Guida agli antiparassitari naturali

di Claudio Riccardi il 27 settembre 2012

Sempre più persone provano interesse per la cura del giardino, dell’orto o del balcone. Tuttavia, non sempre con le conoscenze e i metodi di gestione adeguati. Spesso non si scelgono le colture adatte per la tipologia di terreno, o per il grado di esposizione al sole. A volte si sbagliano le tempistiche della concimazione e dell’innaffiatura, altre volte si provvede a opere di potatura casuali e non corrette.

Ora, non serve essere agronomi per avere un giardino ma bisogna seguire determinate procedure, informarsi tramite riviste specializzate e siti web, e all’occorrenza chiedere consulto a chi ha tradotto la medesima passione in un lavoro.

Il capitolo più importante è legato alle scelte da compiere in caso di malattie e parassiti. L’imperativo è non farsi prendere dalla foga, e non prendere per ottimale il primo flacone verde che si trova al supermercato. Come primo passo, invece, bisogna diagnosticare il problema; se non riusciamo a venirne a capo portiamo qualche foglia “ammalata” della nostra pianta in un vivaio, dove sicuramente potranno fornire tutte le indicazioni del caso, individuare il parassita e le cure utili per debellarlo.

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Gli antiparassitari di più facile reperimento in commercio sono i prodotti di sintesi, efficaci ma decisamente tossici. Uccidono tutto ma proprio tutto, anche i piccoli animali e gli insetti “utili”. E’ sempre meglio virare su composti di origine biologica, alcuni non innocui ma sicuramente con minori controindicazioni, e soprattutto meno persistenti nell’ambiente.

Se utilizzati correttamente, questi estratti si possono facilmente diluire nell’acqua. Inquinano di meno, e svolgono nel contempo un azione stimolante sulle piante, che creano degli ‘anticorpi’ utili a impedire la ricomparsa dei parassiti.

Di seguito proponiamo i più comuni, con il relativo problema da risolvere:

- Sapone molle: sapone vegetale a base di potassio e privo di sodio, diluito in acqua assieme al principio attivo. Si vaporizza sulle foglie per rimuovere delicatamente gli afidi, la melata o anche eventuali fumaggini.
- Estratto o macerato di equiseto: un ottimo fungicida, come lo sono anche zolfo e rame.
- Bicarbonato: diluito in acqua viene utilizzato contro oidio, botrite e muffe in genere.
- Ortica: efficace contro gli acari sotto forma di macerato.
- Quassia amara: si utilizza contro gli afidi, oltre a uccidere questi piccoli insetti rende il fogliame poco appetibile e quindi temporaneamente evita la ricomparsa. Sempre sotto forma di macerato.
- Nicotina: il macerato di tabacco è un ottimo insetticida, anche se sembra possa essere nocivo anche per alcuni insetti utili
- Olio di pino: si utilizza prevalentemente contro la cocciniglia, le larve di lepidotteri e contro i tripidi.
- Azadiractina, ovvero il principio attivo contenuto nell’olio di neem. Si utilizza in agricoltura biologica contro afidi e cocciniglia, ottimo anche come fungicida radicale e stimolante della crescita.

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Alle soluzioni vegetali si affiancano poi quelle di origine animale. Ci riferiamo ai virus ed i bacilli (come il bacillus turingensis), liberati sulle piante per farli agire come difesa nei confronti degli insetti dannosi.

Ottimi antagonisti sono anche altre specie di insetti, una su tutte la coccinella. Più elaborate le trappole ai feromoni, realizzate in materiale plastico, con un’esca a base di ormoni sessuali degli insetti che si vogliono catturare. Esercitano un’azione molto specifica, attirando soltanto gli insetti che vogliamo combattere.

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In ultimo, e solo in caso di evidente necessità, si possono ammettere insetticidi e antifungini, diluiti in dose adatta, evitando i periodi di fioritura, le giornate ventose o con pioggia imminente.

Ma prima di tutto, suggeriamo di informarsi nella maniera più corretta da chi è un esperto evitando le prime volte il fai-da-te, che potrebbe danneggiare invece che aiutare a risolvere il problema!

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