Glicemia bassa: sintomi, effetti sulla salute e possibili trattamenti

di Elle del 21 marzo 2018

La glicemia bassa, o ipoglicemia, si manifesta con sintomi tangibili come mal di testa, sensazione di stanchezza e astenia. Può essere causata da condizioni fisiologiche, come attività sportiva intensa o digiuni prolungati. In altri casi è associata a situazioni patologiche. Vediamo come orientarci su questo tema.

Glicemia bassa: sintomi, effetti sulla salute e possibili trattamenti

La glicemia bassa è una condizione conosciuta in campo medico come ipoglicemia o crisi ipoglicemica. In relazione a vari fattori, quali la gravità della condizioni e lo stato di salute generale del paziente, può comportare conseguenze più o meno importanti.

Viene identificata quando si riscontra un valore di glucosio nel sangue molto al di sotto del range di normalità. Quando il glucosio è inferiore a 60/70 mg/dl si parla di ipoglicemia.

I valori normali della glicemia sono infatti compresi tra 65 e 110 mg/dl. Gli zuccheri costituiscono una risorsa fondamentale per il nostro organismo. Essi, infatti, permettono di dare energia al corpo per lo svolgimento delle attività quotidiane.

Glicemia bassa: cause

La quantità di zuccheri normalmente presenti nel sangue può ridursi a causa di vari fattori. Questi ultimi possono essere sia di natura fisiologica che patologica. In situazioni non patologiche, l’abbassamento dei livelli di glucosio nel sangue può essere ricondotto a digiuni prolungati, intensi sforzi fisici o abuso di alcol. L’ipoglicemia può essere anche una condizione caratteristica rilevata nel corso di alcune gravidanze. Tuttavia, anche alcune malattie possono interferire sui livelli di glucosio nel sangue.

È il caso di condizioni patologiche, come malattie dell’apparato endocrino, tumori e malattie metaboliche. Anche alcuni interventi chirurgici a carico dell’apparato gastrointestinale possono modificare la capacità di assorbimento del glucosio.

Glicemia bassa: sintomi

La condizione di ipoglicemia si manifesta concretamente con alcuni particolari sintomi. Prima di certificare la condizione con le opportune analisi del sangue, si possono verificare sintomi a carico del sistema nervoso centrale. Mal di testa, astenia, sensazione di stanchezza diffusa sono alcuni dei segni tangibili più evidenti di un calo drastico della concentrazione di zuccheri nel sangue.

Ad essi possono accompagnarsi ansia, tachicardia, tremore, sensazione di fame, nausea, vomito e dolore allo stomaco. Con l’aumentare della gravità si possono riscontare anche convulsioni, scialorrea, alterazione del tono dell’umore e formicoli.

Le conseguenze più gravi, dovute ad un valore di 20 mg/dl, possono portare alla perdita di coscienza fino al coma ipoglicemico.

glicemia bassa

Glicemia bassa: si riscontra quando i valori di glucosio sono inferiori a 60/70 mg/dl

Glicemia bassa nei bambini

Una discesa rapida e consistente della glicemia nei bambini può comportare un processo di chetosi. Quest’ultimo è responsabile dell’acetone, manifestato dal tipico alito cattivo, e del vomito. Una particolare attenzione va rivolta ai bambini affetti da diabete di tipo 1 poiché sono maggiormente esposti al rischio di crisi ipoglicemiche.

Ciò può essere ricondotto alla variabilità della loro attività fisica e alla difficoltà nel prevedere l’assunzione di cibo.

Glicemia bassa in gravidanza

Solitamente l’ipoglicemia non rappresenta un particolare rischio per il feto quando compare in gravidanza. Ben più rischioso, invece, è il diabete pregestazionale o gestazionale. In caso di ipoglicemia è comunque importante che la gestante si impegni a ripristinare i valori normali.

Per questo è importante mantenersi sotto stretto controllo glicemico durante la gravidanza e possibilmente fin dal momento del concepimento. La glicemia nella norma scongiura possibili malformazioni fetali che possono verificarsi fin dalle prime fasi della gravidanza.

glicemia bassa in gravidanza

Glicemia bassa: può essere una condizione caratteristica di alcune gravidanze.

Glicemia bassa e diabete

I pazienti affetti da diabete possono rilevare una condizione di ipoglicemia in alcuni particolari casi. La riduzione del valore di glucosio nel sangue può essere dovuta ad un eccessivo dosaggio di insulina o di altri farmaci che ne stimolano la produzione.

Inoltre, se si riscontra una ricorrente ipoglicemia dopo i pasti, questa può indicare la presenza del diabete mellito di tipo II. Per i pazienti diabetici è particolarmente rilevante non saltare i pasti, in particolar modo la colazione. Occorre, inoltre, evitare il digiuno prolungato e l’abuso di bevande alcoliche.

Che cosa mangiare con la glicemia bassa?

Quando la condizione di ipoglicemia è riconducibile a situazioni fisiologiche, bastano pochi accorgimenti per ripristinare i valori normali. Per esempio, in caso di un digiuno prolungato o a seguito di intensi sforzi fisici è sufficiente mangiare un po’ di frutta o un alimento ricco di zuccheri. In alternativa, un bicchiere con acqua e un paio di cucchiaini di zuccheri aiuta a ritrovare un senso di benessere.

Risulta importante per questo conoscere l’indice glicemico associato ad ogni alimento per gestire al meglio la propria dieta. Per un intervento immediato nelle situazioni lievi di ipoglicemia è consigliabile il consumo di cibi ad elevato indice glicemico.

Tuttavia, per evitare una condizione di ipoglicemia reattiva, è bene introdurre nella propria dieta quotidiana alimenti a moderato indice glicemico, come frutta e cereali integrali.

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