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Tutto sulla renna, un animale a rischio di estinzione noto soprattutto per trainare la slitta di Babbo Natale

Vive nelle regioni vicine al circolo polare ed è un animale in via d’estinzione, traina la slitta di Babbo Natale, ma è meglio noto come renna. Addomesticato fin da tempi antichi, è allevato anche per il commercio e l’utilizzo di carne, palchi, cuoio e latte. Conosciamolo più da vicino e impariamo a distinguerlo dal cervo e dall’alce.

Tutto sulla renna, un animale a rischio di estinzione noto soprattutto per trainare la slitta di Babbo Natale

Renna: caratteristiche

La renna (Rangifer tarandus) è un ruminante che si ciba soprattutto di lichene, ma anche di foglie di salice e betulla, carici ed erba. Ma divora anche lemming, salmerini alpini, uova d’uccello. La popolazione allevata in Russia dai Ciukci, si ciba anche di funghi.

Il mantello varia, anche considerevolmente, da un esemplare ad un altro, anche in virtù dell’appartenenza ad una data sottospecie e della stagione. Gli individui che vengono addomesticati, dislocati più a nord del Circolo Polare, hanno zampe più corte di quelle che vivono allo stato brado e un mantello con sfumature e chiazze bianche.

La specie più piccola e chiara è il caribù di Peary, del Nunavut e nelle Terre Canadesi del Nord-Ovest, mentre quelle più a Sud, con un manto più scuro, sono dette caribù dei boschi e sono anche le più grandi.

Il loro odorato è finissimo ed gli zoccoli perfetti per tutte le stagioni. Sono infatti costituiti da cuscinetti plantari spugnosi, che garantiscono una miglior trazione nella tundra umida dell’estate.

Maggior ancoraggio al terreno innevato lo garantiscono gli zoccoli, così duri e forti da poter penetrare anche il ghiaccio e permettere all’animale di scavare, senza scivolare, in cerca del lichene, ma li aiutano anche a spingersi in acqua mentre nuotano.

Gli studiosi sostengono, inoltre, che siano gli unici mammiferi capaci vedere i raggi ultravioletti.

Vivono in branchi molto numerosi, anche di migliaia di capi, e migrano dalle taiga del Nord verso le tundre del Sud al volgere della bella stagione.

Palchi della renna

La renna è l’unico componente della famiglia dei Cervidi ad avere i palchi, ovvero le corna ramificate che partono dalla testa, presenti in entrambi i sessi.

Le dimensioni variano da sottospecie a sottospecie. Quelle degli individui più settentrionali sono piccole e sottili.

Renna

In particolare, nei maschi anziani della Scandinavia i palchi cadono a dicembre, negli esemplari più giovani agli inizi della primavera, mentre le femmine li perdono in estate.

Le renne sono dei cervi?

Fanno parte della famiglia dei Cervidi, la stessa del cervo, del capriolo, del daino e dell’alce. Caratteristica principale di questi animali erbivori sono i palchi, ovvero le corna, che, a differenza dei quelle dei Bovidi, sono costituite da tessuto spugnoso, come le ossa.

Sono ramificate e, quale effetto dell’evoluzione naturale, non permanenti. Nei Cervidi sono generalmente presenti solo nei maschi, utili ad attirare le femmine durante la stagione dell’accoppiamento e per difesa. Tuttavia, nelle renne sono presenti in entrambi i sessi.

Rappresenta un esempio di adattamento animale anche il mantello che, grazie alle macchie bianche, permette agli animali di mimetizzarsi nella vegetazione.

Le renne possono vivere al caldo?

Il loro mantello è perfetto per i climi freddi, in quanto, oltre ad un sottopelo lanoso, presenta anche un sovrapelo, costituito da lunghi peli cavi che trattengono bolle d’aria.

Questo sovrapelo funge così da vero e proprio isolante termico naturale.

Renna: dove vivono

Gli studiosi le suddividono in: renne della tundra e renne dei boschi, ognuna delle quali include 7 sottospecie, distribuite tra Norvegia, Finlandia, Siberia, Groenlandia, Alaska e Canada.

Molte sono scomparse, ma originariamente, si estendevano in buona parte dell’America del Nord, dallo Stato di Washington all’Idaho, e dal Maine fino a Georgia e Tennessee, oltre che in Russia, Mongolia e Spagna.

In Russia, Scozia, Finlandia ed Islanda è possibile trovare renne domestiche. Nel XIX secolo, una popolazione è stata introdotta presso le Isole Kerguelen, proprietà francesi al largo dell’Oceano Indiano.

La sottospecie delle Isole Svalbard, tende ad avere stazza più piccola delle altre. Ma in generale, le femmine di renna arrivano a raggiungere i 120 kg. (per poco più di 2 metri di lunghezza).

Sono i maschi i più voluminosi: possono infatti arrivare a pesare fino a 210 kg.! Durante la stagione degli amori, questi smettono di mangiare e perdono gran parte del loro peso.

Le renne sono native della Scozia?

In Scozia si trova l’unico gruppo di renne selvatiche della Gran Bretagna. Dopo l’estinzione, avvenuta all’incirca 100 anni fa, questo mammifero venne reintrodotto.

Renna

Oggi, presso le montagne del Cairngorm National Park, sono presenti più di 150 esemplari.

Renna gigante

Alcuni esemplari di caribù possono pesare anche 318 kg. e avere palchi di 100 cm. di larghezza per 135 cm. di lunghezza!

Alce e renna: la differenza

L’alce (Alces alces) ha stazza più grossa tra tutti i Cervidi e può arrivare infatti a pesare anche 800 kg. È più grande delle renne, mentre il cervo è un poco più piccolo.

Ha corpo robusto e tarchiato, testa molto grossa e allungata, muso lungo e collo corto. In inverno, si rifugia a più elevate altitudini prive di ghiaccio. I palchi assomigliano a pale frastagliate, e sono presenti solo sul maschio. È un animale solitario, ed ha paura dell’uomo. I maschi hanno una ‘sacca’ pelosa che pende dal muso.

Le renne sono più sottili e slanciate. Hanno una stazza più piccola e vivono in branchi molto numerosi. Non hanno apura dell’uomo, tanto da essere sempre state addomesticate dalle popolazioni del Nord che le utilizzano come animali da lavoro.

Caribù e renna : la differenza

Caribù e renne sono lo stesso animale. Semplicemente, per riferirsi alla popolazione del Nordamerica, si usa il termine caribou, mentre per quella euroasiatica, reindeer.

renna

Quando i caribù migrano

Le renne migrano dal loro luogo di nascita a quello deputato alla stagione invernale. La popolazione nordamericana si sposta più di qualunque altro mammifero terrestre, ogni anno, anche per 5.000 km, arrivando a percorrerne 19–55 al giorno!

Sono inoltre, in grado di correre fino a 60–80 km/h e di nuotare velocemente con facilità, anche grazie alla particolare conformazione di zoccoli e mantello, che le aiuta a mantenersi a galla.

La renna ed il Natale

La renna è un personaggio lunare, notturno che, secondo la mitologia norrena, fa da guida alle anime dei defunti. Ecco perché è stata scelta per aiutare Santa Claus nella distribuzione dei doni.

Renna natalizia

Secondo la tradizione popolare, un gruppo di 9 renne traina la slitta di Babbo Natale e sarebbero ipoteticamente femmine, in quanto i maschi perdono i palchi in inverno.

Renna

I loro nomi derivano da una famosa poesia americana del 1823, intitolata The Night Before Christmas, ripresa poi da una notissima canzone per ragazzi degli anni ’40 (Rudolph the Red-Nosed Reindeer) che divenne anche una delle canzoni natalizie per bambini più in voga e fu ripresa in diversi racconti e film. Hanno naturalmente un corrispettivo anche in italiano:

  • Lampo o Donato = Blixem (o Blitzen) viene dalla parola olandese per lampo
  • Cometa = Comet
  • Saltarello = Dunder (o Donner) viene dalla parola olandese per tuono
  • Fulmine = Dasher
  • Ballerina = Dancer
  • Freccia = Vixen
  • Donnola = Prancer
  • Cupido = Cupid

Solo alla fine la più nota, Rudolph o Rodolfo, quella dal naso rosso, si unì al gruppo per guidare il drappello.

La renna di Natale

I vari racconti e le poesie sulle renne di Santa Claus hanno portato questi animali a sviluppare una propria personalità e dei poteri magici ben precisi.

  • Ballerina affascina i bambini tristi con i suoi passi di danza.
  • Saltarello è un cantante e un imitatore, capace di riprodurre le voci umane.
  • Fulmine difende i doni.
  • Donnola è la renna timida e impaurita che si nasconde spesso.
  • Freccia (Vixen) è la gemella di Donato (Blizten), hanno entrambe un mantello e ben due code. Freccia perde i crini a primavera e Santa li porta ai bambini poveri.
  • Donato ha spesso il raffreddore e le sue goccioline si trasformano in fiorellini in primavera.
  • Cometa è la più veloce e capisce i desideri dei bimbi per prima.
  • Cupido legge tutte le lettere che arrivano a Babbo Natale e ha una macchia a cuore sul petto, da cui viene il nome.

Renna Rudolph

In questo gruppo, alcuni includono anche Rudolph, personaggio di fantasia della canzone del 1949: Rudolph the Red-Nosed Reindeer.

Renna

Nel racconto Rudolph ha il naso rosso luccicante, acceso, come una lampadina per guidare le altre renne nella nebbia. E questa caratteristica, che lo rese oggetto di scherno, lo fece diventare la renna-guida della slitta.

Renna luminosa

Cometa è la renna luminosa, che sfreccia nel cielo per raccogliere i desideri dei bambini e riportarli a Babbo Natale.

Ma c’è anche Donato, dal mantello scintillante, e Freccia, che quando cambia mantello, regala i suoi crini dorati caduti ai bambini più poveri.

Renna da colorare

Ecco un disegno da colorare per i vostri bambini o per rilassarvi.

 

Curiosità sulla renna

Sui mercati asiatici, i palchi vengono ridotti in polvere per essere venduti come afrodisiaci o integratori nutritivi.

Sono molte le municipalità scandinave che hanno scelto la renna come simbolo. Rappresenta anche il Canada, in particolare, le provincie di Terranova, Labrador e Nunavut.

La moneta canadese da 25 centesimi ha un caribù su una delle due facce.

Largo anche ad altre curiosità.

Renna di Frozen

Il personaggio immaginario dei film di animazione Disney, Frozen I e Frozen II, si chiama Sven. È una renna addomesticata, leale e amorevole. Le movenze sono state prese da un cane, mentre le fattezze, seppur antropomorfizzate, sono state copiate da una renna, dal vero.

Renna in inglese

In inglese, renna si dice reindeer, derivante dal norreno rein. Mentre caribù, utilizzato in Nordamerica, è ricavato dal francese caribou.

Renna

Nella lingua mi’kmaq, dei Nativi Americani First Nations è qalipu, ovvero ‘spalatore di neve’, dall’abitudine di scavare nella neve in cerca di cibo.

Di cosa sa la renna?

In Scandinavia, la carne di renna viene consumata regolarmente: fresca, salata, essiccata, affumicata. Viene cotta trifolata ma è anche possibile trovarla in polpette, in scatola.

Anche gli organi interni vengono utilizzati, e costituiscono l’ingrediente principale di diversi piatti tipici della Lapponia. Tenera, kosher e magra, è una denominazione d’origine protetta.

In Québec, durante l’epoca coloniale, il sangue di caribù veniva utilizzato da cacciatori e taglialegna per realizzare una bevanda a base d’alcol. Oggi è prodotta con vino e whiskey, ma si chiama ancora Caribou.

Le corna sono sicure per i cani?

I palchi di renna sono morbidi, spugnosi e ricoperte da una fitta peluria. Vengono dati ai cani come giocattolo sostenibile e cruelty-free. Durano a lungo e sono ricchissimi di proteine e altri nutrienti.

Cos’è il succo di renna?

Le renne sono in grado di mangiare anche i funghi velenosi, come l’amanita muscaria, senza effetti collaterali. L’urina, ricca così di componenti psicotropi, viene raccolta dagli allevatori per offrire effetti allucinogeni pari a quelli dell’LSD.

Le renne sono pericolose?

Le renne non attaccano gli umani, tuttavia, è bene star loro alla larga durante la stagione dei calori, che va da fine settembre fino ad ottobre/novembre, in quanto i maschi tendono a essere molto protettivi verso le femmine, e quindi a diventare aggressivi.

Nel 2018, una sentenza della Cassazione ha stabilito che sono animali pericolosi. I giudizi si riferivano però all’art. 1 decreto del 1996 del Ministro dell’Ambiente e all’art. 6, comma 1, della legge 150 del 1992 che indicano il divieto di detenere mammiferi e rettili selvatici vivi che possano trasmettere malattie all’Uomo.

Renna

L’eccezione è concessa a chi sia in possesso di un’autorizzazione all’allevamento di fauna selvatica, per scopo alimentare, di ripopolamento, ornamentale ed amatoriale, come accade, ad esempio, agli allevatori di cinghiali.

Agli inizi del XIX secolo, alcune renne, provenienti dalla Norvegia, vennero introdotte anche nella Georgia del Sud, un arcipelago britannico dell’Atlantico meridionale. Vennero eradicate nel 2011, a causa dei danni che creavano all’ambiente, ma l’animale ancora compare sulla bandiera e sullo stemma.

Le renne sono in pericolo?

In 20 anni, la popolazione selvatica si è dimezzata e molte sottospecie sono ormai a rischio. Il vero colpevole è il cambiamento climatico, che sta facendo scomparire il loro cibo preferito, il lichene.

Ma l’innalzamento delle temperature e la siccità sono anche causa del cosiddetto stress da calore e dall’aumento degli insetti, che comportano ulteriore fatica per l’animale, con conseguente spreco di energia.

Questi mammiferi sono stati anche minacciati dalla caccia, che ha comportato uno squilibrio nell’Artico, dove le renne sono un anello fondamentale della catena alimentare, essendo capaci di tenere sotto controllo i predatori.

Il caribù selvaticoviene ancora cacciato in Nordamerica e Groenlandia. In passato, costituiva un’importante fonte di cibo, vestiario, riparo e utensili per diverse popolazioni circumpolari, tra cui gli Inuit.

Ad oggi, vengono fondamentalmente allevati, (nonostante vaghino liberi sui territori al pascolo), come animali da traino, cavalcatura e per l’utilizzo ed il commercio di pelli, carne e latte.

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La Ica

Web editor freelance per portali e siti che si occupano di viaggi, lifestyle, moda e tecnologia. Districatrice di parole verdi per TuttoGreen dal maggio 2012, nello stesso anno ha dattiloscritto anche per ScreenWeek. Oggi, pontifica su Il Ruggito della Moda, scribacchia di cinema su La Vie En Lumière, tiene traccia delle sue trasvolate artistiche su she)art. e crea Le Maglie di Tea, una linea di magliette ecologiche.

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