Leptospirosi nel cane e nell’uomo: cause, sintomi e cure

di Erika Facciolla del 8 Gennaio 2018

La leptospirosi canina è una malattia molto seria che deve essere opportunamente prevenuta con regolari vaccinazioni. Chi ha un amico a 4 zampe sa che ad inizio autunno è necessario procedere alla profilassi per evitare che l’animale possa contrarre l’infezione. Se non curata, la leptospirosi può provocare danni seri alla salute del cane e condurre alla morte. Ecco tutto quello che c’è da sapere su questa malattia che colpisce anche l’uomo.

Leptospirosi nel cane e nell’uomo: cause, sintomi e cure

Una delle vaccinazioni più importanti da segnare nel calendario è certamente quella per prevenire la leptospirosi. Si tratta di un’infezione molto pericolosa che colpisce molti animali, in particolare i cani, e anche l’uomo. Essendo una patologia seria anche per la salute degli esseri umani, essa è annoverata tra le cosiddette zoonosi (malattie che colpiscono sia animali che uomini).

leptospirosi

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La leptospirosi è veicolata da un batterio spirocheta molto diffuso, il Leptospira interrogans, che diventa più pericoloso e aggressivo durante i mesi autunnali. E’ per questo motivo che la prevenzione della leptospirosi canina deve avvenire all’inizio dell’autunno.

Si tratta di un’infezione subdola e pericolosa che può insinuarsi nell’ospite e rimanere totalmente asintomatica anche per anni. Ma vediamo quali sono i sintomi di questa malattia e come curarla in caso di contagio.

Leptospirosi nel cane

Il batterio che causa la leptospirosi appartiene ad una famiglia popolata da più di 200 sierotipi, tutti estremamente pericolosi e patogeni sia per il cane che per l’uomo. Quelli responsabili della leptospirosi canina provocano tre varianti della malattia: l’itteroemorragica, la grippo tifosa e la Bratislava.

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Le leptospire sono rilasciate nell’ambiente circostante tramite le urine di animali infetti come roditori, animali selvatici e domestici. Tuttavia, sono i topi i principali responsabili del contagio. La trasmissione del batterio avviene per contatto diretto o indiretto. Nel primo caso l’animale entra in contatto con l’urina o il sangue di un altro animale infetto. Dopo l’infezione, inoltre, il patogeno liberato nell’urina resta vivo anche per mesi.

Nel secondo caso il contagio avviene tramite contaminazione di terreno, acqua, cibo e lettiere. La penetrazione del batterio avviene attraverso ferite e abrasioni, e questo è anche il modo più frequente in cui l’uomo contrae la leptospirosi.

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Fatte queste premesse, è bene sapere che la malattia si propaga sopratutto in determinate situazioni di sovraffollamento e nell’acqua calda e stagnante. Per questo motivo, il periodo più favorevole al contagio è quello che va dalla fine dell’estate all’inizio dell’autunno. 

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Leptospirosi: sintomi, prevenzione e cure

Una volta contratto, il batterio della leptospirosi colpisce sopratutto rene e fegato dell’ospite. Esso provoca, infatti,
lesioni renali, specie se si tratta di infezione canicola e grippo tifosa, mentre l’itteroemorragica è responsabile per lo più di sintomi epatici. Il periodo di incubazione va da 4 a 12 giorni. 

Le altre manifestazioni provocate dalla leptospirosi variano in funzione dell’età, dello stato di salute generale e del tipo di batterio responsabile del contagio. In ogni caso, l’avanzamento dell’infezione determina solitamente la maggiore o minore virulenza dei sintomi.

In generale, un cane colpito da leptospirosi in fase subacuta manifesta la seguente sintomatologia:

  • febbre
  • vomito
  • diarrea
  • letargia
  • difficoltà respiratoria
  • tosse
  • perdita di peso
  • insufficienza renale
  • riluttanza al movimento

Purtroppo è molto frequente la morte improvvisa dell’animale. I cani più vulnerabili sono gli esemplari giovani e di grossa taglia, in particolare le razze canine da caccia.

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Una volto riscontrato uno dei sintomi elencati è bene correre immediatamente dal veterinario che accerterà l’infezione tramite analisi delle urine, esame del sangue completo, esami sierologici e batteriologici, radiografie, microscopia in campo oscuro, profilo della coagulazione.

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La terapia è stabilita in base al tipo di leptospire e allo stato di avanzamento della malattia. Generalmente si somministrano iniezioni a base di penicillina. In termini di prevenzione, dunque, è fondamentale vaccinare il cane all’inizio dell’autunno, sopratutto per evitare contagi anche all’uomo.

I vaccini in commercio agiscono contro le forme più diffuse di leptospirosi canina e itteroemorragica, ma di recente è stato formulato un vaccino che si dimostra efficace contro tutti i sierotipi.

leptospirosi

Leptospirosi uomo

Gli esseri umani possono contrarre la leptospirosi tramite contatto diretto con l’animale infetto. La prima accortezza da porre in caso di dubbio è evitare di toccare il cane  a mani nude. Usate guanti in lattice ed evitate che beva da pozzi o sorgenti inquinati o comunque non sicure.

Come regola generale, vale quella di lavare sempre le mani dopo aver toccato il cane o una superficie potenzialmente idonea al contagio. Per l’igiene degli ambienti in cui l’animale (o i suoi escrementi) è venuto in contatto è bene usare un detergente antibatterico o una soluzione a base di candeggina.

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