Piante carnivore: quali sono e come coltivarle

di Alessia del 4 agosto 2017

Piante carnivore: sfatiamo alcuni miti su questa specie di piante davvero suggestiva, da coltivare in casa e fuori casa.

Quando si parla di piante carnivore subito tornano alla mente immagini terrificanti di film visionari, con grandi piante che sembrano aprire le fauci per inghiottire qualche malcapitato.

In realtà queste piante sono del tutto innocue per noi umani, ma possono fornire un valido aiuto in casa per tenere alla larga mosche e zanzare.

Vennero chiamate così dal botanico Lloyd nel 1942 per sottolineare la loro predilezione per i piccoli insetti, sostituendo il termine “insettivore”.

Piante carnivore: descrizione

La tipologia di piante carnivore è davvero molto ampia ed è difficile identificarle tutte. Alcune riescono a svilupparsi in altezza per diversi metri, altre sono compatte e piccine.

Sono piante perenni, anche se alcune sono annuali. Vivono sia all’esterno che all’interno, avendo l’accortezza di rispettare le loro necessità.

Queste piante crescono in zone impervie e povere, come paludi e rocce. Per adattarsi e sopravvivere, si nutrono di insetti o meglio dell’azoto contenuto nelle proteine animali.

Per questa loro particolarità, l’evoluzione ha fatto sì che sviluppassero delle trappole sulle foglie, mentre le radici sono scarse e ridotte, proprio perché traggono dall’esterno la loro fonte di nutrimento.

Trappole delle piante carnivore

Come sono fatte le trappole di cui si servono per catturare gli insetti? Cerchiamo di analizzarle nel dettaglio.

Trappole adesive

Si chiamano adesive perché le foglie emanano una sostanza collosa che cattura l’insetto. Questa mucillagine viene prodotta da ghiandole che possono essere o meno visibili.

Si riconoscono dalla presenza di piccoli peletti con una sorta di bava collosa, come nel caso della Pinguicula.

Pinguicula piante carnivore

Piante carnivore: Pinguicula

Se le ghiandole invece sono nascoste, all’esterno si vede solo una piccola gocciolina, come nella Drosera.

piante carnivore Drosera

Drosera, altra nota pianta carnivora

A tagliola

Le uniche piante a tagliola sono le Dionee. Si tratta di una specie davvero caratteristica perchè presenta una sorta di “bocca” data da due foglie che si aprono verso l’esterno.

I bordi sono costellati di terminazioni che si chiudono quando percepiscono la vicinanza della preda. Questa muore a causa di un enzima rilasciato dalla pianta stessa.

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Una curiosità: spesso le persone per vedere la pianta in azione passano con il dito accanto alle terminazioni. Questo provoca la suggestiva chiusura a scatto, ma in assenza di un insetto da digerire, la pianta viene stressata inutilmente. Per questo gli esperti di giardinaggio suggeriscono di non acquistare questa pianta unicamente per “giocare” e intrattenere gli amici.

pianta carnivora dionea

Dionea: pianta carnivora a tagliola

Trappole ad ascidio

La trappola ad ascidio è tipica ad esempio delle Sarracenie. Si tratta di piante con foglie a forma di imbuto, dove l’insetto scivola dentro, ingannato dalla presenza di nettare e dai colori sgargianti. 

Morirà annegato nel piccolo accumulo di acqua piovana che si viene a creare all’interno oppure intrappolato nella peluria.

Sarracenie piante carnivore

Sarracenia

Trappole a nassa

Queste trappole sono sotterranee ed immerse in acqua, quindi non visibili. La preda viene attratta ad entrare e poi viene bloccata. Ne è un esempio la Genlisea.

Trappole ad aspirazione

Questa tipologia di trappole funziona aspirando letteralmente il malcapitato insetto, che viene risucchiato all’interno del fiore. L’unica pianta di questo genere è l‘Utricularia, presente anche in forma acquatica.

Cura delle piante carnivore

Raggruppando diverse specie, le indicazioni generali per le piante carnivore vanno sempre adattate alle singole esigenze della pianta.

Di base possiamo suggerire di coltivarle sempre in vaso scegliendo terriccio acido. Vanno irrigate utilizzando solo acqua piovana, sempre per il discorso dell’acidità. L’umidità è fondamentale, quindi ricordate di nebulizzare sulle foglie.

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Coltivare la Dionaea

La Dionaea (chiamata anche come Acchiappamosche, data la sua abilità) è la pianta più nota e diffusa. Generalmente tutti gli appassionati iniziano da questa specie. Le sue trappole riescono a lavorare per un tempo limitato, dopo marciscono e muoiono, soppiantate da nuove trappole.

Ha un portamento a rosetta e si sviluppa in larghezza piuttosto che in altezza, difatti non supera i 30 cm.

Va coltivata all’esterno, avendo bisogno di temperature elevate e di luce continua. Bisogna irrigare con abbondanza, lasciando il sottovaso stracolmo di acqua, al contrario di quanto si raccomanda per le comuni piante. Non teme il freddo, anzi l’inverno garantirà il giusto riposo vegetativo.

Il terriccio deve essere composto da torba con sabbia di quarzo o perlite. I vasi devono essere abbastanza profondi per consentire alla pianta di svilupparsi comodamente.

dioneae coltivazione piante carnivore

Piante carnivore da interno

Se volete coltivare in appartamento delle piante carnivore potete orientarvi verso la Nepenthes. Produce dei fiori a grappolo, al cui interno sono collezionate le prede.

Va tenuta accanto alle finestre, meglio se in bagno, di modo da ottenere la giusta luce e umidità. Non ha bisogno di concime e va irrigata con acqua piovana.

Nepenthes piante carnivore

Nepenthes

Altra specie interessante è la Drosera capensis, dai colori molto delicati e vivaci. I piccoli peletti catturano gli insetti che restano incollati in superficie.

Drosera capensis piante carnivore

Drosera capensis

Infine potete volgervi anche alla Sarracenia purpurea, con il suo fogliame ad imbuto, chiuso da un cappuccio colorato.

Sarracenia purpurea piante carnivore

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