Non solo cani e gatti ma anche criceti e tartarughe abbandonati in estate

di Luca Scialò del 8 agosto 2016

Ogni anno, con l’arrivo delle vacanze estive, assistiamo a scene raccapriccianti di cani (soprattutto) e gatti morti sui cigli delle strade, perché investiti da automobili o per il caldo e la sete. Così come a scene di branchi di cani randagi che girovagano per le campagne in cerca di cibo ed acqua, loro malgrado molto aggressivi con gli esseri umani e portatori di pulci e zecche.

Fortunatamente, grazie a leggi più severe contro il reato di abbandono e una tecnologia innovativa come il microchip, il numero di cani abbandonati è drasticamente ridotto. Secondo l’Enpa – Ente nazionale per la protezione degli animali – il numero di animali (soprattutto cani) abbandonati tra il 2012 e il 2015 è diminuito di un terzo.

Tuttavia, il fenomeno sta cambiando pelle, giacché si sta assistendo sempre più all’abbandono di altri tipi di animali oltre a cani e gatti, troviamo anche criceti, cincillà, topi cavia, tartarughe. Meno tutelati e regolamentati, l’abbandono di questi animali da affezione fa meno notizia, ma è un fenomeno in espansione.

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Per sensibilizzare le persone contro questo fenomeno sui rischi legati all’abbandono dei propri animali l’Enpa propone il ”Kit del viaggiatore bestiale”, dotato di salviette profumate, ciotola tascabile e spazzola adesiva, più il codice per scaricare l’utile Guida per i viaggiatori a 6 zampe.

In effetti, l’abbandono di questi animali fa meno rumore di quello dei cani. Eppure, può generare problemi sociali non meno gravi. Si pensi alla loro capacità riproduttiva. Ad esempio, una coppia di gatti può generare in cinque anni oltre 4.600 nuovi felini. E il gatto entro il 2020 supererà il cane come animale domestico più presente nelle case degli italiani. Pensiamo cosa potrebbe capitare se diversi di questi gatti, non sterilizzati, finissero per strada abbandonati.

Gli altri animali citati, poi, non sono certo meno pericolosi. Si pensi agli incidenti stradali che potrebbero capitare per scansarli, specie di notte sulle strade extraurbane. O al fatto che di recente è stata rinvenuta per strada una tartaruga ”azzannatrice’. La quale è solo apparentemente un animale innocente e simile alle altre tartarughe, ma se si chiama così un motivo ci sarà: con le sue fauci è in grado di spezzare il manico di una scopa. Cosa sarebbe successo se ad accarezzarla fosse stato un bambino?

Meglio dunque non abbandonare mai qualsivoglia animale: sia per non mettere a rischio la loro stessa salute, sia per non mettere a repentaglio quella di altre persone. E comunque, è un gesto crudele a prescindere.

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