Quali sono i Comuni ricicloni 2014?

di Marco Grilli del 6 agosto 2014

Passi in avanti per la raccolta differenziata in Italia, il rapporto “Comuni ricicloni 2014″, realizzato da Legambiente col patrocinio del Ministero dell’Ambiente, premia 1.328 comuni (il 16% del totale, per una cifra di quasi otto milioni di cittadini cioè il 13,7% della popolazione nazionale) che hanno raggiunto l’obiettivo di legge del 65% di rifiuti destinati al riciclo.

La novità di quest’anno è che questi Comuni virtuosi sono almeno uno per ogni regione d’Italia, con la sola eccezione della Valle d’Aosta, dove purtroppo non si sono riscontrate eccellenze.

Questo trend positivo della differenziata che tanto giova alla green economy, fornendo 150mila posti di lavoro, segna anche il lento spostamento al Centro-sud (dal 15 al 20%) della distribuzione geografica di questi Comuni ricicloni 2014. Un dato dovuto in particolar modo alla crescita registrata tra i municipi marchigiani (+ 15%), che hanno introdotto il moderno sistema del porta a porta e rigorosamente applicato la legge nazionale sul riciclo, prevedendo un tributo di 20 euro a tonnellata per i rifiuti che finiscono in discarica: un importo poi modulato in base alle performance di raccolta differenziata raggiunte dai Comuni.

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Per quanto riguarda le Regioni, Veneto e Friuli Venezia Giulia sono quelle con la più alta concentrazione di Comuni virtuosi, mentre il Piemonte vanta il primato di due capoluoghi ricicloni nella sua giurisdizione territoriale: Novara e Verbania. Consultando le prime 100 posizioni della classifica generale salta poi all’occhio il risultato estremamente positivo delle gestioni consortili, a testimonianza della maggiore funzionalità di questo modello in confronto all’operato dei singoli comuni.

Sul fronte delle grandi città, un giusto riconoscimento spetta a Milano, che nel 2013 ha sfiorato il 50% nella raccolta differenziata ed ha servito oltre 1 milione di abitanti col porta a porta, guadagnandosi il primato in Italia e il secondo posto in Europa – dopo Vienna – tra le città con oltre 1 milione di abitanti. Tra le altre metropoli italiane non si riscontrano invece risultati degni di rilievo in materia di differenziata, se si esclude Torino, dove il 50% di riciclo si registra però solo nella metà della città dove vige il porta a porta.

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Se poi prendiamo in considerazione le vere eccellenze, ossia i Comuni zero waste che sono riusciti a ridurre del 90% la quantità di spazzatura da smaltire, circa 300 sono quelli che nel corso dello scorso anno hanno prodotto meno di 75 Kg a testa di rifiuto secco indifferenziato, in confronto alla produzione media procapite nazionale che si aggira sui 550 kg annui.

Tra  i Comuni ricicloni 2014 di discrete dimensioni ci sono cittadine quali Empoli coi suoi 48mila abitanti e Castelfranco, Montebelluna e Vittorio Veneto, che si aggirano sui 30mila.

Risultati, questi, decisamente straordinari, frutto di alcune procedure virtuose, quali la raccolta porta a porta, la tariffazione puntuale del servizio, la pratica del compostaggio domestico, la comunicazione efficace presso i cittadini, la riduzione della tassa sui rifiuti in favore di coloro che separano bene i materiali ed infine il consumo dell’acqua del sindaco, che riduce l’usa e getta.

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In merito agli obiettivi futuri, Legambiente invita a puntare sulla tariffazione puntuale ed a evitare il condono dell’ecotassa sulle discariche. L’organizzazione ambientalista ha infatti espresso tutta la propria contrarietà all’articolo del disegno di legge collegato alla legge di stabilità in discussione alla Commissione ambiente della Camera dei Deputati, che prevede di posticipare gli obiettivi di raccolta differenziata previsti dal decreto legislativo 152 del 2006. Un provvedimento considerato inaccettabile e controproducente, che rappresenterebbe un ingiustificato condono in favore di chi non si è ancora attivato per una corretta gestione di rifiuti, a discapito di tutti quei Comuni ricicloni che col loro esempio hanno dimostrato la possibilità di raggiungere l’obiettivo del 65%. Legambiente spinge invece a far approvare al più presto il decreto sulla tariffa puntuale, previsto dalla legge di stabilità 2014, che mira a far pagare di meno le utenze familiari e produttive che producono meno rifiuti.

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Intanto, un buon auspicio è rappresentato dalle nuove tecnologie dell’informazione che sono state utilizzate in centinaia di Comuni italiani e prefigurano la futura smart community: un’amministrazione dei flussi di rifiuti che arriva a ricordare il giorno prima la frazione di differenziata da preparare davanti casa, la pesata del proprio condominio e i premi che si possono ottenere per la riduzione al minimo dei rifiuti non riciclabili.

Solo la continua diffusione di politiche accorte sulla raccolta differenziata potrà evitare la vergogna per quelle immagini delle grandi città assediate dai rifiuti, che troppe volte ci hanno fatto arrossire.

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