Skimmia: tutto su questa pianta esotica e…. velenosa!

di La Ica del 31 Luglio 2019

Originaria del Giappone, la skimmia appartiene alla famiglia delle Rutacee. È una pianta arbustiva acidofila che ha sia fiori femminili che maschili. Preferisce l’ombra e ben sopporta il freddo, infatti, la sue bacche rossastre durano per tutto l’inverno.

Skimmia: tutto su questa pianta esotica e…. velenosa!

Skimmia pianta

Si tratta di una sempreverde e di tipo ornamentale, che si caratterizza per fiori piccoli, color crema e bianchi. Fioriscono a fine inverno uniti in pannocchie; in estate, lasciano il passo a bacche rosse, rotonde e velenose! Ma in realtà, tutte le parti della pianta lo sono, se ingerite.

Le foglie hanno forma ovale, sono coriacee e di color verde medio. Alcune cultivar presentano macchie o margini con sfumature a contrasto, del rosa, dell’avorio e del rosso.

La skimmia è abbastanza resistente. Può sopportare senza problemi siccità, freddo ed inquinamento atmosferico, infatti può essere usata sia per ornare i giardini che gli appartamenti.

È ideale come bonsai, ma anche per giardini di tipo cinese. Ha portamento eretto e può arrivare a superare i 2 mt. d’altezza. È originaria di Cina, India settentrionale e Sud-Est asiatico.

All’interno dello stesso genere, si trovano 8 specie. Il nome proviene dal giapponese skimmi, che vuol dire frutto nocivo: infatti le sue bacche non possono essere mangiate.

Skimmia japonica

Nota anche con il nome di ‘falso pepe’, per il suo odore fragrante, ha foglie verde scuro e brillanti, mentre i fiori sono a forma di stella e sono o tutti maschili o tutti femminili.

Le varianti maschili sono le più profumate. In generale, comunque, il profumo risulta più persistente nelle ore più calde. Quella più conosciuta in Italia è la japonica, poiché è la più resistente, ed essendo di più facile reperibilità, anche la più economica.

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Skimmia in vaso

Questa pianta tende a svilupparsi in maniera molto contenuta e tondeggiante. È un piccolo-medio arbusto, che in genere non supera i 50-60 cm, in altezza e larghezza; spazio da lasciare, tra una pianta e l’altra, per metterle a dimora in giardino. Per la siepe, la distanza può essere di 40 cm.

È a crescita lenta, ma dopo circa qualche anno, potrebbe essere necessario trasferirla in piena terra. Il trapianto/rinvaso va effettuato in autunno inoltrato. Se l’inverno è particolarmente rigido, si consiglia di farlo dopo le gelate.

skimmia

Il nome Skimmia dal giapponese skimmi, che vuol dire frutto nocivo: le sue bacche sono infatti velenose.

Skimmia japonica rubella

La rubella è una varietà compatta di skimmia, che è stata creata apposta per la coltivazione in vaso. È ideale se in casa si hanno bambini o animali, poiché presenta solo fiori maschili, quindi non darà frutti. Stesso discorso per la fragrans.

I suoi boccioli rossi si trasformano in fiori bianchi e le foglie, verde intenso bordate di rosso, in inverno possono dare vivacità al giardino.

Skimmia rubella

Per la coltivazione in vaso, bisognerà prestare però molta attenzione allo strato drenante. Con parti uguali di terriccio per acidofile, terra da giardino e sabbia, si può creare uno strato spesso 5 cm. Volendo lo si può arricchire con dello stallatico.

È inoltre necessario optare subito per un contenitore abbondante, poiché le radici sono molto delicate e le manipolazioni potrebbero apportare dei ritardi nella crescita.

Skimmia japonica reevesiana

La schimmia revesiana è la variante femminile della rubella. Ciò significa che per produrre le bacche, avrà bisogno di un maschio che favorisca l’impollinazione, in primavera. Un maschio può impollinare fino a 6 femmine.

Di provenienza cinese, ha portamento più compatto della japonica. Nota anche col toponimo fortunei, presenta frutti color corallo.

Skimmia japonica passion

Fa parte di una serie di piante selezionate, protette e di alta qualità definite Gold Series. La passion si distingue per boccioli piccoli e di colore rosa.

skimmia passion

Le bacche rotonde rosse sembrano appetitose, ma in realtà sono velenose!

Skimmia obsession

La japonica obsession è una varietà di skimmia monoica ed autofecondante. È l’unica che presenta, cioè, sia fiori maschili che femminili su di un’unica pianta. Quindi qui sono presenti contemporaneamente alle bacche.

È un piccolo arbusto ideale per giardini di piccole dimensioni; è anch’essa parte della Gold Series.

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Skimmia japonica prezzo

Un vaso di reevesiana può costare anche €50, ma online si trovano varianti anche meno costose, che vanno dai 10 ai 20 euro, come nel caso della classica japonica.

Skimmia japonica coltivazione e cure

La skimmia va innaffiata regolarmente, specie d’estate. Il terreno dev’essere sempre soffice, ricco e fresco, prestando attenzione ai ristagni, che provocano il marciume delle radici.

Per mantenere il pH acido, basta creare un substrato vegetale di foglie e fascine, mescolato a terriccio di bosco e ad 1/3 di terra da giardino. Sul fondo, si può aggiungere dell’argilla espansa o pozzolana per favorire il drenaggio.

Ogni 20-25 giorni, è bene aggiungervi del concime liquido per piante da fiore e sostituirlo con del granulare a fine inverno. La copertura della chioma eviterà ai rami di seccarsi.

Tra novembre e dicembre, le bacche andranno rimosse per favorire la comparsa di nuove infiorescenze. Non è necessaria la potatura. Il periodo perfetto per il trapianto/rinvaso dura per tutto l’inverno, fino a marzo.

Tra luglio ed agosto, si può fare la moltiplicazione per talea, da trapiantare nella primavera dell’anno successivo. Mentre per la semina, va bene settembre.

Skimmia esposizione

Questa tipologia di piante non teme le intemperie, e ben sopporta anche i climi rigidi (al di sotto dei 15 °C).

Non sopporta,però, periodi prolungati di freddo, spesso se associati a vento freddo e cattivo drenaggio. Può essere posizionata sia al sole che all’ombra (purché non sia fitta).

In generale, le varianti con foglie più chiare necessitano di più luce, ma meglio se non diretto, ché le sbianca. È bene infatti sapere che non ama le alte temperature.

Skimmia foglie ingiallite

L’ingiallimento è causato dal calcare. Per le irrigazioni, quindi, meglio usare acqua piovana o demineralizzata, per non causare la clorosi fogliare, e creare un buon strato drenante.

Può essere utile, inoltre, sostenere il terreno con fertilizzanti ricchi di sostanze nutritive. Se le foglie appaiono verde pallido, ma tendenti al giallo e con nervature evidenti, si può intervenire con ferro chelato.

Sono molto efficaci anche i trattamenti sulle foglie, da effettuare la mattina presto o la sera, con appositi chelati/fertilizzanti.

Altri suoi nemici sono gli afidi e la cocciniglia a scudetto, che si posa sui rami più nascosti.

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