Sai cos’è un’infruttescenza e in cosa si distingue da un frutto? Ecco un altro interessante segreto di Natura

di Erika Facciolla del 24 Luglio 2019

Infruttescenza è il termine botanico utilizzato per indicare l’insieme dei frutti riuniti in un’unica unità e derivanti dagli ovari di una sola infiorescenza.

Sai cos’è un’infruttescenza e in cosa si distingue da un frutto? Ecco un altro interessante segreto di Natura

Per capire meglio la differenza tra un frutto e un’infruttescenza basta pensare ad una ciliegia e ad una mora del gelso. Indubbiamente, tra questi due frutti, la differenza che salta subito all’occhio è la struttura in cui si compongono. Il primo è un frutto unico e semplice, la seconda è l’insieme di più bacche commestibili disposte secondo un preciso schema.

A volte, però, le infruttescenze possono somigliare anche a frutti semplici, come l’ananas. Essa è in realtà una infruttescenza composta da bacche inframezzate da bratte e da tessuti che ricordano la struttura del ricettacolo originario da cui si sono formate.

Ma vediamo nello specifico in cosa consiste l’infruttescenza nelle piante fruttifere, a cosa serve e quali sono i principali tipi di infruttescenza osservabili in natura.

Infruttescenza: significato e sinonimi

Come abbiamo visto, con questo termine, in botanica, si indica il complesso di frutti derivati dai fiori di un’ infiorescenza. Nella loro disposizione, forma e aspetto, le infruttescenze simulano molto spesso le sembianze di un frutto unico, ad esempio le more del gelso e il fico. Sinonimi di questa definizione sono le parole “grappolo”, “graspo” o “falso frutto” o “frutto multiplo”.

infruttescenza dell'ananas

L’ananas sembra un frutto semplice, ma è l’unione di più bacche e bratte

Frutti aggregati

Una distinzione importante è quella tra infruttescenza e frutto aggregato o composto. Quest’ultimo è il risultato dell’unione di tanti frutticini, quindi di pistilli posti sullo stesso ricettacolo che rimangono uniti nel frutto. Un esempio lampante è costituito dalle drupe, come le fragole, i lamponi e la mora.

Tutti questi frutti sono composti da piccole drupe dalla cui unione percepiamo un singolo frutto aggregato. L’infruttescenza, invece, deriva dall’unione di pistilli appartenenti a fiori diversi che formano un’infiorescenza, dalla cui evoluzione si formano i frutti.

Tipi di infruttescenza

Le infruttescenze possono essere principalmente di 2 tipi che rappresentano il tipo di infiorescenza da cui si sono formati:

  1. spiga: le spighe del grano
  2. siconio: i siconi del fico

A lor volta, i frutti possono presentarsi sotto forma di:

  • sorosio: l’insieme di false drupe (mora del gelso);
  • siconio: sviluppato in un ricettacolo semi carnoso e concavo che ha al suo interno tanti fiori femminili.

Infruttescenza a grappolo: l’uva

Si tratta del prodotto del cosiddetto racemo, un’infiorescenza formata da un asse principale allungato al cui apice si formano fiori peduncolati secondo uno schema ad intervalli regolari. Può essere considerata l’infiorescenza più antica, quella primordiale da cui derivano tutte le altre. Nelle piante fruttifere, il classifico esempio di infruttescenza a grappolo è rappresentato dall’uva, formato da tante bacche (acini) disposte lungo il graspo.

Il grappolo è composto, infatti, dal graspo o raspo da cui partono tanti acini, che chiamiamo impropriamente “chicchi”. In realtà si tratta di bacche di piccole dimensioni di colore chiaro (uva bianca) o scuro (rosa, viola, bluastro) nel caso dell’uva nera. Dai pedicelli del graspo si svilupperanno i piccoli fiori e successivamente i frutti.

Infruttescenza a palla: il tarassaco

Le infruttescenze possono essere anche riunite in forma sferica e contenere semi o frutti che si staccano più o meno facilmente dal ricettacolo.

Si pensi a quello che volgarmente è chiamato “soffione”, ovvero il Dente di Leone (Taraxacum officinale). Una volta che i frutti della pianta (acheni) giungono a maturazione, i peli dei pappi cominciano a svilupparsi in senso circolare. Al minimo soffio di vento, questi si staccano dal ricettacolo dell’infruttescenza e si disperdono nell’aria.

Facilmente riconoscibile per i suoi fiori gialli, il soffione è molto amato dai bambini e porta con sé una profonda simbologia. Il nome soffione deriva esattamente dalla palla lanuginosa contenente gli acheni.

Infruttescenza del tarassaco

L’infruttescenza del Dente di Leone: il soffione del tarassaco

Infruttescenza dell’ananas

L’ananas è un curioso esempio di infruttescenza a sincarpo. A prima vista potrebbe sembrare un frutto semplice, ma in realtà la sua struttura è molto più simile a una pigna. All’estremità superiore troviamo un ciuffo di foglie coriacee, detto corona, da cui si sviluppa l’infruttescenza carnosa e allungata.

Essa è formata dall’unione di tante bacche singole saldate tra loro da altre parti botaniche della pianta, prime fra tutte le brattee, che durante la maturazione diventano anch’esse carnose e tendono a sporgere sulla superficie del frutto con le estremità.

Anche l’infiorescenza della pianta di ananas si sviluppa alla sommità del fusto e compare generalmente nel periodo estivo. Dal fiore nasce poi l’infruttescenza sormontata, come detto, da un ciuffo di foglie di colore verde scuro e avvolto da una buccia spinosa. Le “spine” sono, appunto, le estremità visibili delle bratte.

I cultivar “Victoria” e “Queen” producono i frutti più dolci e fragranti, ma la “Smooth Cayenne” è la più comune sugli scaffali dei supermercati, caratterizzata però da un frutto più fibroso e acidulo.

Infruttescenza del gelso

Anche in questo caso, ciò che chiamiamo “frutto” in realtà è un’ infruttescenza a sorosio, ovvero l’insieme di tante drupe. La mora del gelso, in effetti, è il risultato dell’unione di tantissimi piccoli frutti sferici disposti su uno stelo. Ogni drupa è prodotta dai pistilli di un singolo fiore.

Il prodotto di questa infruttescenza è un frutto morbido e succoso dal colore nero-rossastro, tendenzialmente lucido, e dal sapore dolce e acidulo che raggiunge la sua piena maturazione nei mesi estivi fino alla fine di settembre. Il gelso è una pianta rustica e resistente e le sue foglie sono il pasto prediletto delle larve del baco da seta.

infruttescenza

Infruttescenza del fico

Il fico è forse l’esempio più emblematico di infruttescenza a siconio. Quello che mangiamo, in realtà, non è il frutto della pianta, ma il suo fiore o meglio la sua infiorescenza. Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire da cosa deriva questa bizzarria.

In natura esistono piante di fico maschio e femmina. La prima (caprifico) produce il polline e dà vita a frutti non edibili. La pianta femmine, invece, produce il vero fico, o meglio i semi contenuti nei frutti commestibili.

I veri frutti della pianta sono proprio i piccoli semi (acheni) contenuti nel siconio che ospita i piccolissimi fiori unisessuali. Durante la maturazione, la sua polpa diventa dolce e carnosa e che diventa, quindi, un’infruttescenza a forma oblunga e di colore variabile.

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