Altea: proprietà, utilizzi e controindicazioni

di Eryeffe del 14 gennaio 2017

L’altea è un’erba molto diffusa e piuttosto utilizzata in erboristeria: è usata come emolliente in caso di tosse e bronchite, ma non solo.

Una delle specie erbacee più diffuse nella nostra penisola è l’altea, la cui fioritura è sempre generosa in quantità e colorazioni, tanto da rendere questa pianta appartenente alla famiglia delle malvacee una graziosissima pianta ornamentale.

La denominazione scientifica, Althaea Officinalis, rivela le molteplici proprietà benefiche di una pianta che può crescere fino al metro e mezzo di altezza, caratterizzata da un fogliame palmato, ruvido al tatto e da una colorazione che va dal verde più intenso al verde chiaro.

I fiori sono abbastanza grandi (10 cm), variegati nelle colorazioni (bianca, rosa, rossa, porpora, violetto e giallo) e sbocciano prevalentemente nei mesi più caldi (luglio e agosto) anche se non mancano occasionali fioriture autunnali e tardo-primaverili.

Per la coltivazione, è importante ricordare che predilige climi temperati e umidi, una buona esposizione al sole e terreni incolti (ma con una vegetazione non troppo fitta).

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La storia dell’altea

Prodigiosa già nel nome, la parola ‘altea’ deriva dal greco ‘althein’ che significa curare. Le origini dell’uso di questa pianta si perdono nella notte dei tempi e nella credenza che l’altea cadesse sotto l’influsso di Venere, il ché la rendeva perfetta per la cura di tutti i disturbi legati all’apparato riproduttivo, della pelle e della vescica.

Le prime testimonianze scritte sull’altea risalgono al I° secolo a.C e sono attribuite a Discoride Pedanio, medico, botanico e farmacista greco. Nel suo ‘De medicinali Materia’ consiglia l’uso della pianta per la cura dell’apparato urinario, delle malattie respiratorie su piccole ferite o ascessi.

In tempi relativamente più recenti e soprattutto durante il periodo della scuola medica salernitana, l’altea veniva consigliata sotto forma di decotto e sciroppo come antinfiammatorio naturale, particolarmente adatto a patologie di tipo ginecologico.

Le proprietà dell’altea

In effetti l’altea è ricca di sostanze benefiche attive come il glucosano, la pectina, l’alteina, il galattosio e le mucillagini, che svolgono sull’organismo un’azione calmante, emolliente, lassativa, espettorante e rinfrescante. L’altea, è dunque un ottimo coadiuvante in caso di stitichezza, tosse, bronchite, raffreddore, febbre, asma e per la cura delle infiammazioni alle mucose orali.

Le mucillagini concentrate in grande quantità all’interno delle radici  svolgono un’azione gastroprotettrice a beneficio della mucosa gastrica, lenitiva e antispasmodica negli intestini. Gonfiandosi in presenza di acqua producono una massa viscosa e densa che, una volta ingerita, ha un’azione lassativa ed emolliente.

La radice di altea è utilizzata come rimedio naturale sia per le infezioni della mucosa intestinale dovute a sindrome del colon irritabile, che a virus, sia per l’ulcera gastrica. Viene usata anche per trattare infiammazioni della vescica e reni.

Per quanto riguarda l’uso esterno, viene utilizzata come gargarismo per lenire le infiammazioni della bocca sotto forma di decotto e cataplasma (da 10 a 30 gr per litro), ma può essere anche masticata per attenuare i dolori gengivali e utilizzata come decotto per accelerare il processo di guarigione di ascessi o foruncoli.

In fitoterapia si utilizza l’estratto secco nebulizzato e titolato in mucillagini totali mentre in erboristeria la radice secca da assumere sotto forma di infuso, nella posologia di 1 cucchiaino raso (2 gr) per 25 cl di acqua, oppure di macerato (1 cucchiaio in acqua fredda da macerare per 1,5 ore, mescolando).

Altea proprietà e utilizzi

Altea proprietà e utilizzi e anche i marshmallow si fanno con la radice di questa pianta

Altea controindicazioni

L’altea è generalmente controindicata a tutti coloro i quali fanno uso di insulina o ipoglicemizzanti, in quanto avrebbe una blanda azione ipoglicemica. L’altea potrebbe quindi ridurre ulteriormente i livelli glicemici.

 

La curiosità legata all’altea: la radice dell’altea ridotta in polvere – che ha caratteristiche simili alla gelatina e che mescolata alla chiara d’uovo montata e allo zucchero – permette di preparare una pasta, che una volta cotta diventa il famoso dolcetto gommoso rosa chiamato ’marshmallow’. Estremamente popolare negli USA (dal nome dell’altea in inglese, marsh mallow appunto) dove viene mangiato arrostito, questo dolce è conosciuto anche in Italia (e anche in Francia come guimauve), anche se oggi si produce con sciroppo di glucosio e gelatina.

La ricetta con l’altea

Dell’altea si utilizzano essenzialmente le radici macerate e, in alcuni casi, fiori e foglie essiccate e scorticate.

Proprio grazie alle sue spiccate proprietà emollienti, l’estratto di radice di altea si può trovare in una vasta quantità di prodotti farmaceutici o cosmetici. Per esaltare le virtù calmanti e sedative, ad esempio contro tosse e catarro:

  • 8 gr di radice di altea
  • 4 gr di foglie di farfaro
  • 3 gr di radice di liquirizia
  • 2 gr di fiori di tasso barbasso
  • 2 gr di semi di anice stellato
  • 1 gr di radice di viola mammola
  • 25 cl di acqua

Preparazione. Unite la radice di altea alle erbe e fiori e fate bollire 1 cucchiaio di questa miscela in 25 cl di acqua per 15 minuti. Lasciate riposare il decotto per altri 10 minuti e poi filtrate.

Sorseggiate nell’arco della giornata fino ad esaurire la miscela.

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