Guida alla magnetoterapia per curare infiammazioni e dolori vari

di Alessia del 11 settembre 2018

Cos’è e come funziona la magnetoterapia? Scopriamo i benefici e le eventuali controindicazioni di questa tecnica impiegata per il trattamento di numerose patologie.

Guida alla magnetoterapia per curare infiammazioni e dolori vari

Cos’è la magnetoterapia

Si tratta di una cura per trattare alcuni tipi di disturbi, soprattutto fratture ossee, infiammazioni e dolori attraverso l’applicazione di magneti a bassa frequenza e intensità direttamente sulla pelle. Questi creano micro-correnti elettriche che stimolano i vasi sanguigni e quindi la ricrescita ossea e la disinfiammazione dei tessuti senza però provocare un aumento di calore corporeo.

Magnetoterapia: a cosa serve?

Si tratta di un tipo di trattamento non invasivo usato sia dalla medicina ufficiale che dalla medicina alternativa, che sfrutta l’azione dei campi elettromagnetici per curare diversi disturbi.

Cosa sapere sulla magnetoterapia    

Scopriamo meglio cosa bisogna sapere su questa terapia e da dove viene.

Quando nasce la magnetoterapia  

In realtà l’impiego di magneti per la cura delle varie patologie risale a tanti secoli fa. Solo però nel 1500 Paracelso, medico e alchemista, iniziò a studiare come applicare le correnti magnetiche per la cura dei vari disturbi.

Affascinato dalle sue ricerche, un certo Hall, professore di astronomia, iniziò a curare i primi pazienti, seguito da Mesmer.

Bisognerà però attendere gli studi di Michael Faraday, padre della biomagnetica, e di Hertz e Gauss per porre quelle importanti basi oggi applicate nella moderna magnetoterapia.

Un importante passo in avanti venne fatto ai giorni nostri, quando perfino la NASA si avvicinò a questa tecnica di cura per studiare gli effetti dell’assenza di gravità sulle ossa degli astronauti.

Cosa significa magnetoterapia  

La parola viene dall’unione di due parole greche: mágnēs che sta per ‘magnete’ e therapeìa che vuol dire ‘cura’. Quindi significa ‘cura del corpo attraverso le onde magnetiche’.

Magnetoterapia cosa cura

Dunque la magnetoterapia utilizza magneti per per trattare una vasta gamma di problemi di salute. In particolare, viene applicata nei casi di gravi infiammazioni, dolore, problemi a livello vascolare, muscolare, articolare ed osseo.

Nello specifico aiuta quindi a:

  • lenire il dolore
  • ridurre le infiammazioni
  • migliorare la circolazione del sangue
  • mineralizzare le ossa
  • calcificare le fratture ossee
  • ridurre la perdita di elasticità tissutale
  • aiutare il processo di cicatrizzazione.

Come funziona?

Prima di spiegare come funziona, bisogna spiegare cosa sono i campi magnetici.

Questi non sono altro che spazi definiti dove operano delle forze generate da corrente elettrica o magneti. Tali forze vanno a modificare le cariche elettriche delle membrane cellulari, ripristinando l’equilibrio.

Questo cambiamento di potenziale elettrico genera un effetto a cascata, come un incremento di ATP, la molecola responsabile della distribuzione di energia alle varie cellule. O ancora può verificarsi uno spostamento degli ioni calcio utile per la rigenerazione ossea in seguito a fratture.

Magnetoterapia perché si usa  

Le onde agiscono direttamente sui tessuti, mobilizzando gli ioni positivi e negativi presenti nel corpo, accelerando i processi di scambio ionico a livello della membrana cellulare e stimolando così il metabolismo.

Apparecchi utilizzati

I dispositivi per la magnetoterapia sono essenzialmente dei solenoidi, chiamati anche magneti. Si tratta di un conduttore metallico di forma cilindrica attraversato da corrente, per generare il campo magnetico, le cui linee di forza costituiscono il campo positivo e quello negativo.

Negli apparecchi per la magnetoterapia il solenoide ha una forma piatta per essere a contatto diretto con la parte da trattare, ad eccezione dei solenoidi a cilindro, dentro cui si introduce il paziente. Possono essere circolari, rettangolari, cilindrici ed usati singolarmente o a due poli e tenuti insieme in una fascia. L’importante è che generino campi magnetici di intensità e frequenza adeguati.

La frequenza delle onde sarà differente in base al tipo di disturbo che deve essere trattato. In ogni caso si tratta di onde non-ionizzanti, che agiscono solo a livello biologico, senza penetrare nei tessuti e senza generare calore. Non vi sono dunque effetti collaterali e controindicazioni.

In linea di massima l’apparecchiatura comprende:

  • un piccolo computer da dove parte l’energia
  • dei cavi di collegamento
  • i magneti o solenoidi, che non sono altro che piastre metalliche applicate su specifiche fasce che andranno posizionate sulla zona da trattare

magnetoterapia come funzione

Magnetoterapia come agisce

In realtà la spiegazione dell’efficacia della magnetoterapia rimane un mistero. Non è noto ancora chiaro come i campi elettromagnetici potrebbero influenzare il funzionamento dei meccanismi biologici.

Sono state avanzate diverse ipotesi, ma nessuna è stata finora dimostrata completamente e la ricerca è in corso.

L’evidenza scientifica al momento è che questo trattamento risulta efficace in caso di fratture ossee, perché favorisce una migliore e più veloce formazione del callo osseo, anche nei portatori di protesi. E migliora la sintesi ossea nell’osteoporosi. L’efficacia è provata anche nel riassorbimento degli edemi e nella cicatrizzazione delle ferite.

Secondo l’ipotesi più comune, i campi elettromagnetici agiscono stimolando l’attività cellulare. Alcuni studi sostengono che i campi elettromagnetici attivano la circolazione sanguigna, che favorirebbe l’apporto di ossigeno e sostanze nutritive. Si sostiene anche che il ferro nel sangue faccia da conduttore del magnetismo.

Inoltre dovrebbero favorire la secrezione di endorfine da parte del cervello, che è un ottimo analgesico o antidolorifico.

Sembra poi che i campi elettromagnetici possano anche interrompere la trasmissione del segnale di dolore tra le cellule di un organo e il cervello. Inoltre dovrebbero favorire la secrezione di endorfine da parte del cervello, che è un ottimo analgesico o antidolorifico.

Le tipologie

Ci sono due categorie principali di magneti:

  • magneti statici, il cui campo elettromagnetico è stabile
  • magneti pulsati, in cui il campo varia e che devono essere collegati ad una sorgente elettrica, e possono essere a bassa e ad alta frequenza.

La maggior parte dei magneti che vengono utilizzati direttamente dal paziente in maniera indipendente attraverso piccoli apparecchi portatili, sono statici o pulsati ma sempre a bassa frequenza.

La terapia con onde radio ad alta frequenza è fatta da grandi macchine utilizzate solo sotto controllo medico in strutture specializzate e mandano l’impulso per brevi secondi.

Magneti statici

Nella magnetoterapia statica i magneti hanno un campo elettromagnetico stabile e sono applicati direttamente sulla zona dolorante o da trattare. Si tratta dell’intervento meno efficace, per questo spesso non viene utilizzato.

Magneti pulsati a bassa e basissima frequenza

La magnetoterapia a bassa frequenza agisce invece su intervalli di frequenze compresi tra 3 e 200 Hz. Viene utilizzata per la rigenerazione dei tessuti, per rinforzare lo scheletro e stimolare i processi di calcificazione.

Magneti pulsati ad alta frequenza

In questo caso le frequenze magnetiche sono molto elevate, si va da 18 a 900 milioni di Hz. Grazie a questa potenza si ottiene un potente effetto antinfiammatorio ed analgesico e si migliora la circolazione sanguigna.

magnetoterapia quando farla

Magnetoterapia quando farla

Questo trattamento è indicato in presenza di specifiche patologie. Vediamo le principali:

Chi non può farla

La magnetoterapia non può essere fatta dalle donne incinte, bambini e adolescenti. È necessario difatti che lo sviluppo dello scheletro sia terminato.

Sono da escludersi coloro che portano pace maker e placche metalliche per via dell’interferenza delle onde.

Non può essere applicata a chi presenta patologie tumorali, disturbi cardiaci e linfomi.

Inoltre, la dilatazione dei vasi sanguigni causata da campi elettromagnetici potrebbe influenzare l’assorbimento cutaneo dei farmaci, specie di chi sta usando dei patch cutanei.

Le persone con disturbi della circolazione sanguigna e di anemia non devono seguire questa terapia: c’è il rischio di sanguinamento dovuto alla dilatazione prodotta dai campi magnetici.

Come farla

Per piccole zone da trattare si può utilizzare una fascia irradiante. Se la zona del corpo è più ampia, meglio usare una coppia di solenoidi a cuffia oppure un tappetino irradiante per generare un campo elettro magnetico di maggiore intensità.

Come usare apparecchio magnetoterapia  

La maggior parte degli apparecchi è alimentata a corrente, per cui si deve collegare l’alimentatore alla presa prima di iniziare la terapia. Nel caso sia un apparecchio con batterie ricaricabili, è bene controllare che la carica sia completa, perché un trattamento può durare diverse ore e soprattutto di notte non ci può accorgere se si spegne prima del previsto.

Applicate i magneti e impostate la frequenza e la durata del singolo trattamento attraverso la piccola centralina. Alzare la potenza non farà comunque diminuire il tempo necessario al trattamento. Seguite le indicazioni del medico che vi ha prescritto la terapia.

I cicli di trattamento vanno da un minimo di 8-10 giorni a oltre 20-30 giorni e in alcuni casi 3-4 mesi, a seconda dell’intensità del dolore e da quanto tempo persiste. Sarà il medico a valutare durata del ciclo e ore giornaliere, che possono essere variare da 2 fino a 8-10. Per questo spesso si consiglia di usarlo di notte a letto.

Si posiziona dunque il solenoide nel punto in cui si percepisce di più il dolore. Se sono due, bisogna sistemarli distanziandoli almeno 5 centimetri l’uno dall’altro. Si possono tenere fermi con l’aiuto di una fascia elastica.

magnetoterapia

Cosa sono i Gauss

Il gauss (simbolo G), è l’unità di misura del campo magnetico ed indica la densità del flusso magnetico, 1 gauss è pari ad 1 Maxwell/cmq.

Nella magnetoterapia i Gauss indicano l’intensità del campo magnetico generato dall’apparecchio.

I magneti a campo stabile o pulsato a bassa frequenza (tra i 5 e i 100 Hertz) di utilizzo domiciliare possono variare l’intensità da molto bassa (100-300 Gauss) ad alta (3.000-6.000 Gauss).

Quelli che usano onde radio ad alta frequenza dei centri medici invece utilizzano frequenze di 18-900 MHz.

Magnetoterapia quale frequenza  

Esistono diversi tipi di dispositivi a bassa frequenza che, a seconda del tipo di terapia, hanno valori differenti della frequenza:

  • 0-50 Hz per stimolare la ricrescita del tessuto
  • 100-150 Hz per stimolare la ricrescita del tessuto e con un piccolo effetto analgesico
  • 200-350 Hz per un effetto analgesico e stimolare anche la ricrescita del tessuto
  • 600-750 Hz per un effetto analgesico

Deve sempre essere il medico che prescrive il trattamento a stabilire la giusta potenza e intensità  del campo elettro-magnetico in funzione della zona del corpo e dell’intensità del dolore.

Come posizionare i magneti

Per chi esegue questa terapia senza l’aiuto di uno specialista, è importante determinare esattamente dove collocare i magneti.

Sistemateli dal verso giusto perché i magneti generano un campo elettro magnetico da un lato solo.

Alcuni apparecchi dispongono di vari magneti o solenoidi, a seconda dell’ampiezza della parte del corpo da trattare, e tutti possono essere sistemati sia direttamente sulla pelle che sul tessuto, una calza, un tutore, o il gesso.

I magneti possono essere utilizzati in diversi modi. Possono essere sono sistemati direttamente a contatto della parte dolorosa (ginocchio, piede, polso, schiena) o su un meridiano di agopuntura.

Come impostare la magnetoterapia per la cellulite 

Alcuni fabbricanti di apparecchi magnetoterapici ad alte frequenze promettono anche un miglioramento della cellulite, grazie alla sollecitazione del metabolismo e della microcircolazione, con successivo riassorbimento dei liquidi.

Tuttavia, non ci sono evidenze che funzioni veramente e sembra più che altro una pubblicità ingannevole. Non ci sono controindicazioni per l’uso della magnetoterapia contro la cellulite, ma neppure indicazioni di reale efficacia in questo senso.

Magnetoterapia come capire se funziona

Non è possibile capire se la terapia funziona, il campo magnetico non è percepibile ad occhio nudo e non genera calore.

Tuttavia gli studi sull’efficacia di questa terapia concordano nel considerare le fratture di tessuto con potenziale elettronegativo, e la sua normalizzazione porta alla sua normalizzazione del potenziale elettrico.

Magnetoterapia cosa si sente

In sé il campo elettro-magnetico non fa rumore e non produce calore ed il nostro corpo non è in grado di percepire la sua azione.
Il solenoide dopo qualche ora tende leggermente a scaldarsi, per cui è consigliato stendere un pezzo di stoffa tra il magnete e la pelle in caso di usi prolungati.

Magnetoterapia quando si usa 

Quando si utilizza la magnetoterapia ad alta frequenza si raccomanda di andare presso un centro di riabilitazione, un istituto di cura o un centro di fisioterapia, e bisogna essere seguiti da uno specialista che supervisiona le sessioni. Nei casi in cui invece la terapia sia domiciliare, si potranno usare apparecchi a bassa frequenza o statici.

Quando farla

Si può eseguire un ciclo di magnetoterapia sia di giorno che di notte, sia seduti che stesi a letto, purché vicini ad una presa elettrica per l’alimentatore.

Dove fare magnetoterapia

La magnetoterapia può essere fatta in ospedale, nei reparti di riabilitazione, in qualsiasi ambulatorio privato e anche a casa.

Il primo passo per usufruire di questo trattamento è quello di recarsi dal medico di famiglia o da uno specialista per ottenere la prescrizione.

Si programmano così dei cicli di trattamento, dove ogni seduta dura almeno 30 minuti. L’intervento può esaurirsi in poche settimane o alcuni mesi, in base al tipo di problema. Di certo è che un intervento troppo breve rischia di non produrre alcun effetto.

Si possono seguire dei trattamenti prolungati, anche per 8-9 ore al giorno per diversi giorni consecutivi. Per questo è possibile acquistare o affittare un apparecchio da usare a domicilio.

Quale magnetoterapia comprare

Può risultare conveniente acquistare un apparecchio se lo si deve utilizzare a lungo, magari su più persone. Basterà pulire i magneti semplicemente con acqua e sapone ad ogni utilizzo.

Si trovano in farmacia e online degli apparecchi a bassa ed alta frequenza, sia a fascia che a tappetino, contenenti da 3 a 6 solenoidi, completi di programmi preimpostati per diversi tipi di patologie (osteoporosi, artrite, emicrania) con frequenze da 1 a 200 Hertz, e la possibilità di regolare l’intensità del campo magnetico fino a 150 Gauss.

I prezzi possono variare da 50 a 300 euro in base al modello e alla frequenza erogata.

Magnetoterapia dove acquistarla

Per chi desidera farlo a casa, si possono acquistare gli apparecchi in autonomia nelle farmacie, nelle parafarmacie, nei negozi di materiale ortopedico e online.

Il prezzo varia a seconda delle dimensioni, del materiale utilizzato e del marchio.

Dove affittare magnetoterapia

Ci sono aziende specializzate che si occupano del noleggio a breve termine, in genere il costo è di 10-15 euro al giorno. Nel prezzo è compreso il recapito degli apparecchi a casa propriwa, già pronti per l’uso, il loro prelievo e ricondizionamento per un uovo cliente.

Il medico deve indicare il tipo e la frequenza d’utilizzo, che dovrete comunicare a chi vi affitta l’apparecchio.
Diverse assicurazioni mediche prevedono un rimborso per questa terapia anche se eseguita a livello domiciliare.

Altre tecniche di cura

Ecco altri trattamenti impiegati per la cura dei principali disturbi:

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