Erbe aromatiche: coltivare e raccogliere le piante aromatiche

di Eryeffe del 5 aprile 2017

Riscopriamo un sapere antico con la guida per avere le erbe aromatiche in casa, in balcone o nell’orto. Scopri come coltivarle, raccoglierle e conservarle!

Le erbe aromatiche commestibili sono utilizzate dall’uomo per scopi alimentari, curativi e in alcuni casi magici, un po’ come per le erbe selvatiche, da tantissimi anni.

Nel passato, infatti, alcune piante aromatiche venivano bruciate in onore del dio Sole, della Luna o della Madre Terra per celebrare la nascita di un bambino o propiziare il raccolto futuro. E bruciandole, l’uomo si rese conto anche delle loro proprietà (rilassanti, stimolanti e decongestionanti) e cominciò ad utilizzarle per curare molte malattie, oltre che per cibarsene.

In tempi più recenti la scienza ha ‘certificato’ le virtù delle piante aromatiche e la loro fondamentale funzione biologica per il metabolismo vegetale, per l’impollinazione, per la difesa dagli insetti fitofagi, per la conservazione di altre specie vegetali e l’alimentazione degli erbivori.

Erbe aromatiche proprietà e utilizzi

In cucina hanno conquistato un posto sempre più rilevante poiché sono in grado di esaltare e arricchire il sapore dei cibi o prolungare la conservabilità di alcune pietanze.

Facilmente reperibili al supermercato o dal fruttivendolo, sono un must della tradizione culinaria occidentale e orientale. Ma c’è chi ancora oggi preferisce coltivarle da sé, nel proprio orto domestico o sul balcone di casa. Si possono così usare fresche o essiccare per averle sempre a portata di mano.

Erbe aromatiche coltivazione

Il luogo

Prima di tutto, è fondamentale la scelta del terreno e del luogo che dedicheremo alla coltivazione delle aromatiche. Il posto giusto è quello più lontano da fonti inquinanti, al riparo dal vento e dal freddo intenso e in terreni ben drenati che evitino pericolosi ristagni d’acqua.

A seconda delle varietà selezionate, inoltre, sarà bene scegliere luoghi ben soleggiati per le varietà eliofile, oppure ombreggiati per quelle che crescono bene solo al riparo dalla luce diretta del sole.

Il terreno

Il terreno deve essere sempre ben drenato e libero dalle infestanti, che sottraggono nutrimento alle altre piante e soffocano le radici. Eseguite frequenti zappettature e controllate periodicamente lo stato di salute. Intervenite tempestivamente in caso di attacchi parassitari o malattie crittogamiche.

Le varietà 

  • Le varietà arbustive devono essere opportunamente sorrette con sostegni o tutori, nonché frequenti potature che limitino lo sviluppo eccessivo delle cime con conseguente indebolimento del fusto. Eliminate periodicamente foglie, fiori e rametti secchi.
  • Le piante più anziane devono sempre essere affiancate da esemplari giovani.
  • Alla fine della stagione vegetativa, prima che cominci l’inverno, il terreno deve essere pulito dalle annuali morte.
  • Le basi delle biennali perenni vanno pacciamate con paglia per proteggere le radici dal freddo.
  • Trasferire in vaso quelle specie che non sopportano il gelo e che dovrete conservare in casa.
  • Eliminate le infiorescenze piene di semi di quelle varietà che, auto-seminadosi, provocherebbero fenomeni di infestazione (finocchio, levistico).

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La conservazione

Per il consumo fresco, oltre alla normale pulizia, la raccolta e la conservazione non richiedono particolari precauzioni; diverso è il caso della conservazione a lungo termine che deve avvenire nel rispetto di alcune regole.

coltivare erbe aromatiche

Coltivare erbe aromatiche può riservare grosse soddisfazioni…

  • Al momento della raccolta, la pianta non deve essere inumidita da rugiada mattutina, acqua di innaffiatura o pioggia.
  • Il momento ideale per la raccolta è il mattino, quando la rugiada si è asciugata e il sole non è ancora troppo caldo.
  • Anziché lavarle in acqua, meglio strofinare delicatamente le parti che si vogliono conservare con un panno umido.

Essiccazione e congelamento delle erbe aromatiche

Per conservare tutto l’anno sapore e profumo delle aromatiche, le tecniche di conservazione sono l’essiccazione e il congelamento.

Essiccare vuol dire disidratare le parti sane della pianta esponendole per il tempo necessario alla luce del sole.

Attenzione a non prolungare l’esposizione per non alternare i principi attivi. Potete farlo in forno. Non superate mai la temperatura di 30-35° per le parti aeree e di 50° per radici e rizomi.

Le erbe saranno pronte per essere riposte in dispensa non appena appariranno fragili e scricchiolanti al tocco.

I contenitori più idonei alla conservazione sono vasetti in terracotta o vetro richiudibili ermeticamente, sacchetti di carta o latta stagnata. I vasetti andranno collocati in luoghi bui e asciutti per ritardare l’invecchiamento della pianta essiccata al loro interno.

Il congelamento permette di conservare per lungo tempo le erbe. Pulite bene le piante con uno straccio umido e riponetele negli appositi sacchetti per il freezer o in vasetti di vetro.

La raccolta delle erbe aromatiche

Con la raccolta delle erbe spontanee l’uomo ha potuto cibarsi. Nei secoli, poi, ha imparato a produrre da sé la maggior parte di questi frutti e ad utilizzarli nei cibi.

Anche se oggi non è più una necessità, raccogliere le erbe spontanee è un’attività che dovremmo riscoprire, perché è come andare alla riscoperta di sapori unici, molto diversi da quelli che acquistiamo ‘già pronti’ nei supermercati.

Anche se molte erbe posseggono virtù medicinali, la loro raccolta è diversa da quella delle erbe officinali. Le aromatiche devono essere prese quando fiori, foglie e germogli, sono più teneri. Invece le piante officinali per scopi fitoterapici vanno colte quando hanno raggiunto il completo sviluppo, per permettere alla pianta il massimo dei suoi principi attivi.

L’altra regola fondamentale è di effettuare la raccolta in luoghi lontani da fonti inquinanti. Non ai bordi delle strade, in campi coltivati, nei frutteti e in terreni vicini a corsi d’acqua o stagni che spesso e volentieri sono frequentati da topi e altri roditori.

La raccolta a seconda della pianta aromatica

In determinati periodi dell’anno la pianta potrebbe risentire dell’asportazione e indebolirsi facilmente. Ecco uno schema per la raccolta delle varie parti delle specie aromatiche più comuni:

  • Foglie (acetosella, origano, erba cipollina, rosmarino, basilico, prezzemolo, salvia, menta): prima della fioritura, si possono essere asportate durante tutto l’anno vegetativo.
  • Steli (angelica, borragine, finocchio): prima che abbiano raggiunto il completo sviluppo o prima della fioritura.
  • Radici e rizomi: in autunno le annuali e biennali, in primavera quelle perenni.
  • Tuberi al momento della fioritura, quando contengono il massimo dei principi attivi.
  • Fiori (calendula, camomilla, lavanda): all’inizio della fioritura
  • Bulbi (aglio, cipolla): quando la pianta aerea inizia a seccare, aspettare la fine della fioritura.
  • Infiorescenze e fiori (calendula, camomilla, lavanda): all’inizio della fioritura, non appena dischiusi.
  • Semi e frutti (aneto, cumino, coriandolo, ginepro, levistico, senape, sedano): quando la pianta inizia a seccare e i frutti iniziano a cambiare colore poiché giunti a piena maturazione o qualche giorno prima.

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Come riconoscerle

Il riconoscimento botanico delle varietà edibili non è sempre semplicissimo poiché molte piante hanno ‘gemelle’ tossiche la cui ingestione potrebbe essere molto pericolosa. Il consiglio è di documentarsi, attenersi alla raccolta delle specie di cui si è certi e, in caso di dubbi, scartare quelle dall’aspetto meno familiare.

Tra le varietà più comuni e semplici da identificare ci sono: le carote selvatiche, gli asparagi selvatici, la cicoria, la bardana, il tarassaco, l’ortica, l’acetosella, il sambuco, la borragine, la malva, il finocchietto selvatico, la margherita pratolina, il silene, la menta, la rucola selvatica.

Le varie parti di queste erbe possono essere consumate a crudo, al vapore o lessate, in insalate e minestre o incorporate in ricette più elaborate alle quali sapranno donare quell’inconfondibile sapore di selvatico che stuzzica il palato.

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