Come raccogliere le castagne in maniera sostenibile

di Eryeffe del 8 giugno 2018

Scoprite tutti i nostri suggerimenti su come raccogliere le castagne senza danneggiare l’ambiente e su come conservarle.

Come raccogliere le castagne in maniera sostenibile

Se dovessimo identificare l’autunno con un frutto non potremmo che pensare alla castagna, simbolo per eccellenza di una stagione dell’anno particolarmente affascinante per i colori e profumi intensi.

Assieme ai funghi, è il dono più rappresentativo e prezioso che l’autunno ci offre tra settembre e dicembre e chi ha la fortuna di poter andare per boschi o passeggiare nei castagneti di collina, avrà anche l’occasione di trascorre qualche ora immerso nei colori di una Natura che inizia ad assopirsi prima del lungo letargo invernale.

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Per la precisione la castagna è un achenio, non un frutto secco, che a seconda della specie può assumere forme, colori e dimensioni diverse.

Generalmente, questi frutti raggiungono la maturazione ottimale da metà settembre in avanti, quando dagli alberi di castagno iniziano a cascare i caratteristici ‘ricci’ contenenti mediamente tre frutti: secondo un antico detto, le 3 castagne del riccio erano destinate ‘una al padrone, una al contadino e una ai poveri’.

Povere di grassi, facili da digerire ed estremamente nutrienti, devono essere raccolte giornalmente e consumate con una certa velocità dal momento che tendono a marcire facilmente. Ciononostante, conservate in frigo possono mantenersi integre anche per un anno.

Per portarsi a casa un cesto da godersi come castagne al forno nel tepore domestico o in tante varianti, magari accompagnandole con un buon bicchiere di vino novello, è necessario seguire alcune regole.

Allora ecco i nostri consigli su come cogliere le castagne evitando spiacevoli ‘inconvenienti’.

raccogliere le castagne

Come raccogliere le castagne: i nostri consigli

Come raccogliere le castagne: le regole

Sapere come raccogliere le castagne senza danneggiare l’ambiente è importante. Le regole sono poche e semplici ma vanno seguite:

  1. Per prima cosa accertatevi che il bosco o il castagneto in  cui state per addentrarvi non sia di proprietà privata e controllate i limiti imposti dalla Regione per la raccolta: nella maggior parte dei casi non si possono superare i 2 kg al giorno per persona.
  2. Munirsi di scarponcini e guanti da lavoro comodi e robusti. Per raccogliere le castagne, infatti, occorre percorrere sentieri piuttosto scoscesi e tortuosi, resi insidiosi e sdrucciolevoli dalle foglie del castagno depositate in terra con i ricci. Senza un paio di scarponcini adatti a questo tipo di terreni la vostra passeggiata potrebbe trasformarsi in una dolorosa esperienza per ginocchia e caviglie. Stesso discorso per i guanti (meglio se di pelle o cuoio) che devono consentirvi di aprire agevolmente gli spinosissimi ricci senza ferirvi.
  3. Riponete le castagne raccolte in un cestino di vimini o un sacco di juta. Evitate sacchetti di plastica o altri materiali che non  consentano la giusta traspirazione.
  4. Controllate sempre che le castagne non presentino fori o ammaccature. Nella maggior parte dei casi le castagne forate sono state intaccate da un verme. La castagna perfetta per essere raccolta e consumata è turgida, soda, ha una buccia liscia e uniforme e non presenta zone ‘vuote’ o ammaccature al tatto.
  5. Non affannatevi a staccare ricci ancora attaccati ai rami della pianta. Una volta maturi, i frutti cadono a terra spontaneamente mentre quelli ancora acerbi rimangono sull’albero, come Madre Natura insegna…
  6. Avvisate sempre qualcuno riferendo il luogo che intendete visitare e il percorso scelto. La prudenza non è mai troppa! Meglio andar per castagne assieme ad amici o alla famiglia.
  7. Attenzione alle zecche che spesso possono nascondersi nei terreni pieni di erbe alte e felci. Vestitevi con pantaloni e calzettoni lunghi e una volta a casa ‘ispezionate’ per bene ogni piega della pelle. Se doveste trovarvi una zecca addosso, non abbiate paura, appoggiatevi un batuffolo imbevuto d’alcool e dopo poco la bestiolina cadrà da sola perché ‘inebriata’. Non tentate di staccarla con le pinzette, potrebbe lasciare le zampette attaccate alla pelle e vi farebbe infezione.

Come raccogliere le castagne

Come conservare le castagne

Una volta raccolte, le castagne possono essere conservate in molti modi sia intere che a pezzi.

  • Crude. Le castagne crude possono rimanere fresche e gustose per circa 2 settimane, a patto che siano conservate in luoghi freschi e ben arieggiati.
  • Congelate. Se preferite, le castagne possono essere tranquillamente congelate. È necessario lasciarle a mollo in una bacinella d’acqua per una notte ed eliminare quelle che galleggiano sulla superficie dell’acqua, asciugarle e riporle negli appositi sacchetti praticando una piccola incisione sul dorso. In alternativa potete arrostirle in padella o lessarle in acqua bollente, privarle della buccia e congelarle già cotte.

Le potete anche preparare in vari modi per poterle gustare più a lungo, sotto forma di marmellata e sotto spirito, così come ricavarne la farina per dolci dall’aroma di castagna.

  • Marmellata. Un modo molto gustoso per conservare le castagne e godere del loro particolare sapore per tutto l’inverno, è farne dell’ottima marmellata.
  • Sotto spirito. Se le spellate e poi bollite, poi potete metterle in un barattolo sterile e conservarle con del liquore. Saranno fantastiche decorazioni per i dolci, ma sono buone anche da sole.
come raccogliere le castagne

Ora che sapete come raccogliere le castagne, dovete conservarle a lungo, ad esempio sotto spirito

  • Farina. Anche se oggi è considerato del tutto marginale, la farina di castagne rappresenta uno dei possibili impieghi di questo frutto autunnale. Quella che si trova nei supermercati spesso non ha le caratteristiche delle vera farina di castagne artigianale, che si presenta granulosa, ruvida e profumatissima. Ottima per preparare la sfoglia per la pasta fatta in casa, dolci e ripieni dai sapori forse un po’ antichi e non più ‘alla moda’, ma di certo inimitabili.

Curiosità

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