Ambiente

Riciclabile: cosa vuol dire?

Significato, simbolo e consigli per la corretta raccolta

In questo articolo andremo a capire insieme cosa si intende quando si parla di riciclabile. Dal momento che viviamo in una società sempre più attenta al rispetto del Pianeta, nella quotidianità, ognuno cerca di mettere in atto delle ‘buone pratiche’ per una corretta gestione del riciclo dei rifiuti. In questo contesto, sempre più spesso si fa uso di termini e di espressioni specifici, come economia circolare, materiale biodegradabile, raccolta differenziata… Al fine di adottare comportamenti sempre più sostenibili, è fondamentale conoscere il preciso significato di questi termini.

Riciclabile: cosa vuol dire?

Cosa significa riciclabile

Riciclabile è un tipo di rifiuto che, dopo essere stato sottoposto a lavorazioni opportune ed adeguate, può essere riutilizzato in nuovi processi di produzione. Sono materiali riciclabili il vetro, la plastica, il legno, la carta e l’alluminio. Proprio per questa loro potenzialità, è fondamentale separare correttamente i rifiuti, eseguendo la racconta differenziata in maniera corretta e consapevolmente.

Un materiale riciclabile permette di trasformare prodotti di scarto in una risorsa, conferendogli una seconda vita e riducendo, al tempo stesso, i materiali destinati alla discarica.

La rigenerazione dei materiali è un importante passo avanti verso una economia circolare.

La normativa sul riciclo

La Direttiva 94/62/CE riconosce la funzione sociale ed economica degli imballaggi.

A tal proposito, ad esempio, il packaging dev’essere progettato per permettere il riciclaggio di almeno una percentuale dei materiali usati, in conformità alle norme della Comunità Europea, circa i criteri relativi a tutte le fasi della vita dell’imballaggio, il cosiddetto Life Cycle Assessment (LCA).

Definizione di riciclabile

Con riciclabile si intende un rifiuto che, dopo le opportune lavorazioni, può essere riutilizzato in altro modo.

Steve Alexander, Presidente di The Association of Plastic Recyclers ha fatto una considerazione più profonda, dicendo: ‘riciclabile viene costantemente utilizzato per definire materiali e prodotti senza che vi sia un riferimento definito e condiviso. Ma la riciclabilità di un prodotto va oltre l’essere tecnicamente riciclabile: i consumatori devono poter accedere a un sistema di raccolta e riciclo, un riciclatore deve essere in grado di trattare il materiale e occorre un mercato finale per i materiali rigenerati’.

Alla base del corretto riciclaggio dei predetti materiali, ci deve essere una corretta e consapevole operazione di raccolta differenziata dei rifiuti, grazie alla quale è possibile trasformare tali elementi di scarto in una risorsa, donando ad essi una nuova vita e al tempo stesso riducendo i rifiuti destinati alla discarica.

riciclabile

Qual è il simbolo di materiale riciclabile

Il simbolo del riciclabile è il Ciclo di Mobius ed è un triangolo formato da tre frecce che si inseguono. Riportato sulle confezioni dei prodotti, sta a indicare la riciclabilità della confezione stessa.

C’è anche un altro simbolo che indica la riciclabilità di un imballaggio. Si tratta sempre di un triangolo, caratterizzato da frecce più sottili, a cui fa seguito una serie di cifre numeriche e lettere che stanno ad indicare il tipo di materiale da cui il pack è costituito.

Cosa significa 100% riciclabile

Quando le componenti di un prodotto sono differenziabili, e quindi recuperabili, attraverso il loro re-inserimento nei processi di produzione per dar vita a nuovi prodotti.

Questo procedimento è possibile soltanto attraverso una raccolta differenziata eseguita in maniera corretta e consapevole.

Differenza tra riciclato e riciclabile

Facciamo ora chiarezza sul significato di due termini apparentemente simili ma dal significato profondo ben diverso.

  • Riciclabile: indica un materiale con le caratteristiche adeguate per poter essere avviato verso la catena del riciclo. I materiali riciclabili possono essere facilmente differenziati dal consumatore e poi trattati dall’industria del riciclo attraverso un processo economicamente sostenibile
  • Riciclato: si riferisce a un materiale che è stato prodotto, in tutto o solo parzialmente, a partire da materia prima riciclata

Quando un materiale è riciclabile

Quando i suoi materiali di scarto possono essere nuovamente usati in processi di produzione. I principali materiali riciclabili sono la carta, la plastica, il vetro, l’alluminio e il cartone.

Quale tipo di plastica è riciclabile

La plastica è uno dei principali materiali riciclabili. Tuttavia, non tutte le plastiche sono riciclabili. Per fare chiarezza in merito, si deve partire da una specifica classificazione delle materie plastiche. Ad ogni materia plastica corrisponde una sigla identificativa e un numero (da 1 a 7).

Se il numero riportato all’interno di un triangolo è compreso fra 1 e 6, si tratta di materiale riciclabile, mentre il 7 indica che il materiale non è riciclabile.

Le materie plastiche più facili da riciclare sono:

  • PET (polietilentereftalato)
  • PE (polietilene)
  • PVC (polivinilcloruro)

Ciò premesso, facciamo ora degli esempi pratici per capire quali oggetti di plastica sono riciclabili.

riciclabile

Sono riciclabili:

  • flaconi (di detersivi, shampoo, bagnoschiuma…)
  • bottiglie
  • vaschette per alimenti
  • sacchetti e buste dei negozi
  • barattoli
  • buste e sacchetti che contengono pasta, prodotti surgelati, caramelle, patatine, …
  • pellicola trasparente per alimenti
  • dispenser (di sapone liquido, detersivi…)
  • imballi per la protezione delle merci trasportate, come polistirolo, cellophane, pluriball…

Cosa non è riciclabile

Ciò che non è riciclabile in alcun modo viene definito “rifiuto secco” o “indifferenziato”. In questo caso, tali rifiuti vanno conferiti negli appositi sacchi per l’indifferenziata oppure portati direttamente in discarica.

  • giocattoli
  • vasi e sottovasi
  • assorbenti e pannolini
  • strumenti e utensili per la cucina
  • biro e pennarelli
  • siringhe
  • cotton fioc
  • arredi ed elettrodomestici
  • occhiali
  • caffè in cialde
  • ceramica
  • scontrini fiscali
  • carta sporca
  • CD/DVD
  • cenere e mozziconi di sigarette
  • polvere
  • imballaggi e rifiuti sporchi di residui alimentari
  • rifiuti ingombranti
  • oggetti costituiti da più materiali che non possono essere separati facilmente

Altri approfondimenti utili

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