Il Parco Regionale delle Madonie in Sicilia

di Claudio Riccardi del 7 aprile 2012

Nella porzione settentrionale della Sicilia, quella bagnata dal Mar Tirreno, si colloca una riserva naturale di estremo interesse.

Il Parco Naturale Regionale delle Madonie, istituito nel 1989, copre uníarea montuosa e collinare di quasi 40mia ettari, suddivisa tra quindici comuni della provincia di Palermo. Comprende il massiccio delle Madonie, situato sulla costa settentrionale siciliana, tra il corso dei fiumi Imera e Pollina.

Vero e proprio giardino botanico al centro del Mediterraneo, l’area ospita oltre la metà delle specie vegetali siciliane, molte delle quali endemiche, cioè presenti solo sull’isola di Trinacria.
Notevoli sono anche le peculiarità geologiche.

FOTO: scopri alcune immagini del Parco regionale delle Madonie Sicilia

La geologia delle Madonie è al centro di studi e ricerche sin dagli anni sessanta, al punto da meritare l’ingresso nella rete European Geopark , cui aderiscono più di venti parchi di tutto il Vecchio Continente.

Questi monti, che salgono sino a quasi 2 mila metri di altezza, sono scomposti in un mosaico di blocchi, la cui uniformità fisica è solo apparente. Sostanziali si presentano le differenze tra le zone centrali di natura calcarea, con morfologia aspra e dura, e le zone periferiche, di natura argilloso-sabbiosa, caratterizzate da morfologia decisamente più dolce.
Il nucleo centrale si sviluppa da Pizzo Carbonara (1979 m) a Pizzo Antenna (1977 m) e a Monte Ferro (1906 m). Essi sono separati da un’ampia vallata dal Monte San Salvatore (1912 m) e dal Monte Quacella, tipico massiccio “dolomitico“, e da un’altra vallata dal Cozzo Dipilo (1385 m), caratterizzato da profonde balze e dirupi; il vallone Madonie separa questi monti dal massiccio del Cervi (1794 m), grande contenitore delle riserve idriche delle Madonie.

Fiumi e torrenti solcano in lungo ed in largo questi monti, trasportando l’acqua dalla montagna al mare. L’ampia rete idrografica lascia fuori solo le zone centrali dell’altopiano fra Pizzo Carbonara e Pizzo Dipilo dove invece si sviluppa un fitto sistema di circolazione sotterranea, permesso dalle notevoli manifestazioni carsiche.

Parco Regionale delle Madonie

Parco Regionale delle Madonie

Si può dire che le Madonie sono separate in due unità geologiche: da una parte il massiccio del Carbonara, , dall’altra c’è invece il Monte Cervi, entrambi di natura calcarea e dolomitica. Le due unità sono separate da una grande vallata e si ricongiungono a Portella Colla, dove s’osserva un importante contatto tettonico fra esse.

Ben rappresentati anche i fossili, mentre sono ancora evidenti i segni dell’uomo, testimonianze di una presenza millenaria che in alcuni casi si tramanda in attività attuali. Il territorio del Parco Regionale delle Madonie è  segnato da numerosi edifici religiosi, monasteri, eremi e chiese rupestri, spesso suggestivamente isolate..

Dimenticati lungo le vie d’acqua i mulini, le vecchie masserie spesso costruite sui resti di più antichi casali romani, testimoniano la capacità di una cultura capace di vivere in simbiosi con la natura.

Le aree più naturali delle Madonie restano quelle montane, gran parte delle quali è coperta da boschi, garighe, cespuglieti e pascoli ricchi di piante erbacee ed arbustive. Diversi i casi di endemismo, come l’abete dei Nebrodi, l’astragalo dei Nebrodi, la ginestra del Cupani e il lino delle fate siciliane, esclusivo della Quacella, l’alisso dei Nebrodi, l’aglio dei Nebrodi e la viola dei Nebrodi.

La fascia compresa fra 400 e 100 metri di quota è caratterizzata da una vegetazione di clima mediterraneo temperato (lecceto), in cui sono ben rappresentate specie come l’erica arborea, lo Sparzio spinoso, le Ginestre, i Cisti ed il Corbezzolo.

Una discreta superficie delle Madonie è coperta da boschi sempreverdi e caducifogli, formazioni in parte tipicamente mediterranee ed in parte tipiche delle centroeuropee. Le specie più diffuse sono il leccio, la roverella, la sughera, l’agrifoglio, il rovere ed il faggio. Nella fascia tra i 1000 ed i 1500 metri di quota si rinviene una foresta in parte sempreverde di clima temperato umido in cui domina l’agrifoglio e la rovere, cui s’associano l’acero d’Ungheria, l’olmo montano, il biancospino di Sicilia, il melo selvatico, il pungitopo, la dafne laurella. Infine, al di sopra dei 1000 metri, troviamo il faggio che sulle Madonie raggiunge l’estremo limite meridionale occidentale della specie.

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Al pari della flora, anche l’ambiente faunistico è estremamente vivido e articolato. Le Madonie, da sole, ospitano tutte le specie di mammiferi presenti in Sicilia, il 70% circa degli uccelli che vi nidificano e il 60% circa degli invertebrati dell’isola.

Tra queste specie, molti gli endemismi, le specie rare e quelle protette. Tra i mammiferi si trovano volpi, donnole, istrici, lepri, conigli selvatici, gatti selvatici e martore. Cinciallegre, picchi muratori, picchi rossi maggiori, il corvo imperiale aprono líelenco dei volatili, dominati dai rapaci come  l’aquila reale, il falco pellegrino, allocchi e civette. Anche i rettili e gli anfibi sono ben rappresentati: lucertole, gechi, biacchi, bisce d’acqua, vipere e rospi sono presenti e diffusi negli ambienti adatti.
Gli invertebrati comprendono alcune specie isolane, come il “Parnassio Apollo di Sicilia”, un’elegante farfalla esclusiva delle zone più alte, la “Platicleide del Conci”, una specie di cavalletta, e, tra i coleotteri, il “Rizotrogo di Romano” e la “Schurmannia di Sicilia”.

Facilmente raggiungibile dalle autostrade Palermo – Catania e Palermo – Messina, il parco regionale delle Madonie, può essere visitato finanche nei posti più nascosti e suggestivi grazie alla dotazione di numerosi sentieri, piste forestali, regie trazzere che lo attraversano in lungo ed in largo.

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Le strade statali, provinciali e comunali sono dotate di una buona segnaletica che agevola l’orientamento del turista.  Il parco ospita inoltre ippovie, musei naturalistici ed etnografici, centri di educazione ambientale, percorsi di birdwatching. I ragazzi delle scuole possono inoltre approcciarsi con la biodiversit‡ del territorio attraverso percorsi didattici e campi estivi.

Per maggiori informazioni rimandiamo al sito istituzionale del Parco delle Madonie.

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