrire il terreno
  • in primavera aggiungere concime granulare a lenta cessione, con macronutrienti equilibrati o al massimo una prevalenza di potassio, da far assorbire al terreno con una leggera zappatura

Coltivare il pittosporo in vaso

Per la coltivazione in vaso del pittosporo si consiglia di scegliere alcune specie più adatte date le dimensioni modeste e la crescita lenta.

La dimensione del vaso dovrà comunque essere importante. Non è una pianta da appartamento anche se piantata in vaso dovrà stare all’aperto. Ha bisogno di sole, aria e luce e spazio per crescere.

I consigli per la cura di una pianta di pittosporo in vaso sono gli stessi della pianta rustica in terra. La differenza sostanziale si ha in merito all’habitat che nel caso di pianta in vaso potrà essere protetto durante l’inverno collocando i vasi in area protetta da vento e gelate in un ambiente dove il termometro si attesti di notte, sui 7°C.

Si potrà anche coprire la pianta con plastica trasparente o più strati di tessuto non tessuto mentre il terreno potrà essere isolato con materiale apposito come lana di roccia o polistirolo.

I pitosfori in vaso crescono molto più lentamente che in terra.

Pittosporo: cosa teme 

Ciò che il pittosporo teme sono sicuramente

  • le gelate notturne: il freddo causa gravi danni alle parti epigee e può portare anche la morte della pianta
  • il marciume radicale, ama il terreno ben drenato

Oltre a questo teme gli attacchi di cocciniglia, che possono essere debellati lavando la pianta con acqua e sapone neutro. Se il cespuglio si trova in aree pubbliche, giardini e strade, si potrà ricorrere all’utilizzo di specifici prodotti antiparassitari.

Curiosità sul pittosporo

Da alcune varietà di questa pianta si ricava una resina per produrre le gomme da masticare. Inoltre dalla resina si ottiene un olio per capelli e collutorio per trattare l’alitosi.

ScriBio

Siciliana di nascita (1970) e milanese di adozione dal 1988. Ha svolto tanti lavori e per ognuno di essi ha dato il meglio con passione e voglia di imparare. Fino al 2011: licenziata, separata, due figli. Anno della svolta: seguire la sua attitudine, la scrittura. Inizia per caso a lavorare come free lance per una casa editrice milanese specializzata in riviste tecniche. Scrive di edilizia e architettura per Imprese Edili e viene attirata dal mondo della bioedilizia e dell’architettura sostenibile (collabora anche con architetturaecosostenibile.it). Arriva la digitalizzazione, le riviste sono quasi totalmente online: si specializza e anche oggi continua a tenersi aggiornata, non smettendo mai di ascoltare, guardare e imparare.

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