Pesce rosso: scopriamo tutto sul pesce più classico!

di La Ica del 28 maggio 2018

Chi non ha mai avuto un pesce rosso nella classica boccia di vetro? Scopriamo di più su un piccolo animale che non è poi così semplice curare bene, anche se si crede il contrario.

Pesce rosso: scopriamo tutto sul pesce più classico!

Il Carassius auratus o pesce rosso, è un animale d’acqua dolce della famiglia dei Cyprinidae. Ha un’alimentazione piuttosto varia, soffre di alcuni disturbi e alcune delle specie devono essere tenute in acquario per via della loro fragilità.

Si tratta del pesce più diffuso tra quelli da acquario, che però necessita di cure specifiche.

Le caratteristiche

Esistono 6 sottospecie di Carassius nel mondo, tutte diffuse tra l’Europa e l’Asia. Il pesce rosso vive nei fiumi e nei laghi, e più in generale, negli specchi d’acqua calma, ad una profondità di non più di 20 metri.

Allevato in Cina già dal X secolo e introdotto in Europa sette secoli più tardi, sembra sia in grado, insieme alle carpe, di ridurre la presenza delle zanzare. In compenso però, la sua introduzione nell’ecosistema, può essere deleteria.

Il pesce rosso si caratterizza per corpo grosso ma affusolato e proporzionato. Stesso discorso per le pinne. Gli avannotti non superano i 4 millimetri, mentre un adulto può arrivare anche a 20 cm.

Altra caratteristica è la colorazione, che appare bruno-olivastra per i più giovani. Alla livrea rosso-arancio si arriva tra il 3° e l’8° mese di vita ed è la temperatura a regolare la muta: gli esemplari allevati al di sotto dei 18 °C tenderanno a mantenere il colore originario; mentre gli altri, muteranno verso il rosso-arancione.

In realtà, gli incroci selettivi hanno prodotto diverse varianti di colore, diverse forme del corpo, una diversa configurazione di occhi e pinne. Essendo queste meno resistenti di quella selvatica, andrebbero tenute in acquario.

pesce rosso

Come nutrire il pesce rosso

La dieta del pesce rosso è piuttosto varia. Si ciba di piccoli crostacei, insetti, ma ama anche cibi freschi come pisellini, insalata, zucchine e carote.

È importante nutrirli 1-2 volte al giorno con piccole quantità di cibo, sia per non sporcare l’acqua sia per evitare che il pesce si ammali, data la sua impressionante voracità. Meglio sminuzzare con le dita il mangime e distribuirlo su tutta la superficie dell’acquario, per lasciarlo nutrire liberamente.

La dieta andrebbe però integrata anche con mangimi vivi, surgelati o liofilizzati, tra cui ad esempio larva di zanzara, dafnia o artemia salina.

Quando il pesce rosso non mangia

È consigliato lasciare il pesce rosso a digiuno un giorno la settimana e assicurarsi che il cibo non sia troppo proteico in quanto l’eccessiva adiposità è una causa di morte molto frequente.

Se però non mangia potrebbe risiedere in due motivi:

  • indigestione, e il carassius può addirittura morire per questo. Ma niente paura, sebbene siano voraci, i pesci rossi possono restare con poco cibo per lunghi periodi. La soluzione è lasciarlo a digiuno per 2-3 giorni e poi nutrirlo con piccole dosi una volta al giorno.
  • ricambio dell’acqua inadeguato. Con un kit per testare i livelli di ammoniaca, nitriti e pH, scoprirete in fretta se c’è qualcosa che non va. Il ricambio dell’acqua è molto importante per la salute del pesciolino ed è consigliato farlo quasi quotidianamente. Dopo un paio di giorni e di ricambi d’acqua, l’animale dovrebbe tornare in salute.

Quando un pesce rosso depone le uova

Sono animali particolarmente prolifici. Si riproducono principalmente in primavera-estate, quando la temperatura dell’acqua supera i 16°. Le femmine, sono più numerose dei maschi, è sono anche molto più grandi.

Il corteggiamento è molto lungo; può durare da poche ore a circa 3 giorni, alla fine del quale la femmina depone le uova (fino a circa 30.000 per ogni kg del suo peso).

Le uova vengono così fecondate e schiudono dopo circa 1 settimana. La maturità sessuale avviene in genere dopo il 2° anno per i maschi, ed al 3°-4° per le femmine.

Come distinguere pesce rosso maschio e femmina

Il maschio ha dimensioni maggiori, una coda più corta e tozza, le pinne a punta ed i colori più vivaci ed i punti di sfiato incassati nel corpo. La femmina è più sfilata, con pinne tondeggianti e punti di sfiato ben distinguibili e distaccati.

Tuttavia alcune caratteristiche morfologiche dipendono dalla specie, e ne esistono diverse, per cui può risultare difficile stabilire quali sia veramente il sesso. Per questo, in generale, nei pesci il momento della riproduzione è quello migliore per fare il sessaggio, ovvero distinguere i maschi dalle femmine. In questa fase sulla testa e vicino alle pinne del maschio si formano delle sporgenze bianche, mentre la femmina nuota in maniera impacciata ed è più gonfia per via delle uova.

L’acqua dell’acquario

Diciamo subito che per star bene ha bisogno di un acquario di almeno 70-80 litri, e non certo della classica boccia, da cui tra l’altro potrebbe saltar fuori. E che il ricambio parziale va fatto continuamente, perché questo animale emette ammoniaca.

Per mantenere una giusta quantità di ossigeno necessario alla vita del pesce, l’acqua deve essere cambiata in maniera regolare, oppure, se non è possibile (vasche esterne o molto piccole), bisogna installare un aeratore e un impianto di filtraggio per eliminare le piccole particelle che derivano dalla decomposizione di sostanze organiche​.

Deve essere acqua declorata, se usate quella del rubinetto, facendola decantare alcune ore. In caso di ricambio totale, meglio spostare il pesce rosso in un piccolo contenitore aiutandosi con un retino.

Si deve tenere ad una temperatura tra 13° e 23°, non c’è quindi bisogno del riscaldatore, sebbene un termometro aiuti a tenerne i valori sotto controllo. È sempre meglio la temperatura ambiente, per evitare sbalzi termici.

Inoltre dovrà perciò essere depurata con una polvere apposita. Gli altri valori (durezza tra 8 e 18 °dGH e pH neutro) possono essere controllati con gli appositi kit, che rilevano anche la presenza di altre sostanze come ammoniaca, nitriti e nitrati.

Infine, è bene non usare la boccia di vetro perché il carassius tenderebbe a nuotare in tondo disorientato fino  a morire.

Le varianti di pesce rosso selezionate sono più delicate; dunque più adatte alla vita d'acquario

Malattie

I pesci rossi sono molto fragili. Possono infatti soffrire di disturbi piuttosto comuni. Vediamo le più frequenti.

Ulcera

Una delle malattie più comuni è l’ulcera batterica e idropisia, che è contagiosa. Non è mortale per il pesce, ma molto spesso lo mutila.

Sarà pertanto necessario isolare il malato, anche se in allevamento, una volta raggiunti 13 cm di lunghezza, e procedere con la vaccinazione.

Quando un pesce rosso perde le squame

Perché si ammala di dropsicismo, o idropisia, un disturbo po’ più raro che causa lo “spettinamento” delle squame. Il pesce assume in corpo troppa acqua, che spinge le squame in fuori, conferendogli un aspetto “arruffato”. Può uccidere il pesce, ma non è contagiosa.

Per evitare che si ammali, è bene cambiare frequentemente l’acqua ed evitare accumuli di cibo in acquario.

Perché il pesce rosso sta a pancia in su o sta fermo sul fondo

Ci possono essere vari motivi, ma quasi sempre è legato ad un problema alla vescica natatoria, l’organo che permette ai pesci di galleggiare. Le cause possono essere diverse, stipsi, organi ingrossati o un’infezione. Se non curata, l’affezione può portare alla morte.

Le varietà più soggette a questo problema sono quelle caratterizzati da dimensioni più piccole, che hanno gli organi molto compressi all’interno del corpo.

L’ingrossamento degli organi e la stipsi si risolvono semplicemente passando ad un’alimentazione equilibrata, poco frequente e di cattiva qualità, mentre l’infezione, come i virus e i parassiti, si curano con delle gocce antibiotiche da versare direttamente in acqua.

Perché il pesce rosso cambia colore, diventa nero o bianco

I pesci rossi possono cambiare il colore della livrea e diventare bianchi, grigi o neri per vari motivi:

  • cattiva qualità dell’acqua, dovuta ad una frequenza di cambio sbagliata per cui i valori di cloro, ammoniaca, nitriti e nitrati, è superiore alla norma. Se l’acqua del rubinetto è troppo clorata, farla decantare prima di cambiarla.
  • cibo carente di vitamine, per cui conviene nutrire il pesce con mangimi che contengano vegetali e proteine.
  • infezione, se la livrea diventa grigio-bianca e l’animale è nervoso. Si cura con delle gocce apposite.
  • invecchiamento, se è da molti anni con voi, potrebbe trattarsi di semplice invecchiamento e non è possibile farci nulla.
  • iperpigmentazione da freddo, se la temperatura è troppo bassa allora il pesce potrebbe diventare nero

Perché il pesce rosso boccheggia e fa le bolle

Spesso il boccheggiare in superficie è dovuto ad una cattiva qualità dell’acqua, indice di un ricambio non molto frequente. Si risolve aumentando i ricambi parziali d’acqua di almeno il 30% e facendone settimanalmente uno totale.

Una carenza di ossigeno, così come un eccesso di anidride carbonica, la presenza di cloro, o una percentuale eccessiva di nitriti e azoto e perfino la presenza di metalli pesanti, possono provocare il boccheggiamento in superficie, respirazione accelerata, branchie sbiancate, opercoli spalancati, nuoto a scatti o di lato, sbianchimento della livrea del nostro amico.

Altre curiosità ed informazioni

Questo tipo di pesce può essere molto longevo, e vive tranquillamente fino a 20 anni. Il record è di un certo Tish che è vissuto 43 anni.

Si dice che il pesce rosso abbia poca memoria ma in realtà. È in grado di associare gli stimoli e di mantenere per diverso tempo le risposte apprese.

Possono pertanto essere addestrati, sono in grado di rispondere a comandi semplici e hanno una sorta di consapevolezza relativa al colore della propria livrea.

Perché il pesce rosso salta

Possono compiere dei movimenti laterali del dorso laterali molto vigorosi grazie ai muscoli posti nella parte posteriore del corpo, che nella classica boccia o in un acquario piccolo e privo di retina di copertura, possono portarli a dei guizzi oltre la superficie dell’acqua.

Compiono tali movimenti per liberarsi da un ambiente troppo piccolo o in cui esiste un altro pesce dominante, oppure per catturare delle piccole prede a bordo dell’acquario.

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