Salute

Glicemia bassa: sintomi, effetti sulla salute e possibili trattamenti

Quali possono essere le cause e come intervenire in caso di episodio improvviso

La glicemia bassa, o ipoglicemia, si manifesta con sintomi tangibili come mal di testa, sensazione di stanchezza, sudorazione e astenia. Può essere causata da condizioni fisiologiche, come attività sportiva intensa o digiuni prolungati. In altri casi è associata a situazioni patologiche. Vediamo come orientarci su questo tema.

Glicemia bassa: sintomi, effetti sulla salute e possibili trattamenti

Quali sono i valori normali di glicemia

I valori normali della glicemia sono compresi tra 65 e 110 mg/dl. Gli zuccheri costituiscono una risorsa fondamentale per il nostro organismo.

Essi, infatti, permettono di dare energia al corpo per lo svolgimento delle attività quotidiane.

Quando si parla di ipoglicemia

Questa condizione è conosciuta in campo medico come ipoglicemia o crisi ipoglicemica. In relazione a vari fattori, quali la gravità della condizioni e lo stato di salute generale del paziente, può comportare conseguenze più o meno importanti.

Viene identificata quando si riscontra un valore di glucosio nel sangue molto al di sotto del range di normalità. Quando il glucosio è inferiore a 60/70 mg/dl si parla di ipoglicemia.

A cosa è dovuto l’abbassamento della glicemia

La quantità di zuccheri normalmente presenti nel sangue può ridursi a causa di vari fattori. Questi ultimi possono essere sia di natura fisiologica che patologica.

In situazioni non patologiche, l’abbassamento dei livelli di glucosio nel sangue può essere ricondotto a digiuno prolungato, intensi sforzi fisici o abuso di alcol.

Glicemia bassa

Talvolta può essere rilevata durante la gravidanza, ma anche alcune malattie possono interferire sui livelli di glucosio nel sangue. È il caso di condizioni patologiche, come alcune malattie dell’apparato endocrino, tumori e malattie metaboliche. Ed è uno stato molto temuto dai chi è ammalato di diabete.

Anche alcuni interventi chirurgici a carico dell’apparato gastrointestinale possono modificare la capacità di assorbimento del glucosio.

Quali sono i sintomi della glicemia bassa

La condizione di ipoglicemia si manifesta concretamente con alcuni particolari sintomi. Prima di certificare la condizione con le opportune analisi del sangue, si possono verificare sintomi a carico del sistema nervoso centrale.

Mal di testa, astenia, sensazione di stanchezza diffusa sono alcuni dei segni tangibili più evidenti di un calo drastico della concentrazione di zuccheri nel sangue.

Ad essi possono accompagnarsi ansia, sudorazione, tremore, tachicardia, brividi o senso di freddo, sensazione di fame, nausea, vomito e dolore allo stomaco. Con l’aumentare della gravità si possono riscontare anche convulsioni, scialorrea, alterazione del tono dell’umore e formicoli.

Le conseguenze più gravi, dovute ad un valore di 20 mg/dl, possono portare alla perdita di coscienza fino al coma ipoglicemico.

Cosa può causare la glicemia bassa

Nei casi di grave entità, si riscontra forte difficoltà a concentrarsi oltre che un evidente stato confusionale. Nei casi molto gravi, si può arrivare addirittura alla perdita di coscienza.

Se l’episodio si ipoglicemia avviene durante la notte, mentre il soggetto dorme, può causare disturbi del sonno, sudorazione eccessiva. Al risveglio, poi, si può avvertire una stanchezza diffusa e un senso di confusione generalizzato.

Come far salire in fretta la glicemia

Durante un episodio improvviso di ipoglicemia, la cosa più corretta da fare è assumere immediatamente una bustina o una zolletta di zucchero, così come una bevanda zuccherina, un cucchiaino di miele, una caramella o un dolcetto di qualsiasi tipo.

Come si cura la glicemia bassa

Anzitutto, il trattamento della ipoglicemia dovrebbe partire con un incremento di glucosio. Pertanto, per farla aumentare, è opportuno consumare alimenti che contengono parecchi zuccheri, come le caramelle, ma anche i carboidrati.

A livello medicale, in base alla gravità della situazione, si ricorre alla somministrazione in vena di glucosio o glucagone.

Nel caso in cui uno stato di glicemia bassa fosse correlato a patologie specifiche, allora diventa fondamentale curare la patologia sottostante.

Cosa mangiare per evitare ipoglicemia

Quando la condizione di ipoglicemia è riconducibile a situazioni fisiologiche, bastano pochi accorgimenti per ripristinare i valori normali.

Per esempio, in caso di un digiuno prolungato o a seguito di intensi sforzi fisici è sufficiente mangiare un po’ di frutta o un alimento ricco di zuccheri.

In alternativa, un bicchiere con acqua e un paio di cucchiaini di zuccheri aiuta a ritrovare un senso di benessere.

Risulta importante per questo conoscere l’indice glicemico associato ad ogni alimento per gestire al meglio la propria dieta. Per un intervento immediato nelle situazioni lievi di ipoglicemia è consigliabile il consumo di cibi ad elevato indice glicemico.

La dieta ideale sarebbe così costituita:

  • 55-65% di carboidrati
  • 25-30% di grassi
  • 10-15% di proteine

Attenzione: anche in caso di ipoglicemia, rimane altamente sconsigliata l’assunzione frequente di cibi ricchi di zuccheri aggiunti, come caramelle, bibite zuccherate, snack dolci e cibo spazzatura in generale.

Quali sono i cibi che fanno alzare la glicemia

Tuttavia, per evitare una condizione di ipoglicemia reattiva, è bene introdurre nella propria dieta quotidiana alimenti a moderato indice glicemico, come frutta e cereali integrali.

In caso di crisi, è utile sapere che i carboidrati riescono a far alzare la glicemia più rapidamente e a livelli più elevati rispetto ad altri macronutrienti.

Nello specifico, gli alimenti da prediligere sono i cereali, frutta e verdura, i dolci e i prodotti lattiero-caseari.

Quante volte al giorno si deve misurare la glicemia

In genere, l’autocontrollo glicemico va fatto prima di ogni pasto e la sera, prima di andare a dormire. Per un totale complessivo di 7 controlli giornalieri.

In quale mano si misura la glicemia

Andrebbe usata la mano dominante. Come dita, prediligere il medio, l’anulare o il mignolo.

Quando un bambino ha la glicemia bassa

Nei bambini, si parla di ipoglicemia  quando i livelli di glucosio nel sangue scendono al di sotto di 55 mg/dL.

Cosa comporta la glicemia bassa nei bambini

I sintomi che compaiono nei più piccoli sono pallore, sudorazione, tremori, irritabilità, cianosi, ipotonia, alterazioni del battito cardiaco, fino ad arrivare alle convulsioni e al coma.

Inoltre, una discesa rapida e consistente della glicemia nei bambini può comportare un processo di chetosi.

Quest’ultimo è responsabile dell’acetone, manifestato dal tipico alito cattivo, e del vomito. Una particolare attenzione va rivolta ai bambini affetti da diabete di tipo 1 poiché sono maggiormente esposti al rischio di crisi ipoglicemiche.

Ciò può essere ricondotto alla variabilità della loro attività fisica e alla difficoltà nel prevedere l’assunzione di cibo.

Come alzare la glicemia nei bambini

al comparire dei primi segnali, somministrare immediatamente degli zuccheri ad assorbimento rapido. Perfetta ad esempio acqua e zucchero. Evitare invece gli zuccheri associati ai grassi, come latte, cioccolato e dolci vari.

Glicemia bassa in gravidanza

Solitamente questo problema non rappresenta un particolare rischio per il feto quando compare in gravidanza. Ben più rischioso, invece, è il diabete pregestazionale o gestazionale. In caso si manifesti è comunque importante che la gestante si impegni a ripristinare i valori normali.

Per questo è importante mantenersi sotto stretto controllo glicemico durante la gravidanza e possibilmente fin dal momento del concepimento. La glicemia nella norma scongiura possibili malformazioni fetali che possono verificarsi fin dalle prime fasi della gravidanza.

Glicemia bassa

Come deve essere la glicemia in gravidanza

Nel corso della gravidanza, si considera ottimale una glicemia <90 mg/dL a digiuno e <120 mg/dL a distanza di 1 ora dal pasto.

Quali valori di glicemia sono pericolosi in gravidanza

Si parla di diabete gestazionale quando la glicemia corrisponde o supera i seguenti valori:

  • 92 mg/dL a digiuno
  • 180 mg/dL dopo 1 ora dal pasto
  • 153 mg/dL a 2 ore di distanza dal pasto

Cosa mangiare in caso di glicemia bassa in gravidanza

La donna che soffre di diabete gestazionale deve seguire una specifica dieta in gravidanza e mangiare alimenti ricchi di ferro, calcio e acido folico.

Dovrà evitare i grassi e prediligere invece tutti quei cibi che sono ricchi di fibre. I carboidrati come pasta, riso e frutta vanno consumati moderatamente.

Glicemia bassa e diabete

Una crisi ipoglicemica è uno dei più gravi rischi che corrono i soggetti diabetici. Per coloro che assumono insulina, c’è addirittura il rischio di morte.

I pazienti affetti da diabete possono rilevare una condizione di ipoglicemia in alcuni particolari casi. La riduzione del valore di glucosio nel sangue può essere dovuta ad un eccessivo dosaggio di insulina o di altri farmaci che ne stimolano la produzione.

Inoltre, se si riscontra una ricorrente ipoglicemia dopo i pasti, questa può indicare la presenza del diabete mellito di tipo II. Per i pazienti diabetici è particolarmente rilevante non saltare i pasti, in particolar modo la colazione. Occorre, inoltre, evitare il digiuno prolungato e l’abuso di bevande alcoliche.

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