Sindrome metabolica, cos’è e come si cura

di Alessia del 20 ottobre 2017

La sindrome metabolica non può essere definita come una patologia a sè stante, quanto piuttosto una condizione che predispone il soggetto a gravi malattie. Proviamo a capire come riconoscerla attraverso i primi sintomi e come intervenire.

Negli ultimi decenni si sta assistendo alla larga diffusione della sindrome metabolica, complice uno stile di vita completamente errato e fonte di stress.

La predisposizione a questa sindrome è determinata da specifici fattori di rischio, quali sovrappeso e obesità. Questi aumentano la possibilità di sviluppare problemi cardiovascolari, diabete e steatosi epatica.

La sindrome metabolica viene spesso chiamata anche con altri termini, quali

  • Sindrome dell’obesità
  • Girovita da ipertrigliceridemico
  • Sindrome da insulino–resistenza
  • Sindrome dismetabolica
  • CHAOS
  • Sindrome X
  • Sindrome di Reaven

Potremmo interpretare questa condizione come la soglia massima di allerta: una sorta di segnale a cui prestare attenzione per evitare il peggio. Quindi non dobbiamo considerarla come una vera e propria malattia, ma come una condizione limite. Grazie ad una modifica dell’alimentazione e dello stile di vita in generale, si può intervenire in maniera corretta e tornare in salute.

Ma per fare questo la prevenzione è fondamentale, quindi tutto deve iniziare da un’analisi attenta dei bisogni del proprio corpo e da un rapporto di fiducia con il proprio medico di famiglia. Quando ci rendiamo conto di aver accumulato peso in maniera eccessiva, sarebbe utile recarsi senza remore dal proprio medico per effettuare degli esami di routine e monitorare il proprio stato di salute.

Criteri diagnostici sindrome metabolica

Per poter parlare di sindrome metabolica devono essere rispettati i seguenti criteri diagnostici:

  • Pressione arteriosa superiore 140 (sistolica) o a 90 (diastolica)
  • Condizione di obesità con indice di massa corporea (BMI) superiore a 30
  • Colesterolo HDL (il cosiddetto colesterolo buono) inferiore a 40 mg/dl per l’uomo o a 50 mg/dl per le femmine
  • Glicemia a digiuno maggiore di 100 mg/dl
  • Trigliceridi superiori a 150 mg/dl.

sindrome metabolica cause

Cause sindrome metabolica

Le cause che favoriscono la sindrome metabolica possono essere differenti. Il primo e più importante, come anticipato, è l’obesità, un fenomeno sociale che assume connotati sempre più preoccupanti. Essere in sovrappeso non è più una realtà che interessa solo gli adulti dopo una certa fascia d’età, ma oramai riguarda anche i bambini.

La presenza di grasso corporeo in eccesso favorisce ulteriori complicazioni, come il diabete e l’iperinsulinemia. Il rischio aumenta ancora di più se in famiglia ci sono stati casi di diabete di tipo 2 o diabete gestazionale.

In linea di massima tutto quello che è riconducibile ad uno stile di vita errato comporta il rischio di sviluppare tale sindrome. Quindi un’alimentazione non equilibrata, il consumo di alcool ed una vita sedentaria, possono concorrere in tal senso.

A tutto questo si aggiunge il fattore età, non trascurabile. Alcuni studi inoltre hanno sottolineato il ruolo della razza: asiatici e ispanici sono maggiormente a rischio. Infine sembrano essere fattori di rischio anche altre patologie, quali la sindrome dell’ovaio policistico, l’ipertensione arteriosa e malattie cardiovascolari.

Sintomi sindrome metabolica

Chi è affetto da sindrome metabolica in realtà non presenta alcun sintomo. Proprio per questo motivo è molto difficile fare una corretta diagnosi in tempo. I sintomi sono silenti e coincidono in realtà con i criteri diagnostici.

Quindi nel caso di obesità e sovrappeso, l’unico modo per prevenire ulteriori problematiche è quello di verificare se ci sia la positività per tutti gli altri criteri.

Prevenzione

La prevenzione in questi casi è fondamentale. Un dimagrimento corretto associato ad attività fisica aiuta la persona ad evitare lo sviluppo di ulteriori complicazioni.

sindrome metabolica

Alimentazione

La prima cosa da fare è modificare radicalmente le proprie abitudini alimentari. Carboidrati semplici, grassi animali e vegetali e cibi ricchi di sodio vanno ridotti in maniera drastica. Per cui sono da evitare il più possibile insaccati, carne grassa, formaggi, alcool, bevande zuccherate e dolci.

Bisogna privilegiare l’apporto di frutta e verdura, riducendo al contempo le calorie ingerite. Questo implica anche controllare il condimento, diminuendo il sale e utilizzando maggiormente spezie ed aromi.

È bene fare 3 pasti principali e due spuntini al giorno, evitando di saltare i pasti. Anche nella stessa organizzazione dei piatti, bisognerebbe concentrare più nutrienti, di modo da avere una pietanza completa. La dieta mediterranea in questi casi può rivelarsi utile.

Attività fisica

Praticare sport o anche semplicemente camminare con costanza, può produrre notevoli effetti sui fattori di rischio. Le ricerche hanno dimostrato che l’attività fisica, svolta almeno 3/4 giorni a settimana, produce i seguenti risultati:

  • aumenta i valori di colesterolo buono e diminuisce quelli del colesterolo cattivo
  • riduce la pressione arteriosa
  • previene il diabete
  • aumenta la sensibilità cellulare all’insulina
  • aiuta a perdere i chili di troppo.

Qualora questo cambiamento dello stile di vita non fosse sufficiente, saranno somministrati farmaci specifici contro il colesterolo, per l’ipertensione e la glicemia. Smettere di fumare e di consumare alcolici sarà inoltre fondamentale.

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