Asfodelo: significato e altre cose da sapere su questa pianta sacra agli antichi Greci

di La Ica del 11 Aprile 2019

Asfodelo è il nome di un genere di piante che include più di 100 specie, ritenute un tempo sacre dagli antichi Greci. Presenti soprattutto in Sardegna e Liguria, dove vengono usate anche in cucina, sono delle bulbose con tendenza infestante, specie in montagna.

Asfodelo: significato e altre cose da sapere su questa pianta sacra agli antichi Greci

Asfodelo pianta

La pianta è alta circa 70-110 cm. Il fusto è eretto e cilindrico, privo di foglie e molto ramificato. Le foglie partono infatti dalle radici e hanno la forma di nastri lunghi 40-70 cm e larghi 2-4 cm, di colore verde azzurro.

I fiori, di dimensioni medie e numerosi, si distribuiscono a pannocchia sullo stelo e possono essere bianchi o gialli. Di forma molto simile a quelli del giglio, con stami bicolori particolarmente evidenti, spuntano da marzo a maggio.

I frutti sono capsule rugose color ocra, grandi anche 10 mm. Si dispongono intorno alla base dello stelo e nascondono semi neri e triangolari. Sono però i tubercoli, ovvero la parte terminale delle foglie, a essere commestibili.

Asfodelo caratteristiche

L’asfodelo è perenne e predilige un clima temperato. Spesso utilizzato come ornamento per le aiuole, è anche una pianta ad uso farmaceutico e culinario.

Dove cresce l’asfodelo

Si può trovare presso terreni calcarei e pascoli, anche aridi. Cresce spontanea in tutto il bacino del Mediterraneo: in Portogallo e Spagna ma anche Asia minore ed Iran. In Italia, la troviamo in Sardegna e nella zona ligure; in Sicilia, tra Siracusa e Catania, in zona della Maremma ed in Puglia.

Asfodelo giallo

L’Asphodeline lutea o asfodelo giallo fiorisce tra aprile e maggio e predilige i terreni sassosi fino a 1700 metri. Si caratterizza anche per antere, cioè la parte terminale degli stami, di colore bruno.

Meno diffusa della tipologia a fiori bianchi, è possibile trovarla presso la riserva naturale Monte Altesina, in provincia di Enna. I suoi gambi si cucinano.

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Una bella immagine di asfodelo giallo (Asphodeline lutea)

Asfodelo montano

Asphodelus albus, (o, più recentemente, Asphodelus macrocarpus), è il nome scientifico dell’asfodelo bianco o asfodelo montano, una pianta selvatica che fiorisce tra maggio e giugno. Lo si può trovare nei prati soleggiati a partire dai 300 metri sul livello del mare. I tepali presentano una venatura bruna al centro.

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Asfodelo significato

Letteralmente, asfodelo significa ‘che non vacilla, che perdura‘.

Altro nome dell’asfodelo

È noto anche con il nome di asfodillo. In Sardegna viene invece chiamato iscaria o cadilloni, ma presso il comune di Lentini, in provincia di Siracusa, c’è un quartiere denominato Purrazzitu. Il toponimo deriva da ‘purrazzo’ o ‘porraccio’, l’altro nome dell’asfodelo.

Asfodelo simbologia

Questa pianta è il tipico fiore della gariga: la sua presenza denota degrado ambientale, ma è molto probabilmente per il pallido colore dei fiori che, fin dai tempi antichi, simboleggia i defunti.

Legame tra asfodelo e morte

I fiori dell’asfodelo venivano utilizzati per adornare le tombe. Per gli Antichi Greci, il regno dei morti era ricoperto di asfodeli. Secondo quanto descritto da Omero nell’Odissea, i defunti si aggirano su prati di asfodelo.

L’asfodelo in Harry Potter

Una curiosità: questa pianta si trova nel capitolo 8 del libro “Harry Potter e la pietra filosofale” e nel conseguente videogioco. J. K. Rowling lo cita in quanto ingrediente che, polverizzato, può dare vita alla Pozione Rigeneratrice e al Distillato della Morte Vivente, dagli effetti soporiferi molto potenti.

Asfodelo storia

L’asfodelo è stato sin da subito associato alla morte, in quanto veniva assunto in carestia. Si pensa infatti che il motivo per cui venivano piantati, dagli Antichi Greci, sulle tombe, fosse proprio per offrire ai defunti il necessario nutrimento.

In epoca Romana, venivano posti a dimora davanti la porta delle case di campagna, in quanto si pensava tenessero alla larga i sortilegi maligni. Dell’asfodelo venivano consumati sia tuberi che radici che semi, e si riteneva fosse una panacea naturale.

L’etimologia di asfodelo

Si può pronunciare sia asfodélo che asfòdelo. Deriva dal greco ‘a’ = ‘non’, ‘spodos‘ cioè cenere ed ‘elos‘ = ‘valle’. Ovvero la valle di ciò che non è stato ridotto in cenere. Questo perché i tuberi della pianta sono in grado di resistere al calore del fuoco; infatti gli asfodeli sorgono spesso presso i terreni che hanno subito un incendio.

L’asfodelo in mitologia

Secondo il mito greco, i prati di asfodelo erano il luogo dell’Oltretomba, ma per i suoi molteplici usi, erano un’erba sacra o altrimenti detta ‘degli eroi’.

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Come coltivare l’asfodelo

Per coltivare l’asfodelo senza prelevarlo in natura, dato che, oltretutto, ha radici piuttosto fragili, è bene far riferimento ai semi che si possono trovare su internet o presso i vivai. Essendo una pianta rustica, predilige le posizioni soleggiate o a mezz’ombra.

Ciò significa anche che non va innaffiata troppo; tranne che in periodi di estrema siccità, si accontenta delle sole piogge. Ogni 2-3 mesi potrebbe essere utile somministrare del concime granulare a lento rilascio alla base.

Ricordatevi di asportare i fiori secchi per favorire la comparsa di nuovi getti.

Oltre che per semina, la pianta si moltiplica per divisione dei rizomi, da effettuarsi in autunno e interrare a circa 25 cm di profondità.

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Altra bella immagine di asfodelo

Quando piantare l’asfodelo

I semi si possono piantare già in estate, in terreno leggero ed appena coperti, poiché necessitano del freddo per attivarsi. La crescita è lenta, pertanto le piantine vanno allevate in vaso fino al terzo anno, e messe in piena terra in primavera o autunno.

Per creare un ottimo colpo d’occhio, ponetele a triangolo ad una distanza di almeno 35 cm le une dalle altre. Soffrono di marciume radicale, perciò è bene che il terriccio non sia troppo compatto ma ben drenato e ricco.

Quando fiorisce l’asfodelo di palude

Il suo nome scientifico è Narthecium ossifragum della famiglia delle Xanthorrhoeaceae. Si trova infatti nelle zone umide della Sardegna e presenta fiori gialli. Siccome la fioritura dipende, come sempre, dall’altitudine, è più facile che avvenga tra maggio e giugno. I primi a schiudersi sono i boccioli che si trovano alla base.

Dove comprare l’asfodelo

Online e presso i vivai, si possono trovare i bulbi di asfodelo mediterraneo (Asphodelus ramosus o microcarpus), i semi e le piantine.

Usi dell’asfodelo

Questa pianta viene usata ancora parecchio a livello culinario, soprattutto in Sardegna, dove il germoglio fresco dello stelo si consuma come un asparago. Dai fiori si ricava il miele. La corteccia, seccata, viene utilizzata per intrecciare cesti portapane, ma anche come base per la realizzazione della pasta de sos ciciones o su succu. Dalle radici si può ottenere alcol e una colla per sellai e legatori di libri.

I tuberi hanno alimentato gli uomini preistorici e, in tempi più recenti, le classi indigenti durante la carestia; mentre lo stelo, anch’esso secco, serviva per bruciare le setole dei maiali appena morti. Le foglie della pianta fresca venivano utilizzate nella produzione del formaggio pecorino, ma una volta essiccate, erano perfette come foraggio per le pecore.

La medicina popolare utilizza i tubercoli, essiccati e tagliati a fettine, per farne dei decotti ad uso topico, per la cura di dermatiti e scottature. La poltiglia di tubercoli freschi è invece indicata per schiarire le efelidi. Se ne sconsiglia l’uso interno per la presenza di alcaloidi. In ogni caso, consultate sempre prima il medico.

Miele di asfodelo

Il miele di questi fiori è uno dei più rinomati in Sardegna. Dal colore tendente al bianco e dal sapore delicatissimo, viene prodotto tra marzo e aprile.

L’aroma è poco persistente e appena acido, simile al latte di mandorla e alla vaniglia; la cristallizzazione è molto fine. Viene molto utilizzato per la preparazione dei dolci o per i piatti delle Feste.

Cestini di asfodelo

Il cosiddetto s’iscraria o s’iscrarionzu è l’arte dell’intreccio dell’asfodelo, noto per resistenza, durata e flessibilità. I mazzi venivano raccolti tra marzo e aprile, lasciati all’aria aperta per 10-20 giorni, poi ad asciugare al sole e infine tenuti in casa, in luogo asciutto, per periodi anche molto lunghi.

Il lavoro d’intrecciatura iniziava all’alba e proseguiva fino al tramonto. Prima di iniziare, venivano messi in ammollo e ad asciugare presso i ruscelli o nella vasca da bagno, anche per 5-6 ore, così da renderli teneri e flessibili.

I cestini di asfodelo sono ancora oggi una tradizione antica che viene tramandata di madre in figlia in Sardegna, nelle zone di Nuoro ed Oristano, e apprezzata soprattutto a livello turistico.

Importanti accessori della vita contadina quotidiana, venivano utilizzati per trasportare e conservare le provviste, durante la panificazione e per la pulizia dei cereali. Per questa ragione, erano parte integrante del corredo della sposa.

Asfodelo ricette

I fiori dell’asfodelo sono eduli e si raccolgono quando sono ancora in bocciolo. Utilizzateli nell’insalata; sono molto delicati ma hanno un sapore dolce. Per far sì che non perdano il loro aroma, è meglio non lavarli, ma solo scuoterli per eliminare eventuali insetti.

Si possono utilizzare anche canditi o per fare il burro. Basta unire 1/2 tazza di petali freschi o secchi sminuzzati a 30 gr. di burro non salato e lasciarli a riposo, a temperatura ambiente, per una notte.

Le radici possono essere arrostite, accompagnate con le patate e condite con olio, sale, limone e pepe oppure unite ai fichi, mentre i gambi dell’asfodelo giallo vengono usati nella frittata.

Frittata di asfodelo

Per fare la frittata di asfodelo selvatico i tubercoli vanno raccolti prima della fioritura.

Ingredienti

  • 20 ciuffi di asfodelo
  • 8 uova
  • sale e pepe q. b.
  • olio evo

Preparazione

Asportate le foglie. Immergete i tubercoli in acqua. Lessateli per almeno 5 minuti. Scolateli e rosolateli in padella come fossero porri. Intanto sbattete, in una ciotola, le uova condite con sale e pepe. Versate il tutto sui tubercoli, lasciate addensare, girate e servite il piatto ancora caldo.

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