Come coltivare erbe aromatiche: la guida pratica

by Erika Facciolla on 13 gennaio 2016

Oggi riscopriamo un sapere antico con la guida per coltivare erbe aromatiche in casa, in balcone o in orto. Scopri come coltivarle, raccoglierle e conservarle!

Un po’ come per le erbe selvatiche, già migliaia di anni fa i nostri avi impararono a riconoscere le piante aromatiche commestibili e utilizzarle per scopi alimentari, curativi e in alcuni casi magici.

Molto spesso, infatti, alcune piante aromatiche venivano bruciate in onore del dio Sole, della Luna o della Madre Terra per celebrare la nascita di un bambino o propiziare il raccolto futuro. Bruciandole, l’uomo si rese conto anche delle loro proprietà  (rilassanti, stimolanti e decongestionanti) e cominciò ad utilizzarle per curare molte malattie, oltre che per cibarsene.

In tempi più recenti la scienza ha ‘certificato’ le virtù delle piante aromatiche e la loro fondamentale funzione biologica per il metabolismo vegetale, per l’impollinazione, per la difesa dagli insetti fitofagi, per la conservazione di altre specie vegetali e l’alimentazione degli erbivori.

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In cucina, poi, le aromatiche hanno conquistato un posto sempre più rilevante poiché sono in grado di esaltare e arricchire il sapore dei cibi o prolungare la conservabilità di alcune pietanze. Facilmente reperibili al supermercato o dal fruttivendolo, le erbe aromatiche sono diventate un ‘must’ nella tradizione culinaria occidentale e orientale, ma c’è chi ancora oggi preferisce coltivarle da sé, magari nel proprio orto domestico o semplicemente sul balcone di casa.

Coltivare erbe aromatiche: la scelta del terreno

  • Prima di tutto, è fondamentale la scelta del terreno e del luogo che dedicheremo alla coltivazione delle aromatiche. Il posto giusto è quello più lontano da fonti inquinanti, al riparo dal vento e dal freddo intenso e in terreni ben drenati che evitino pericolosi ristagni d’acqua. A seconda delle varietà selezionate, inoltre, sarà bene scegliere luoghi ben soleggiati per le varietà eliofile, oppure ombreggiati per quelle che crescono bene solo al riparo dalla luce diretta del sole.
  • Il terreno deve essere sempre ben drenato e libero dalle infestanti, che sottraggono nutrimento alle altre piante e soffocano le radici; eseguite frequenti zappettature e controllate periodicamente lo stato di salute delle vostre piante così da intervenire tempestivamente in caso di attacchi parassitari o malattie crittogamiche.

Coltivare erbe aromatiche: le altre avvertenze fondamentali

  • Le varietà arbustive devono essere opportunamente sorrette con sostegni o tutori, nonché frequenti potature che limitino lo sviluppo eccessivo delle cime con conseguente indebolimento del fusto. Eliminate periodicamente foglie, fiori e rametti secchi.
  • Le piante più ‘anziane’ devono sempre essere affiancate da esemplari ‘giovani’ .
  • Alla fine della stagione vegetativa, appena prima che cominci l’inverno, il terreno dedicato alle aromatiche deve essere pulito dalle annuali morte; le basi delle biennali perenni pacciamate con paglia per proteggere le radici dal freddo e non dimenticate di trasferire in vaso quelle specie che non sopportano il gelo e che dovrete conservare in casa.
  • Sempre sul finire della stagione vegetativa ricordate di eliminare le infiorescenze piene di semi di quelle varietà che, autoseminadosi, provocherebbero fenomeni di infestazione (es. finocchio, levistico).

Per quanto riguarda la raccolta, è bene sapere che le parti di alcune piante possono essere prelevate durante tutto l’anno (rosmarino, salvia), mentre per altre occorre prestare particolare attenzione al periodo in cui la pianta è maggiormente ricca di olii essenziali e principi attivi. Ma ci torneremo sopra più avanti…

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In determinati periodi dell’anno, inoltre, la pianta potrebbe risentire dell’asportazione e indebolirsi facilmente. Ecco uno schema riassuntivo che vi tornerà utile nella raccolta delle varie parti delle specie aromatiche più comuni:

  • Semi e frutti (aneto, cumino, coriandolo, ginepro, levistico, senape, sedano): quando la pianta inizia a seccare e i frutti iniziano a cambiare colore poiché giunti a piena maturazione;
  • Steli (angelica, borragine, finocchio): prima che abbiano raggiunto il completo sviluppo o prima della fioritura
  • Foglie (acetosella, origano, erba cipollina, rosmarino, basilico, prezzemolo, salvia, menta): come per gli steli, prima della fioritura
  • Fiori (calendula, camomilla, lavanda): all’inizio della fioritura
  • Bulbi (aglio, cipolla): quando la pianta aerea inizia a seccare, dopo la fioritura
  • Radici e rizomi: in autunno le annuali e biennali, in primavera quelle perenni

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Per il consumo fresco, oltre alla normale pulizia, la raccolta e la conservazione non richiedono particolari precauzioni; diverso è il caso della conservazione a lungo termine che deve avvenire nel rispetto di alcune regole:

coltivare erbe aromatiche

Coltivare erbe aromatiche può riservare grosse soddisfazioni…

  • Al momento della raccolta, la pianta non deve essere inumidita da rugiada mattutina, acqua di innaffiatura o pioggia
  • Il momento ideale per raccogliere le aromatiche è il mattino, quando la rugiada si è asciugata e il sole non è ancora troppo caldo
  • Anziché lavarle in acqua – operazione che potrebbe diminuire le proprietà aromatiche e medicinali delle piante – sarà meglio strofinare delicatamente le parti che si vogliono conservare con un panno umido

La conservazione delle erbe aromatiche:

Per conservare inalterato e per tutto l’anno sapore e profumo delle vostre aromatiche preferite, le tecniche di conservazione sono essenzialmente due: essiccazione e congelamento.

L’essicazione consiste nel disidratare le parti sane delle piante esponendole per il tempo necessario alla luce del sole. Attenzione a non prolungare l’esposizione per non alternare i principi attivi; in caso procediate con l’essicazione a forno, non superate mai la temperatura di 30-35 C° per le parti aeree e di 50 C° per radici e rizomi.

Le erbe saranno pronte per essere riposte in dispensa non appena appariranno fragili e scricchiolanti al tocco. I contenitori più idonei alla conservazione sono vasetti in terracotta o vetro richiudibili ermeticamente, sacchetti di carta o latta stagnata. I vasetti andranno collocati in luoghi bui e asciutti per ritardare l’invecchiamento della pianta essiccata al loro interno. Per conservare le aromatiche attraverso il congelamento, invece, pulite bene le piante con uno straccio umido e riponetele negli appositi sacchetti per il freezer o in vasetti di vetro.

La raccolta delle erbe aromatiche:

Abbiamo visto come coltivare erbe aromatiche tra le pareti casalinghe: ora è il turno della raccolta, un’arte che affonda le radici nella notte dei tempi. È così che l’uomo ha iniziato a muovere i suoi primi passi sulla terra e sempre così ha potuto cibarsi dei doni che la natura sapeva offrirgli. Nei secoli, poi, ha imparato a produrre da sé la maggior parte di questi frutti e ad utilizzarli sapientemente nei cibi.

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Anche se oggi non è più una necessità, raccogliere ciò che la Natura da sola crea è un’attività che dovremmo riscoprire ed apprezzare come accadeva un tempo perché andare alla scoperta di erbe spontanee da trasformare in prelibatezze culinarie è come andare alla riscoperta di sapori unici, molto diversi da quelli che acquistiamo ‘già pronti’ nei supermercati.

Ma dove e come si possono raccogliere queste piante? Anche se molte erbe selvatiche posseggono virtù medicinali, la raccolta delle piante alimentari è diversa da quella osservata per le erbe officinali: le prime devono essere raccolte quando fiori, foglie e germogli, sono più teneri, le altre quando il completo sviluppo ha conferito alla pianta il massimo dei suoi principi attivi.

L’altra regola fondamentale dettata dal buon senso, è cercare di effettuare al raccolta in luoghi lontani da fonti inquinanti, dunque non ai bordi delle strade, in campi coltivati, nei frutteti e in terreni vicini a corsi d’acqua o stagni che spesso e volentieri sono frequentati da topi e altri roditori.

SCOPRI LE NOSTRE DUE GUIDE: 

A seconda della parte della pianta, inoltre, prima della raccolta sarà bene osservare precisi accorgimenti:

  • Le foglie si possono essere asportate durante tutto l’anno vegetativo
  • Le radici devono essere raccolte il più tardi possibile nelle piante annuali e nel secondo anno di vita di quelle biennali
  • I tuberi devono essere prelevati al momento della fioritura, quando contengono il massimo dei principi attivi
  • Per i bulbi meglio aspettare la fine della fioritura quando le foglie cominciano ad appassire
  • Infiorescenze e fiori si colgono non appena dischiusi
  • I semi si prelevano a perfetta maturazione della pianta
  • I frutti si colgono qualche giorno prima della piena maturazione

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Il riconoscimento botanico delle varietà edibili non è sempre semplicissimo poiché molte piante hanno ‘gemelle’ tossiche la cui ingestione potrebbe essere molto pericolosa. Il consiglio è di documentarsi, attenersi alla raccolta delle specie di cui si è certi e, in caso di dubbi, scartare quelle dall’aspetto meno familiare.

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Tra le varietà più comuni e semplici da identificare ci sono: le carote selvatiche, gli asparagi selvatici, la cicoria, la bardana, il tarassaco, l’ortica, l’acetosella, il sambuco, la borragine, la malva, il finocchietto selvatico, la margherita pratolina, il silene, la menta, la rucola selvatica.

Le varie parti di queste erbe possono essere consumate a crudo, al vapore o lessate, in insalate e minestre o incorporate in ricette più elaborate alle quali sapranno donare quell’inconfondibile sapore di selvatico che stuzzica il palato.

Per conservare al meglio le vostre erbe aromatiche, ecco anche il contenitore Sense salva freschezza della Tescoma:

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