Il Parco di Portofino: da Punta Chiappa a San Fruttuoso di Camogli

di Sara Tagliente del 1 maggio 2012

Il nostro viaggio tra i parchi più belli e suggestivi d’Italia continua con il Parco di Portofino, un promontorio spettacolare che si sviluppa nel levante ligure, comprendendo nella sua forma a trapezio, i comuni di Camogli, Portofino e Santa Margherita Ligure. Una fitta rete di sentieri porta al centro del Parco, dove c’è il Monte di Portofino che i camoglini adorano, perché per loro è un simbolo d’amore e passione.

Il Parco di Portofino: da Punta Chiappa a San Fruttuoso di Camogli

Una leggenda narra che, nella notte del 24 giugno nel punto dove quattro sentieri si incrociano (quello di San Rocco, quello per le Pietre Strette quello di Ruta e quello per il Semaforo) si radunino tutte le anime degli amanti che non sono riusciti a vivere la loro passione.

Si può lasciare l’auto in diversi punti (Nozarego, S.Rocco, Portofino Vetta), che sono raggiungibili anche con i mezzi pubblici, e avviarsi in queste stradine di terra battuta o selciato che vi porteranno in diversi punti religiosi o di natura rurale (oliveti, carbonaie e pascoli) del parco. L’asse principale dei sentieri è quello che porta da Portofino Vetta a Portofino Mare, attraversando quasi tutto il promontorio.

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Il clima del Parco è mediterraneo e le passeggiate sono consigliate in primavera e nelle prima settimane estive. Tuttavia, anche d’inverno, scegliendo la giornata giusta, potete fare magari un percorso breve: il clima comunque è mite, tranne in alcuni giorni in cui si incrociano le correnti dall’interno ligure (con inverni più rigidi e freddi) e l’aria umida del mare.

Se siete appassionati di flora, sappiate che il Parco di Portofino offre una buona varietà di specie vegetali: la sassifraga spatolata, ad esempio, è un fiore tipico delle regioni subartiche che è presente solo in questo parco e sulle Alpi Marittime. In effetti, caratteristica della flora del Parco di Portofino è proprio questa vicinanza di specie tipicamente mediterranee con quelle  settentrionali. La volpe è tra gli abitanti del Parco e può capitare di riuscire a intravederla.

Uno dei sentieri, dicevamo, potrebbe proprio portarvi a una coltivazione dell’olivo che, in questa zona, era quasi sempre messo a “villa” cioè in modo promiscuo con vite, cereali e frutta. Oggi ci sono ancora poche coltivazioni di olivo ma nel versante sud (quello di San Fruttuoso) ci sono ancora dei mezzadri che fanno la cosiddetta villa.
S.Fruttuoso - Archivio Fotografico Parco di Portofino - Fare click sulla foto per accedere alle altre foto del Parco di Portofino

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Ma in Liguria con la terra c’è sempre anche il mare: la pesca è un’attività ancora molto praticata sulle coste del Parco. Lampare e tonnare, principalmente da marzo a settembre, pescano pesce azzurro e le famose acciughe che sono il piatto tipico di ogni  ‘buona’ casa ligure.

La pesca è regolamentata dal parco di Portofino, che nel 1999 ha istituito la Riserva Marina di Portofino, un’area fondamentale per la conservazione delle biodiversità del Mediterraneo. Sono i fondali a essere il bene più prezioso della Riserva: un’alternanza di ambienti spettacolari con praterie di gorgonie e posidonia gialle, rosse e arancioni assieme a 150 specie di spugne, corallo nero e rosso e stelle marine.

Tra i luoghi da non perdere ve ne segnaliamo due: Punta Chiappa e Porto Pidocchio. Potete arrivare partendo da San Rocco di Camogli  per località Mortola fino alla deviazione proprio per Punta Chiappa, oppure potete arrivare via mare.

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E’ un piccolissimo borgo marinaro e prende il nome dall’ammasso di “puddinga“, un conglomerato di detriti di matrice calcarea proteso in mare per porre gli attrezzi dei pescatori o per essere un rifugio per le barche. Qui troverete anche il porto più piccolo al mondo: Porto Pidocchio appunto, un’insenatura naturale di grande bellezza dove venivano accolte le barche in difficoltà.

Da metà aprile e metà settembre viene calata la tonnara che viene levata tre volte al giorno e che la comunità ‘sente’ molto come parte della sua vita, della sua storia e del suo futuro.

Nota: alcune foto dell’articolo sono state cortesemente cedute dall’Archivio Fotografico Parco di Portofino a cui i diritti appartengono, altre sono state scattate direttamente da noi.

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