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Scopriamo il cavolo rapa e tutti i modi per gustarlo

Proprietà, benefici e tante ricette per gustarlo sia crudo che cotto

Il cavolo rapa è una varietà di cavolo dalla consistenza croccante, che si può gustare sia crudo che cotto in svariate preparazione. Ancora poco diffuso, possiede numerose proprietà salutari e si presta per la preparazione di tante ricette gustose.

Scopriamo il cavolo rapa e tutti i modi per gustarlo

Che cos’è il cavolo rapa

Appartenente alla famiglia delle Brassicacee o Crucifere, ed ha un aspetto curioso. Si mangia la parte rigonfia del rizoma, alla base dello stelo, che forma una tipica forma a palla, simile alla rapa a forma sferica, che dona il nome a questo ortaggio.

Con grande probabilità, la Brassica oleracea var. gongylodes, questo il suo nome botanico, nasce dall’incrocio fra il cavolo selvatico e la rapa bianca selvatica. Si tratta di una varietà della grande famiglia della Brassica oleracea che comprende tra le tante, altre varietà, come il cavolo cappuccio , i broccoli, i cavoletti di Bruxelles ed il cavolo cinese. Proviene dall’area mediterranea e fu citato per la prima volta in Germania nel XVI secolo.

Nel mondo anglosassone e nordico è conosciuto con il nome tedesco di Kohlrabi.

Varietà di cavolo rapa

Ci sono diverse varietà e sottospecie che si differenziano l’uno dall’altro principalmente per il colore:

  • bianco
  • verde chiaro
  • viola (la varietà più ricca di antociani)

In tutte, però, la polpa interna è sempre bianca e croccante, dal sapore delicatamente dolciastro.

Questo ortaggio, a dispetto del nome che contiene la parola ‘rapa’, non va confuso con le cime di rapa, (Brassica rapa var. sylvestris) di cui si consuma il fiore, i teneri boccioli verde scuro e le sommità delle foglie più giovani, né con la rapa comune (Brassica rapa), di cui si mangia la radice, di color bianco-violaceo.

Caratteristiche del cavolo rapa

La pianta può raggiungere i 30 cm di altezza. Il suo bulbo, che si sviluppa fuori dal terreno, si ingrandisce fino a dar forma ad una sorta di rigonfiamento ovoidale, grande più o meno come una grossa mela, che resta in superficie, a livello del terreno. E da questo rigonfiamento a palla, si dipartono le foglie. Sotto il terreno restano solo le radici.

La parte commestibile è proprio il rigonfiamento, dalla polpa bianca, soda e succosa, con un sapore che ricorda quello del cavolo, ma più intenso. Se ne consumano ancche le foglie più tenere.

È molto apprezzato crudo, anche per la sua croccantezza. Tuttavia, come meglio vedremo più avanti, si può anche cuocere in molti modi diversi. Da cotto, ha un sapore più delicato.

Che gusto ha il cavolo rapa

La polpa bianca è soda, croccante e succosa, talvolta di consistenza un po’ legnosa. Il gusto è dolce, intenso ed aromatico. Ricorda molto il sapore del cavolo. Una volta cotto, il sapore è più delicato.

Coltivazione del cavolo rapa

È possibile coltivare questo tipo di cavolo nell’orto, ideale da seminare in autunno, in quanto sopporta bene il freddo. Qui di seguito riportiamo le principali indicazioni per la coltivazione.

  • Terreno: leggero, ben drenante e non troppo compatto per favorire lo sviluppo e l’ingrossamento della rapa. Per favorire l’aerazione del terreno, si consiglia di procedere periodicamente con sarchiature e/o zappettature
  • Clima: temperato. Non ama il caldo eccessivo e resiste bene al freddo
  • Esposizione: media
  • Annaffiature: frequenti ma senza esagera con le quantità, Il terreno deve risultare sempre umido ma mai zuppo. Non sopporta né la siccità né i ristagni idrici
  • Periodo di semina: settembre-ottobre per un raccoglierlo da inizio inverno fino a metà aprile. Dopo la semina, il trapianto può essere effettuato dopo circa 50 giorni. Le singole piante vanno interrate ad una distanza di almeno 40 cm l’una dall’altra
  • Raccolta: va estirpata la pianta, nel momento in cui il fusto ha raggiunto una buona dimensione ovale

Valori nutrizionali del cavolo rapa

Si tratta di un alimento ipocalorico. 100 gr apportano solo 30 kCal, così suddivise:

  • 4,1 g rdi carboidrati
  • 2,1 gr di proteine
  • 1,6 gr di fibre
  • 0,2 gr di grassi

Inoltre, è ricco anche di vitamina C, fondamentale per supportare il sistema immunitario, e di beta-carotene, precursore della vitamina A, alleata della salute della vista.

Per quanto inoltre riguarda i sali minerali, il cavolo rapa dà un buon apporto di potassio, utile per il corretto funzionamento di nervi e muscoli.

Proprietà del cavolo rapa

Dopo aver visto i suoi principi nutritivi, vediamo bel dettaglio a cosa serve questo ortaggio poco noto.

  • Rinforza le difese immunitarie
  • Rende la pelle più bella
  • Rinforza le ossa
  • Favorisce la digestione
  • Aiuta a combattere la stitichezza e a regolarizzare la funzionalità dell’intestino
  • Ha proprietà dimagranti perché sazia a fronte di un apporto calorico molto basso
  • Contrasta l’insorgere di alcune forme tumorali grazie alla presenza di glucosinolati

Come pulire e cucinare il cavolo rapa

Con un coltello ben affilato eliminate la scorza. Dopodiché, la polpa va affettata molto finemente (ideali le fettine spesse alcuni millimetri) da ottenere sempre con un coltello affilato o, ancora più comodamente, con una mandolina.

I metodi di cottura sono vari: lessato, al forno, in padella, fritto. Si mangiano anche le foglie, fatte bollire come fossero spinaci.

Come si mangia cavolo rapa

Quest’ortaggio si presta per svariate preparazioni. Nonostante faccia parte della famiglia delle Crucifere, a differenza di broccolo e cavolfiore, si può consumare anche crudo.

Anzi, da crudo mantiene inalterate tutte le sue buone proprietà, che invece vengono ridotte con la cottura. Lo si può poi aggiungere a zuppe e minestre.

Vediamo nel dettaglio i principali metodi di cottura.

  • Crudo. Tagliato molto sottile o à julienne, è delizioso in insalata, condito con olio e limone. Si sposa bene con altre verdure tipo le carote e con la mela. Tagliato a listarelle, può essere utilizzato per il pinzimonio.
  • Bollito. Prima lavatelo per bene, poi eliminare la buccia esterna e tagliatelo a fettine o dadini. Poi, buttatelo nell’acqua bollente e fatelo cuocere per 8 minuti, quando la consistenza è abbastanza morbida. Per dimezzare i tempi si può usare anche la pentola a pressione. La cottura a vapore necessita invece di tempi un po’ più lunghi.
  • In padella. Assume una consistenza che ricorda molto quella delle patate. Dopo averlo lavato e sbucciato,  va tagliato a cubetti. Nel frattempo, in una padella, fate soffriggere olio e scalogno. Aggiungete i cubetti e aggiustate di sale. Fate cuocere per 20 minuti circa, rimescolando ogni tanto e aggiungendo acqua al bisogno.
  • Fritto. Prima di buttarlo nell’olio bollente come si fa con le patatine, va prima ridotto a tocchetti e sbollentato in acqua leggermente salata per qualche minuto. Passatelo in uova e pan grattato, e infine tuffatelo nell’olio bollente per ottenere un risultato dorato e croccante.

Ricette con il cavolo rapa

Ora che abbiamo visto le preparazioni base per cucinare il cavolo rapa, vediamo alcune ricette più specifiche.

Risotto con cavolo rapa

Cominciamo con un primo piatto cremosissimo. Ingredienti per 4 persone:

  • 280 g di riso Arborio
  • 400 gr di cavolo rapa già pulito
  • 2 porri
  • 2 scalogni piccoli
  • 500 ml di brodo vegetale
  • mez1/2zo bicchiere di vino bianco secco
  • formaggio grattugiato qb
  • 1 bustina di zafferano

Preparazione. Pulite l’ortaggio, eliminando la buccia e le parti più dure, e poi riducete la polpa in piccoli tocchetti. Mentre fate scaldare dell’olio in un tegame, tagliate molto finemente i porri e gli scalogni. Una volta che l’olio è ben caldo, unitevi il cavolo rapa, un poco di sale e 2 mestoli di brodo. Fate cuocere per 10 minuti circa. Nel frattempo, in un’altra pentola, fate sciogliere una piccola noce di burro ed aggiungete il riso, il vino bianco e lo zafferano. Sfumate e poi versate il condimento di cavolo rapa. Cuocete come un classico risotto, aggiungendo il brodo poco per volta, in base al ritmo di evaporazione. Aggiustate di sale. Poco prima che la cottura sia terminata, spegnete il fuoco e mantecate col formaggio grattugiato.

Cotoletta di cavolo rapa

Ecco ora un secondo sfiziosissimo secondo vegetariano, ideale da proporre ai bambini per far loro mangiare le verdure senza neppure che se ne accorgano.

Servono pochissimi ingredienti e la preparazione è facilissima.

  • 1 cavolo rapa
  • 1 uovo sbattuto
  • 150 gr di pangrattato

Preparazione. Dopo aver lavato e pulito il cavolo rapa, tagliatelo a fette spesse circa 0,5 cm. Fatele sbollentare per 5 minuti in acqua bollente salata. Dopodiché, passatele prima nell’uovo e poi nel pangrattato, proprio come se fossero fettine di carne. Una volta panate, sistemate le fettine su una leccarda rivestita con carta da forno. Ungetele con un filo d’olio e fate cuocere a 180° per 30 minuti circa. Oltre che come secondo, queste cotolette vegetariane sono ottime anche come antipasto o finger food. In tal caso, dovrete però ridurre il cavolo rapa a listarelle anziché a fettine.

Carpaccio di cavolo rapa

Questo tipo di cavolo è ottimo anche consumato crudo. Una volta lavato per bene ed aver eliminato la buccia, affettate molto finemente usando una mandolina. Disponete quindi le fette su un piatto e condite con olio, sale e pepe.

Per un antipasto più ricco, è possibile arricchire questo carpaccio con fettine di mela, arancia pelata a vivo, carote grattugiate e noci tritate.

Dove trovare il cavolo rapa

Questo ortaggio si trova nel banco ortofrutta dei supermercati più grandi e meglio riforniti. All’atto dell’acquisto, scegliete quelli più duri e sodi, con la buccia liscia e lucida, priva di macchie, grinze o spaccature. I migliori sono di medie dimensioni.

Al contrario, quelli troppo piccoli non hanno ancora raggiunto la giusta maturazione, mentre quelli troppo grandi potrebbero essere duri e legnosi o addirittura vuoti.

Come conservare il cavolo rapa

Si tratta di un ortaggio piuttosto durevole. Resiste un’intera settimana nel ripiano più basso del frigorifero.

Per prolungarne la durata di conservazione, prima di riporlo in frigorifero, basta semplicemente inserirlo in un sacchetto di carta, oppure avvolgerlo in un panno di cotone pulito e inumidito.

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Published by
Federica Ermete