Salute

Tutto sull’herpes zoster, meglio noto come fuoco di Sant’Antonio

Cos'è, quali sintomi presenta, come si cura e quali sono i soggetti predisposti

L’Herpes zoster, più conosciuto come fuoco di Sant’Antonio, è un virus che provoca una dolorosa eruzione cutanea caratterizzata da tante vescicole di forma allungata, disposte a grappolo. Colpisce in una specifica zona, in genere il busto.

Tutto sull’herpes zoster, meglio noto come fuoco di Sant’Antonio

Si tratta dello stesso virus che provoca la varicella che resta inattivo nel tessuto nervoso per anni, per poi riattivarsi, ad un certo punto della vita, con le manifestazioni molto dolorose.

Così, tutte le persone che hanno avuto la varicella, magari da piccoli, sono potenzialmente a rischio di sviluppare il fuoco di Sant’Antonio.

Scopriamo qualcosa in più su questo virus e come curarlo.

Herpes zoster: cos’è?

Si tratta di un’eruzione cutanea piuttosto dolorosa provocata dal virus della varicella (herpes zoster virus), appartenente alla famiglia dell’herpes labiale.

Si stima che, circa il 90% della popolazione che si ammala di varicella nella vita, nel 10% di casi può presentare una recidiva dell’infezione sotto forma di Herpes Zoster.

Il motivo della riattivazione del virus non è noto. Statisticamente si è però notato che l’eruzione da zoster appare quando il sistema immunitario risulta indebolito da vari motivi, come l’assunzione di altri farmaci o la presenza di altre malattie.

I più soggetti sono gli adulti di età pari o superiore a 40 anni.

Non esistono farmaci per curarlo, ma dal 2021 è stato introdotto un vaccino. Per calmare il dolore e velocizzare il decorso sono consigliati degli antivirali e degli antidolorifici.

Herpes Zoster, etimologia

Il suo nome viene da due parole greche: herpes dal sostantivo herpetón che significa ‘serpente’, mentre  zoster vuol dire ‘cintura’.

Tale denominazione descrive in maniera davvero molto appropriata l’esordio del virus. Diffatti, nella maggioranza dei casi, la sensazione di bruciante dolore e le eruzioni vescicolari sono distribuite nella schiena, come se fossero una mezza cintura. Il virus varicella-zoster (VZV), colpisce i gangli delle radici nervose distribuite nella parte dorsale.

Questo virus è più comunemente noto anche come fuoco di Sant’Antonio. Il Santo aveva la fama di taumaturgo e guaritore e, da secoli, per il suo rapporto con ‘quel grande Spirito di fuoco’ che egli aveva ricevuto, è associato a varie malattie che hanno in comune il fatto di provocare dolore e bruciore intensi.

Herpes zoster: cause

Viene causato dal virus varicella zoster (VZV), lo stesso che causa la varicella. Dopo aver avuto questa malattia esantematica, in genere durante l’infanzia, il virus rimane latente nell’organismo.

Resta in forma inattiva, all’interno dei gangli nervosi da cui si dipartono i nervi. Dopo vari anni, e in situazioni ben specifiche e particolari, può risvegliarsi, appunto, sotto forma di piccole vescicole ripiene di sieroe. disposte a grappolo lungo un nervo specifico.

In genere, l’infezione colpisce prevalentemente gli adulti, nel periodo inverno-primavera.

Le cause della riattivazione del virus non sono note. Tuttavia, è presumibile pensare che, nella maggior parte dei casi, avvenga a causa di un abbassamento delle difese immunitarie.

Infatti, si osserva con una certa frequenza nei seguenti soggetti:

  • malati di tumore
  • con deficit immunitari
  • aventi patologie del sangue
  • sottoposti a trattamenti con farmaci immunosoppressori

Inoltre, altri fattori che possono favorire la rinascita del virus sono:

  • età avanzata
  • stress, fisico ed emotivo
  • infezione da HIV
  • recente trapianto di midollo osseo o altri organi
  • chemioterapia

Non è comunque detto che tutte le persone che hanno avuto la varicella sviluppino, prima o poi, anche lo Zoster.

Quali sono i sintomi dell’herpes zoster?

In genere, i sintomi iniziali sono una sensazione, localizzata in una zona ben precisa del corpo (un fianco, il busto, l’addome, il viso…), di bruciore, prurito e maggiore sensibilità, con un po’ di formicolio.

Dopo alcuni giorni (meno di una settimana) nella stessa zona compare un eritema cosparso di vescicole contenenti siero, del tutto simili a quelle della varicella.

herpes zoster

La zona colpita è molto dolente e molto sensibile al tatto. Talora il dolore si irradia lungo il nervo colpito. Talvolta possono manifestarsi anche cefalea, febbre e un senso di malessere generale e diffuso.

Dopo circa 5 giorni dalla comparsa delle vescicole, queste si seccano e formano una crosta che può lasciare cicatrici sulla pelle. Fino a quando non si formano le croste, si dovrebbe stare lontano da altre persone per evitare la trasmissione del virus.

Riassumendo, quindi, i sintomi dello zoster sono:

  • vescicole contenenti siero simili alla varicella
  • dolore bruciante o lancinante
  • febbre
  • senso di malessere generale
  • prurito
  • mal di testa
  • brividi
  • febbre

Complicanze e casi particolari

Il virus può colpire anche la parte del nervo facciale che innerva l’occhio e l’orecchio.

In questo caso l’infezione può provocare dolore e vescicole anche attorno all’occhio, provocando talvolta alterazioni della vista, nonché dolore all’orecchio e problemi di udito.

In casi gravi l’infezione del nervo facciale può indurre una paralisi dei muscoli del viso.

Herpes zoster: dolore

Lo sfogo eritematoso è spesso preceduto dalla cosiddetta fase prodromica, ovvero iniziale, caratterizzata da arrossamento cutaneo e senso di formicolio o intorpidimento nell’area in cui compariranno le vescicole.

Questa precede l’eruzione di 48-72 ore, ma può iniziare anche 2 settimane prima della comparsa delle lesioni.

L’eruzione vera e propria è accompagnata da una forte sensazione di bruciore, e dolori molto forti, anche lancinanti.

Settimane o mesi dopo la guarigione dell’eruzione, può insorgere uno stato doloroso cronico. Nel 20% dei malati oltre i 65 anni, questo stato permane per più di 3 mesi e prende il nome di nevralgia post-zosteriana.

Dove si localizza l’herpes zoster

La zona in cui si manifesta con maggior frequenza è una fascia che si estende su un solo lato del tronco, all’altezza della vita.

Inoltre, può presentarsi di frequente anche su un lato del viso, intorno all’occhio e sulla fronte. Raro, ma comunque possibile, la zona lungo il nervo sciatico.

herpes zoster

Herpes Zoster viso

Quando è interessato il nervo trigemino le lesioni possono comparire a livello del volto, della bocca, della lingua o dell’occhio.

Quest’ultima manifestazione – detta zoster oftalmico – si verifica nel 10%-20% dei pazienti ed è estremamente pericolosa. L’herpes oculare, infatti, non solo provoca cicatrici a livello delle cornee, ma può anche portare alla perdita della vista.

Tra i primi sintomi si nota dolore e prurito a livello della fronte e dl naso che, nel giro di pochi giorni, si coprono di piccole vescicole rosse, molto dolorose.

L’infezione oculare causa inoltre dolore, arrossamento, sensibilità alla luce ed edema palpebrale.

Il trattamento precoce con un farmaco antivirale può ridurre la durata dell’eruzione dolorosa. Inoltre, quando lo Zoster infetta il viso e minaccia gli occhi, il trattamento con gli antivirali riduce il rischio di complicanze oculari.

Se l’occhio è infiammato possono essere utili i corticosteroidi, di solito in collirio.

Come guarire da herpes zoster

Di norma la guarigione è spontanea, esattamente come accade con la varicella. Tuttavia, il medico può intervenire prescrivendo un farmaco antivirale per ridurre i sintomi e i fastidi.

Ovviamente, l’efficacia di questi farmaci è massima quanto prima vengono iniziati. Esistono anche dei rimedi naturali per herpes zoster da prendere in alternativa, per limitare il dolore e prevenirne l’insorgenza.

Herpes Zoster: cura

Come per i rimedi naturali per herpes labiale, anche in questo caso si possono impiegare dei trattamenti locali e sistemici per ridurre i sintomi.

Poiché l’infezione guarisce spontaneamente, è bene non grattare le vescicole per prevenire eventuali infezioni e fare impacchi freddi sull’eruzione cutanea per alleviare dolore e prurito.

Inoltre, un dermatologo potrà prescrivere:

  • farmaci antivirali che riducono la proliferazione del virus e la durata della manifestazione ma non agiscono sul dolore
  • antidolorifici e antinfiammatori che purtroppo agiscono poco sul dolore di questo specifico disturbo
  • gel a base di cloruro d’alluminio che riduce il tempo di guarigione delle vescicole, il prurito, il dolore

Qualora avesse colpito il volto, data l’estrema delicatezza della zona, è fortemente consigliabile il consulto da parte di un oculista o un otorinolaringoiatra.

Altri rimedi consigliati

Per dare sollievo a dolore e prurito, è consigliato:

  • indossare indumenti larghi
  • fare un bagno fresco
  • usare impacchi freschi sulle vescicole
  • mantenere la zona colpita dall’eruzione asciutta e pulita per ridurre il rischio di sovra-infezione da batteri

Herpes zoster: farmaci

Per diminuire la durata e la gravità degli episodi di fuoco di Sant’Antonio è bene assumere farmaci antivirali specifici, come l’aciclovir, il valaciclovir o il famciclovir.

Nella gran parte dei casi, iniziando la terapia immediatamente dopo la comparsa dell’eritema sulla pelle, le lesioni scompaiono più rapidamente e il dolore regredisce nel giro di 3-5 settimane. Inoltre, le vescicole non lasciano cicatrici.

herpes zoster

Come si contagia Herpes Zoster?

Le persone con l’Herpes Zoster possono trasmettere il virus a chiunque non abbia ancora avuto la varicella, o non sia vaccinato contro di essa, attraverso il contatto diretto con le vescicole aperte che contengono il virus infettante. La persona contagiata, sviluppa la varicella e non l’Herpes Zoster.

Si è contagiosi fino a quando l’ultima vescicola non si è seccata. Sino a quel momento, è quindi consigliato rimanere a casa e non condividere con altri vestiti o asciugamani.

Durante la fase attiva del fuoco di Sant’Antonio, è particolarmente importante prevenire la diffusione dell’infezione alle donne in gravidanza, ai neonati e alle persone immunodepresse (soggetti sottoposti a chemioterapia e trapianto d’organo).

Quante volte può venire l’Herpes Zoster?

Purtroppo, non esistono misure di prevenzione contro l’infezione da Herpes Zoster. Pertanto, il Fuoco di Sant’Antonio può comparire più volte nel corso della vita, anche a distanza di anni.

Comunque sia, attacchi ripetuti non sono frequenti. Di media, possono verificarsi 1 o 2 episodi in totale. È estremamente raro che il virus si attivi tre volte o più.

Quanti giorni di malattia per Fuoco di Sant’Antonio?

Durante l’incubazione di 7-14 giorni, si manifestano formicolio e dolori in un’area cutanea circoscritta. Dopo pochi giorni, nella stessa zona, compare un’eruzione eritematosa cosparsa di vescicole piene di siero trasparente e raggruppate a grappolo. Dopo 3-4 giorni, le vescicole si rompono e si formano delle croste che poi cadono nel giro di massimo un paio di settimane.

Cosa non mangiare quando si ha il Fuoco di Sant’Antonio

Quando si è affetti da Fuoco di sant’Antonio, sarebbe meglio evitare tutti quegli alimenti contenenti più arginina della media come, ad esempio, i semi oleosi, soprattutto arachidi, mandorle e nocciole.

Lisina Herpes Zoster

Durante questa infezione, è raccomandato assumere lisina, un aminoacido da integrare mediante la dieta poiché il corpo non lo riesce a sintetizzare. Sostanza fondamentale per la salute della pelle, dei tessuti e per rafforzare le nostre difese immunitarie, si trova abbondantemente nella carne, nel pesce, nei latticini, nelle uova, nei legumi e nella soia.

Quali vitamine prendere per il fuoco di Sant’Antonio?

Oltre ad una integrazione di lisina, è consigliato assumere:

  • vitamina C, che potenzia le difese immunitarie, protegge le cellule e ripara i tessuti
  • vitamina B12, che aiuta il funzionamento dei sistemi immunitario e nervoso

Da non dimenticare anche un buon apporto di calcio e magnesio perché proteggono le terminazioni nervose sensibili.

Cosa succede se non si cura il fuoco di Sant’Antonio?

Le complicazioni del Fuoco di Sant’Antonio, se in forma acuta, possono essere gravi. Soprattutto se il virus colpisce il volto perché potrebbe portare infezioni oculari che comportano addirittura il rischio di cecità se non trattate.

Inoltre, settimane o mesi dopo la guarigione dell’eruzione, può insorgere uno stato doloroso cronico.

Herpes zoster e varicella

Sono due malattie diverse causate dallo stesso agente, il virus della varicella-zoster, appartenente alla famiglia degli herpes virus.

Una volta contratta la varicella, il virus non viene eliminato dall’organismo, ma rimane latente per il resto della vita nelle cellule dei gangli delle radici nervose spinali.

Nel 10%-20% dei casi si risveglia, di solito in età avanzata o in corrispondenza di una situazione di immunodeficienza.

Herpes zoster e vaccino

Dal 2021 è disponibile anche in Italia un nuovo vaccino  che fa parte di un pano di prevenzione vaccinale che fa parte dei livello base di assistenza sanitaria, pertanto, ed è disponibile gratuitamente.

È indicato nei chi ha più di 50 anni e raccomandato agli over 65 e nei soggetti a rischio, anche se più giovani.

Si tratta di un vaccino vivo attenuato, in grado di rafforzare la risposta immunitaria nei confronti del virus. Per questo ne previene la riattivazione, ne riduce il decorso e la gravità delle manifestazioni. Viene somministrato per via sottocutanea o intramuscolare in un’unica dose.

herpes zoster

Ha un’efficacia del 70% che tende a diminuire con l’avanzare dell’età. Riduce in maniera significativa:

  • i casi di herpes zoster
  • i casi di nevralgia post-erpetica
  • il dolore e la gravità dei disturbi

Il vaccino va usato e considerato solo come strategia di prevenzione e non per curare le persone con la malattia in corso. Prima di vaccinarsi va sempre consultato il medico.

Herpes zoster interno, sintomi

Pur trattando si di una situazione assai rara il fuoco di Sant’Antonio può presentarsi anche come malattia esclusivamente interna, ovvero senza eruzione cutanea.

Stiamo parlando di Zoster sine herpete, e colpisce principalmente le persone di età superiore a 50-55 anni e quelle che presentano un sistema immunitario debole.

Ovviamente, in questo caso, la diagnosi è più complicata rispetto alla variante classica della malattia. Per la diagnosi precisa si procede con più test, eseguiti ad una distanza di 10 giorni l’uno dall’altro, che evidenziano un aumento del livello di anticorpi IgM-IgG.

Tuttavia, a parte la mancanza di vescicole, i sintomi che fanno pensare allo zoster sine herpete sono gli stessi:

  • dolore e bruciore in alcune zone del corpo
  • mal di testa
  • formicolio
  • senso di malessere generale
  • brividi di freddo
  • febbre (non sempre)

Anche senza un’eruzione cutanea, il virus non va sottovalutato. A volte, infatti, può manifestarsi anche con una certa gravità.

Se la zona colpita è, ad esempio, il viso, si può rischiare una paralisi facciale dal momento che la patologia è andata ad interessare i nervi cranici. Altre complicazioni possono portare poi a patologie cardiache o cerebrali, oppure embolia polmonare.

Pertanto, bisogna agire il prima possibile per eliminarlo in modo che non permanga troppo a lungo nel corpo, facilitando complicanze. In questo caso, di solito, il medico prescrive una terapia a base di antivirali, assieme ad analgesici e qualche antinfiammatorio.

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