Prodotti a km 0: cosa sono e dove trovarli

di Elle del 26 novembre 2011

Quando si parla di ‘prodotti a km0’ o ‘filiera corta’ si fa riferimento a prodotti, solitamente generi alimentari, la cui vendita avviene in un’area distante pochi chilometri da quella di produzione.

Prodotti a km 0: cosa sono e dove trovarli

Si tratta, quindi, di un’alternativa alla commercializzazione di alimenti tipica del sistema della grande distribuzione organizzata. A differenza della GDO, la filiera corta punta alla riduzione dei passaggi che altrimenti intercorrerebbero tra il produttore ed il consumatore determinando anche un netto abbattimento delle spese legate alla distribuzione e al trasporto.

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I vantaggi derivanti dalla filiera corta sono notevoli e si evidenziano non solo nella riduzione di fattori legati ad inquinamento e riscaldamento globale, come l’emissione di anidride carbonica dovuta ai trasporti e l’impiego di imballaggi per la distribuzione, ma anche nella possibilità di acquistare prodotti nostrani, più freschi e di stagione, che non hanno perso le proprietà organolettiche a causa di lunghi viaggi.

Scegliere di acquistare generi alimentari a km0 è una scelta più sostenibile per l’ambiente, più economica ed in grado di valorizzare le realtà locali.

Il km0 diventa, pertanto, una prospettiva diversa con cui approcciarsi agli acquisti sposando una filosofia più ampia diconsumo critico in cui ogni consumatore è consapevole della necessità di operare una scelta, al momento dell’acquisto, che tenga conto di fattori diversi dalla mera propaganda pubblicitaria con cui le aziende possono sponsorizzare molti prodotti.

Per chi intende far propria la filosofia della filiera corta non resta che scoprire come comprare alimenti che provengano dalle realtà circostanti.

Una prima opportunità per nutrirsi degli alimenti prodotti “sotto casa” potrebbe essere rappresentata dalla vendita diretta produttore-consumatore e dai cosiddetti farmers market, che possono interessare soprattutto le piccole realtà urbane o le zone rurali e di cui si può trovare traccia anche sul sito Mercati del Contadino.

In alternativa, si può cercare di aderire anche ai Gruppi di Acquisto Solidale della propria città, i cosidetti GAS, che effettuano ordini di alimenti (e non solo) per gruppi di persone, spesso rivolgendosi a coltivatori diretti. Per trovare il Gruppo che opera nella propria zona si può andare sul sito nazionale ReteGAS.

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Anche rivolgersi direttamente ai contadini che praticano agricoltura biologica e che si trovano nei dintorni della prorpia città si può rivelare una buona soluzione. Dedicare alcuni week-end a visitare le fattorie e conoscere chi le gestisce, controllando i loro metodi di coltivazione e di allevamento in presa diretta è il miglio test per decidere di diventare loro clienti. A volte il contadino stesso si occupa di consegnare in un punto prestabilito o direttamente a domicilio, altre si deve andare a farsi la scorta presso di lui. Il sito dell’AIAB, l’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica, può aiutare a districarsi tar le migliaia di attività agricole bio, fattorie didattiche e parchi agricoli che spesso si sviluppano dalla periferia delle città verso la campagna e  comprare online.

Per il resto, occorre avere un pò di fortuna o essere in grado di stimolare un cambiamento, come quello avvenuto, ad esempio, nel comune di Capannori in cui si vendono alimenti prodotti nel raggio di 70 km, o nel comune di Reggio Emilia.

Mangiare a KM zero sta diventando una tendenza sempre più diffusa anche in Italia dove, accanto alla crescita di una coscienza ambientalista, sembra emergere anche il buon senso di trovare la qualità degli alimenti comprandoli vicino a casa.

D’altra parte, come sostiene Al Gore “E’ stato stimato che un pasto medio percorre più di 1.900 km per camion, nave e/o aereo, prima di arrivare sulla nostra tavola, quindi è molto più ragionevole comprare alimenti che non devono fare tutta quella strada perché ci vogliono più calorie di energia per portare il pasto al consumatore di quanto il pasto stesso provveda in termini nutrizionali, senza contare gli effetti sull’atmosfera e sui cambiamenti climatici provocati dall’emissione di gas ed effetto serra”.

Se ti interessa, puoi acquistare la guida su dove trovare prodotti a km o in fattorie e mercati:

Mercati e Fattorie
Autori Vari

Ci auguriamo che la tendenza a scegliere prodotti a km o, coltivati in zona, di stagione e biologici, sia sempre più consistente e coinvolga fasce di popolazione sempre più ampie fino a diventare la norma: l’ambiente ringrazierà e la nostra economia pure.

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romeo marzo 22, 2014 alle 2:52 pm

Vorrei conoscere le aziende km 0 vicino a Trieste.

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Luisa Basile aprile 14, 2012 alle 10:21 am

Vorrei conoscere le aziende agricole vicino Napoli che vendono a chilometro 0 grazie.

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