Piombo, alimenti e rischi per la salute

di Giulia Martensini del 8 luglio 2017

Il piombo è un metallo pesante che si trova in molti campi, dai materiali per l’edilizia alle auto, è presente anche nei gas combusti delle vetture, e può essere presente anche in alcuni alimenti. Essendo molto nocivo, se ingerito, può dar luogo ad un’intossicazione chiamata saturnismo. Livelli elevati nel sangue danneggiano il sistema nervoso e possono causare malattie del cervello e del sangue. 

Che cos’è il piombo 

Il piombo è un metallo pesante che in natura si trova nel minerale galeno. In passato era impiegato come lega metallica per le tubazioni, le pentole e vari utensili da cucina, per via della sua resistenza alla corrosione. Oggi viene utilizzato sempre meno, per via della sua elevata tossicità, principalmente nelle vernici, nelle nelle batterie e come additivo antidetonante nella benzina.

Può disperdersi nell’ambiente anche in seguito all’estrazione e alla lavorazione di metalli come oro, argento e bismuto.

Tossicità

Si tratta di un metallo pesante estraneo al nostro metabolismo, che dunque costituisce una grave minaccia per la nostra salute. Il nostro organismo può entrarne in contatto in molti modi, tramite la cute, per via orale e respiratoria.

I bambini sono maggiormente esposti a possibili intossicazioni, poiché l’assorbimento è nettamente più elevato rispetto all’adulto.

Piombo nell’aria

Nel motore delle automobili viene bruciato ed espulso sotto forma di gas combusto, entrando nell’ambiente attraverso gli scarichi.

Le particelle più grandi si depositano immediatamente sul terreno o nell’acqua superficiale, inquinandola. Le particelle più piccole permangono nell’atmosfera e contaminano il terreno attraverso la pioggia.

Per questo il maggior assorbimento avviene per via respiratoria.

Piombo negli alimenti

Il piombo, come altri metalli pesanti, può contaminare diversi alimenti che finiscono sulla nostra tavola. Fonti di contaminazione sono gli scarichi non trattati sufficientemente, residui di lavorazione delle attività estrattive e di lavorazione di questo e altri metalli, e sversamenti di batterie e vernici nel terreno che inquinano il terreno e le falde.

Così, i prodotti ortofrutticoli coltivati in zone inquinate, o dove sono presenti residui di pesticidi, possono contenere piombo. Ma bisogna fare attenzione anche ai cibi in scatola, che possono contenere questo metallo nelle saldature.

Bisogna fare dunque attenzione:

  • Frutta e verdure provenienti da terreni contaminati o coltivata con insetticidi e pesticidi
  • Cibi in scatola, soprattutto quelli contenuti in alcuni tipi di lattine
  • Vino e sidro di mele
  • Salsicce, frattaglie e ossa 
  • Lievito per dolci
  • Pannocchie surgelate

Piombo nell’acqua

Un’altra fonte di possibile contaminazione è l’acqua. Può dipendere da falde acquifere contaminate da insetticidi, oltre ovviamente al contatto o allo sversamento nel terreno di benzina, batterie dell’auto, vernici e tinture contenenti piombo.

Inoltre, diverse condutture sono ancora in piombo, soprattutto quelle presenti nelle case costruite prima del 1930.

Ma anche nelle abitazioni moderne sussiste la possibilità che le tubature di rame siano state saldate con questo metallo, il quale rilascia una quantità significativa, specie durante i primi anni dopo l’installazione.

Piombo nell’abbigliamento

La cosiddetta moda “tossica” non fa male solo a chi la produce, ossia i lavoratori delle fabbriche nei paesi del terzo mondo, ma lo è anche per noi occidentali.

Questo perché i tessuti possono essere tinti, lavati o trattati con sostanze chimiche e metalli pesanti. Finiscono così a contatto con l’epidermide, penetrando nel corpo, e rischiando di alterare il nostro sistema ormonale.

Al tempo stesso il piombo e le altre sostanze tossiche, si disperdono nell’ambiente, mentre, attraverso gli scarichi arrivano ad inquinare le falde acquifere.

Consigli per gli acquisti

Il piombo è uno dei metalli utilizzati, ma anche uno dei più pericolosi per la salute umana. Occorre prestare molta attenzione quando si fanno acquisti, evitare merce scadente e lavarla sempre prima di indossarla (specialmente se si tratta di biancheria intima).

Livelli di piombo nel sangue

La dose considerata critica è stata abbassata rispetto a trent’anni fa, quando il livello era fissato a 80µg/dl nel sangue. Oggi si è scesi a 30 µg/dl, ma si considera già nocivo, specie nei bambini e negli adolescenti, un valore uguale o superiore a 10µg/dl (0,1 ppm).

È importante sapere che gli esami del sangue possono riportare valori normali anche in presenza di una accertata intossicazione cronica, questo perché il piombo ha l’abitudine di accumularsi principalmente nelle ossa (sostituendo il calcio), nel fegato, nel cuore e nel sistema nervoso.

Avvelenamento da piombo

L’avvelenamento cronico da piombo detto anche saturnismo, avviene con l’esposizione per un tempo prolungato a questo elemento, anche a livelli molto bassi.

Effetti sulla salute

Come detto, è assorbito dall’organismo attraverso la respirazione e l’ingestione di cibo contaminato, per poi essere metabolizzato, sebbene l’80% venga espulso, il restante 20% si deposita nei tessuti, in special modo:

  • nel sangue, in particolare negli eritrociti
  • nei tessuti minerali (ossa e denti)
  • nei tessuti molli (ghiandole surrenali, nella tiroide, reni, midollo osseo, fegato e cervello)

In linea generale, il piombo è una neurotossina che altera le funzioni dei nervi e del nostro cervello. Può inoltre attraversare sia la barriera ematoencefalica sia la placenta, risultando estremamente pericoloso per il feto.

 

La presenza di Pb nel sangue, all’interno dei globuli rossi e in massima parte legato all’emoglobina, provoca anemia, che deve però considerarsi non un sintomo, ma una manifestazione tardiva dell’avvelenamento da Pb. Attraverso il sangue, il Pb si distribuisce in tutti gli altri tessuti. Per la sua capacità di ‘imitare’ il calcio, e quindi soprattuto in caso di insufficiente assunzione di calcio, il piombo si accumula nelle ossa e vi costituisce una componente stabile. Tale componente può essere mobilizzata, e quindi rientrare in circolo nel sangue, in particolari stati fisiologici di stress (gravidanza, allattamento, malattie), ma anche come conseguenza di un accresciuto apporto di calcio nella dieta. Questo accumulo stabile di Pb nelle ossa rende molto lenta la guarigione dalla piombemìa, anche dopo un completo allontanamento dall’agente tossico.

 

Interferisce con le funzioni effettuate dai minerali essenziali quali il calcio, il rame e lo zinco. Può anche ridurre la sintesi dell’emoglobina e può reagire con le membrane cellulari, causandone il danneggiamento e condurre anche alla morte.

Sintomi principali da avvelenamento

I sintomi e le patologie che vengono a presentarsi sono molti e,in alcuni casi, possono avere conseguenze letali:

  • dolori addominali
  • insufficienza surrenale
  • anemia
  • artrite reumatoide
  • disturbi dell’apprendimento e mancanza di concentrazione
  • cecità
  • alterazione del sapore dei cibi e “gusto metallico” in bocca
  • tremore e ansia
  • disturbi psichici
  • malattie cardiovascolari
  • Allucinazioni
  • cancro

Come eliminare il piombo dall’organismo

Ci possono volere mesi per eliminare il piombo dalle proteine del sangue, mentre persiste per anni nel cervello e per decine di anni nelle ossa. Vi sono però alcuni rimedi naturali e alcuni accorgimenti che possiamo sfruttare per disintossicare il nostro organismo.

  • Aglio. Vera e propria medicina naturale, aiuta a migliorare la circolazione e purificare il sangue. L’alto contenuto di zolfo dell’aglio, è in grado di ossidare i metalli pesanti  e renderli solubili in acqua.
  • Omega-3. Integratori e alimenti contenenti acidi grassi e omega-3 aiutano a disintossicare il corpo dai metalli pesanti. È molto importante tuttavia, prestare attenzione al tipo di pesce, anch’essi passibili di contaminazione. Le sostanze necessarie al nostro organismo per la formazione di questi acidi grassi sono inoltre presenti nei semi di lino, nelle noci e nell’olio di lino.
  • Frutta e verdura. Da consumare preferibilmente a crudo e di provenienza biologica (senza pesticidi o fertilizzanti chimici). Oltre all’alto apporto di fibre, contribuiscono a ripulire l’organismo.
  • Evitare il fumo, anche passivo.
  • Bere acqua distillata a vapore ( in caso di intossicazione certa), per evitare qualunque tipo di residuo contenuto nelle acque in commercio.

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